Anoressia, alimentazione, etica:
discutiamone...
Il Ministro della Sanità
Prof: Veronesi, in un recente impegno scientifico, ha ricordato
che in Italia circa dieci milioni di cittadini sono affetti
da disturbi mentali più o meno gravi. Circa un cittadino
su sei!
Questo preoccupante dato racchiude
le moltissime forme di "disagio psichico" che, non sempre
eclatanti nelle loro manifestazioni comportamentali esteriori
(come la schizofrenia o la depressione), sono sempre più
diffuse nella popolazione.
Tra questi nuovi disturbi, l'anoressia occupa una importante
casistica. Spesso ad affrontare tale patologia, a causa
dell'assenza di strutture specializzate e diffuse sul territorio,
è il personale impegnato in servizi ospedalieri per acuti.
(neurologie, medicine generali ecc.).
L'assistenza ai pazienti anoressici comporta inevitabilemnte
una serie di difficoltà di natura deontologica, etica e
giuridica non sempre di facile ed immediata risoluzione.
Gli autori dell'articolo, impegnati
nel Servizio Sanitario di Ancona, propongono al lettore
alcuni spunti di riflessione sulla problematica, propedeutici
all'analisi di un caso clinico con importanti e significati
risvolti etici e giuridici.
Tra questi interrogativi, a mio avviso i più significativi
possono essere:
- Il paziente ha sempre diritto a rifiutare
le cure anche se queste determinerebbero la sua morte?
- Quale rispetto è dovuto alla volontà del paziente affetto
da anoressia nervosa?
- Il curante può lecitamente decidere di alimentare forzatamente
il paziente anoressico contro la sua esplicita volontà?
Questi sono alcuni dei quesiti su cui gli autori attraverso
l'articolo, attivano "l'istruttoria" per un confronto a
tutto campo.
Se siamo interessati a discutere questo tema,
confrontandoci sulle nostre esperienze e sui nostri punti
di vista, possiamo aprire il dibattito nell'Area
di Discussione che, ormai da tempo, accoglie le nostre…
idee!
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