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musico suono

Sonoro terapia vs musicoretapia: quali sono le differenze?

Il suono e la musica possono davvero avere un effetto terapeutico sul corpo e sulla mente, oppure si tratta di pratiche di benessere con obiettivi e basi molto diverse? 

Quando si parla di sonoro terapia e musicoterapia, i termini vengono spesso usati come sinonimi, ma in realtà indicano approcci distinti, con finalità, strumenti e ambiti di applicazione differenti. Comprendere queste differenze è fondamentale per orientarsi in modo corretto e consapevole.

In questo articolo analizziamo cosa sono la terapia del suono e la musicoterapia, come funzionano, quali forme esistono e in cosa si distinguono.

Che cos’è la terapia del suono?

La terapia del suono (o sonoro terapia) è un insieme di pratiche che utilizzano vibrazioni sonore, frequenze e suoni prolungati con l’obiettivo di favorire rilassamento, riequilibrio e consapevolezza corporea. Non si tratta di una disciplina sanitaria standardizzata, ma di un ambito eterogeneo che include approcci diversi, spesso collocati nel mondo del benessere o delle pratiche complementari.

Gli strumenti più comunemente utilizzati includono:

  • Campane tibetane e di cristallo;
  • Diapason terapeutici;
  • Gong;
  • Droni sonori e frequenze continue;
  • Suoni armonici e vibrazioni a bassa intensità.

Il principio alla base della sonoro terapia è che il suono, come vibrazione fisica, possa interagire con il corpo, che è composto in gran parte da acqua e tessuti sensibili alle oscillazioni meccaniche. Durante una sessione, la persona assume solitamente una posizione passiva (sdraiata o seduta) e “riceve” il suono, senza dover compiere azioni attive.

Dal punto di vista fisiologico, gli effetti riportati più frequentemente riguardano:

  • Attivazione della risposta di rilassamento;
  • Riduzione dell’attivazione del sistema nervoso simpatico;
  • Miglioramento della percezione corporea;
  • Facilitazione di stati meditativi.

È importante sottolineare che la sonoro terapia non è regolamentata come professione sanitaria e non segue protocolli clinici standardizzati. Gli effetti benefici percepiti sono spesso legati a meccanismi di rilassamento, attenzione focalizzata e contesto esperienziale.

In che cosa consiste la musicoterapia?

La musicoterapia è una disciplina strutturata, riconosciuta in ambito clinico e riabilitativo, che utilizza la musica e l’esperienza musicale all’interno di una relazione terapeutica con obiettivi definiti. A differenza della sonoro terapia, la musicoterapia è praticata da professionisti formati, con percorsi di studio specifici e competenze cliniche.

Secondo le definizioni più condivise a livello internazionale, la musicoterapia utilizza elementi musicali come:

  • Ritmo;
  • Melodia;
  • Armonia;
  • Suono;
  • Silenzio;

per favorire processi di comunicazione, espressione, regolazione emotiva, apprendimento e riabilitazione.

La musica, in questo contesto, non è solo uno stimolo passivo, ma uno strumento di interazione. La persona può essere coinvolta attivamente (suonando, cantando, improvvisando) oppure in modo ricettivo, a seconda degli obiettivi terapeutici.

La musicoterapia viene applicata in numerosi ambiti, tra cui:

  • Neurologia (ictus, Parkinson, demenze);
  • Salute mentale;
  • Disturbi del neurosviluppo;
  • Riabilitazione motoria;
  • Contesti educativi e sociali;
  • Cure palliative.

L’intervento è sempre adattato alla persona e inserito in un progetto terapeutico strutturato.

Quali sono i 5 tipi di musicoterapia?

La musicoterapia non è un approccio unico, ma comprende diversi modelli teorici e applicativi. Tra le classificazioni più utilizzate, possiamo individuare cinque grandi tipologie, spesso integrate tra loro nella pratica clinica.

  1. Musicoterapia attiva: La persona partecipa direttamente producendo musica: suona strumenti, canta, improvvisa. L’obiettivo è favorire espressione, coordinazione, comunicazione e coinvolgimento emotivo.
  2. Musicoterapia recettiva: L’ascolto guidato di musica selezionata viene utilizzato per stimolare immagini, emozioni, rilassamento o processi cognitivi. L’interazione avviene principalmente attraverso il dialogo e la rielaborazione dell’esperienza.
  3. Musicoterapia improvvisativa: Si basa sull’improvvisazione musicale condivisa tra terapeuta e paziente. È molto utilizzata in ambito psicodinamico e relazionale, perché permette di osservare modalità comunicative non verbali.
  4. Musicoterapia riabilitativa: Utilizza il ritmo e la struttura musicale per supportare il recupero di funzioni motorie, linguistiche o cognitive, sfruttando la capacità della musica di organizzare il movimento e l’attenzione.
  5. Musicoterapia integrata: Combina musica con altre modalità terapeutiche (movimento, parola, tecniche espressive), adattandosi a contesti complessi e multidisciplinari.

Queste tipologie condividono un elemento fondamentale: la presenza di un obiettivo terapeutico e di una relazione professionale strutturata.

Differenza tra musicoterapia e sonoro terapia

La differenza tra musicoterapia e sonoro terapia non è solo terminologica, ma riguarda struttura, finalità e contesto di utilizzo.

La musicoterapia:

  • Disciplina riconosciuta in ambito clinico;
  • Praticata da professionisti formati;
  • Prevede una relazione terapeutica;
  • Ha obiettivi riabilitativi, educativi o clinici;
  • Utilizza la musica come strumento di intervento attivo e relazionale.

La sonoro terapia:

  • Appartiene al campo delle pratiche di benessere;
  • Non è regolamentata come intervento sanitario;
  • Utilizza suoni e vibrazioni in modo prevalentemente passivo;
  • Ha come obiettivo principale il rilassamento e l’esperienza percettiva;
  • Non prevede una diagnosi o un percorso terapeutico clinico.

Sonoro terapia e musicoterapia condividono l’uso del suono, ma non sono la stessa cosa: la prima si colloca soprattutto nell’ambito del benessere e dell’esperienza sensoriale come rilassamento, percezione corporea e gestione dello stress, mentre la seconda è una disciplina terapeutica strutturata, praticata da professionisti formati e inserita in percorsi clinici, riabilitativi o educativi con obiettivi specifici. Capire questa distinzione aiuta a scegliere con più lucidità l’approccio più adatto e a evitare aspettative improprie, soprattutto quando si parla di salute.

Un’altra differenza pratica riguarda come si valuta l’efficacia. In musicoterapia si lavora con obiettivi abbastanza concreti e verificabili, ad esempio migliorare l’attenzione, favorire la comunicazione, aiutare nella riabilitazione motoria o nella gestione delle emozioni. Per questo l’intervento viene di solito pianificato e, in alcuni contesti, coordinato anche con altre figure sanitarie.

Nella sonoro terapia, invece, l’esperienza è più legata a ciò che la persona sente sul momento: rilassamento, scioglimento delle tensioni, sensazione di calma o maggiore consapevolezza del corpo. Inoltre il modo in cui si svolge una sessione può cambiare molto da un operatore all’altro. Anche l’inizio del percorso è diverso: in musicoterapia la valutazione fa parte del lavoro, mentre nella sonoro terapia spesso è più semplice e informale.Per dubbi personali, sintomi persistenti o esigenze terapeutiche psicologiche, neurologiche o riabilitative, è sempre importante confrontarsi con un professionista qualificato, in modo da inquadrare correttamente la situazione e individuare l’intervento più sicuro ed efficace.