"In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una
crisi del modello tradizionale di insegnamento/apprendimento
basato sulla trasmissione ed acquisizione di conoscenze
attraverso la pura e semplice memorizzazione di parole
e contenuti in cui gli studenti hanno un ruolo passivo".
Partendo da questa sintetica, ma alquanto efficace,
fotografia dell'attualitą formativa dei diplomi Universitari
d'infermiere, Maria Matarese e Paola Scorretti introducono
il lettore verso una non usuale metodologia di apprendimento
creativo ed attivo, ovvero quello delle "Mappe cognitive
e concettuali", metodologia sperimentata a partire dagli
anni '70 nelle Universitą Americane.
Gli autori ne illustrano le origini, le motivazioni
e le possibili opportunitą di utilizzo nell'insegnamento
infermieristico. Infatti, tale metodologia risulta essere
particolarmente adatta a sviluppare capacitą professionali
rivolte alla risoluzione di problemi pił o meno complessi,
a prendere decisioni e a sviluppare il pensiero critico,
requisiti che caratterizzano fortemente l'agire professionale
di un operatore sanitario impegnato nell'assistenza.
Tale metodica d'insegnamento appare di interessante
applicazione soprattutto qualora si richieda al discente
di superare la semplice fase "della memorizzazione dei
concetti" per essere in grado di dare, alle informazioni
fornite o gią possedute, un nuovo significato utile
al raggiungimento dell'obiettivo prefissato.
La metodologia della "mappa dei problemi" appare una
utile alternativa didattica al diffuso "piano di cura"
in quanto consente all'operatore, al termine del suo
processo formativo, di acquisire una metodologia di
lavoro, di decodifica degli "eventi professionali" utile
ad individuare strategie di risoluzione dei problemi
sanitari degli utenti.
E' aperto il confronto in Bacheca!
con tutti coloro che hanno svolto e svolgono attivitą
formativa, con coloro che stanno terminando un processo
formativo universitario.