Negli ultimi anni, all'interno della professione infermieristica,
si è delineata e diffusa la convinzione che lo sviluppo
scientifico, culturale e sociale dell'assistenza infermieristica
sia strettamente consequenziale alla piena valorizzazione
di una competenza specifica dell'infermiere nell'ambito
dell'assistenza sanitaria, in grado di produrre, a favore
delle persone assistite, "propri" risultati di salute
sostenuti da prove cliniche di efficacia.
Nella cosiddetta - epoca del post-mansionario, cioè
in un nuovo contesto giuridico e professionale che regolamenta
il ruolo e le funzioni dell'infermiere ormai sgravate
dai limiti impliciti in un'elencazione di atti esecutivi
di tipo tecnico, il consolidamento della sfera di autonomia
e di responsabilità professionale nell'assistenza impone
all'infermiere il possesso di un articolato bagaglio
metodologico, tecnico e relazionale da utilizzarsi in
ambito clinico.
Si tratta, ad esempio, di definire, introdurre e sperimentare
nuovi approcci e nuovi strumenti per orientare la pratica
professionale verso l'appropiatezza, l'efficacia e l'
efficienza delle prestazioni……….".
Ecco come lo stesso autore, Paolo Motta, nell'introduzione
del suo articolo annuncia il tema e le motivazioni che
lo hanno spinto ad approfondire il tema dei futuri strumenti
di pianificazione assistenziale.
Utile la bibliografia di riferimento per poter ampliare
l'approfondimento in tale tematica.
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