Comitato di redazione La provincia di Bolzano vara il suo OSA (Operatore Socio assistenziale), Rivista di Diritto delle Professioni Sanitarie, n.4, 2000, pp. 303-305

Gli OSA a Bolzano

La difficoltà a reperire infermieri sul mercato da parte delle Aziende Sanitarie, specialmente nel Nord Italia, la riforma dei cicli universitari per gli infermieri approdati alla laurea, una maggiore consapevolezza tra i membri della categoria del proprio ruolo professionale al servizio dei cittadini e l'esigenza di promuovere le prestazioni erogate dell'équipè di cura a livelli qualitativi pari agli standard europei, hanno determinato l'esigenza di affiancare all'infermiere una figura di supporto e di collaborazione che la normativa nazionale ha individuato nella figura dell'Operatore Tecnico dell'Assistenza.
L'esigenza di tale figura si è fatta sentire anche a livello di assistenza domiciliare. Tanto da indurre i legislatori a definire la figura dell'ADEST.
L'importante apporto che tali operatori hanno contribuito a dare nel miglioramento del Servizio Socio Sanitario è stato tale, da indurre il legislatore a ricercare una nuova figura che potesse integrare meglio tra loro queste due aree di competenza.
In questo modo è nata la figura dell'OSA (Operatore Socio Assistenziale).
Figura non ancora riconosciuta a livello nazionale ma attualmente regolamentata da normative regionali e provinciali.
Vengono illustrate nell'articolo le mansioni e i campi d'attività dell'OSA come definite dal Decreto del Presidente della Giunta Provinciale di Bolzano 28/12/1999 n° 72.
Ora toccherà alla categoria infermieristica trovare metodiche e modelli organizzativi per una loro utile integrazione con tale figura, al fine di riceverne un effettivo supporto nelle attività assistenziali.

Credo che possa essere utile aprire un confronto tra i membri della categoria infermieristica su questa nuova figura.
Valutare, a quasi un decennio dalla data di istituzione, il contributo che la figura dell'OTA ha apportato nelle Vostre realtà ospedaliere?
Valutare se i modelli organizzativi pianificati nelle singole Aziende Sanitarie e nelle singole unità operative si sono dimostrate adeguate ad una effettiva integrazione di tale figura nei modelli di lavoro infermieristici?

Se siamo interessati a discutere questo tema, confrontandoci sulle nostre esperienze e sui nostri punti di vista, possiamo aprire il dibattito nell'Area di Discussione

Luigi Cirio


E' disponibile il Testo Integrale dell'articolo (in PDF)
Data di creazione e di ultimo aggiornamento: 28 settembre 2001

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