La Musicoterapia clinica: stato dell'arte e proposte
Sono sempre più numerose in tutto il mondo occidentale le persone che decidono di rivolgersi alla medicina alternativa, per curare disturbi cronici come la cefalea, la lombalgia e l' ansietà, o in cerca di speranza se colpiti da malattie incurabili o terminali.
L' offerta è enorme: contempla i sistemi di cura di altre civiltà, come l' agopuntura e l' Ayurveda (medicina indiana), o quelli i cui principi sono in contraddizzione con la scienza medica ufficiale, come l' omeopatia e la chiropratica; le cosiddette tecniche di connessione mente-corpo come appunto il bio-feedback, l' imagery, la musicoterapia, lo yoga; i trattamenti fitoterapici, biologici,eletrromagnetici o le diete non convenzionali. Si tratta di un territorio difficile da definire, in cui si muovono medici dal curriculum impeccabile sia guaritori dalla buona fede non sempre certa, tutti accomunati dal fatto di applicare terapie"generalmente non insegnate nelle facoltà di medicina, né disponibili negli ospedali". Questa definizione è stata proposta nel 1993 in un'indagine nazionale sulle medicine non convenzionali pubblicata dall'influente rivista medica New England Journal of Medicine, secondo cui l'eterogeneo gruppo delle medicine complementari era per popolarità e diffusione, un rilevante fenomeno economico e sociale (1). Alcune metodologie naturali come l'omeopatia, la fitoterapia e l' agopuntura, sono oggi riconosciute professioni mediche (con l' attivazione da parte degli Ordini di elenchi interni) mentre altre nuove discipline come la musicoterapia, le ginnastiche dolci (come ad es. l'antiginnastica, il metodo Feldenkreis, etc.), lo shiatzu e l'osteopatia non hanno ancora un riconoscimento ufficiale e sono in attesa di un adeguamento CEE delle normative. Senza entrare nella polemica anche troppo appassionata tra fautori e detrattori di queste metodiche (2), le medicine complementari promuovono la cura dell'essere umano attraverso l'esplorazione d'ogni suo aspetto: fisico, psicologico, emozionale, cognitivo, sociale e spirituale. L'accento è messo sull'originalità dell'intervento, spesso descritto per la sua globalità con la parola olistico, dal greco "Olos" che significa tutto, e che non tralascia mai, anzi avvalora, la sfera delle emozioni e del vissuto soggettivo e psicologico della persona ammalata.
In questa visione, la malattia non nasce esclusivamente da una disfunzione biologica, né s'identifica in modo riduttivo con un "danno isto-patologico di un tessuto o di un organo", ma coinvolge tutta la persona, anche nei suoi aspetti intimi, psicologici e sociali.
Una delle più frequenti critiche dei fautori delle medicine non convenzionali alla prassi medica contemporanea, oltre all'eccesso d'economia e di burocrazia, è la disattenzione al lato emotivo della malattia; dunque, l'eccessivo impegno nel dimostrare "l'oggettività del dato osservato", secondo quest'opinione, finirebbe per distogliere l'atto medico dai suoi propositi originari.
La malattia, secondo un moderno punto di vista, dovrebbe essere affrontata con un'assistenza integrata, rivolta al miglioramento della qualità di vita, dove le procedure mediche, prioritarie per gli aspetti biologici della terapia, possono essere accompagnate da altri interventi non-medici, ma sempre rivolti al raggiungimento del benessere psicofisico della persona; negli U.S.A. e nel resto d'Europa molti di questi aiuti, sono solitamente condotti, d'intesa con i medici e in piena autonomia, dagli infermieri.
Questi interventi, secondo i modi e le metodologie impiegate possono essere qualificati come assistenziali, ricreativi, di socializzazione e anche "ecologici", poiché tendono, in questo caso, a migliorare la qualità dell'ambiente che ospita la persona bisognosa di cure.
A questo scopo, una delle metodologie complementari più attuata in ambito sanitario e socio-assistenziale è la Musicoterapia (MT).
Oggi, la figura del musicoterapeuta nei luoghi sanitari è del tutto occasionale e, motivi culturali a parte, una delle questioni cruciali è l'assenza di una legge che regoli il suo curriculum studi.
Sollecitando una rapida soluzione al problema, è intanto auspicabile che l'infermiere, nel caso sia interessato, amplifichi le sue competenze professionali con una conoscenza di base della MT, delle sue tecniche e delle molteplici possibilità d'applicazione in ambito clinico.
Secondo una definizione della Federazione Mondiale di Musicoterapia (WFMT), "la MT è l'uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l'apprendimento, la motricità, l'espressione, l'organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici, al fine di soddisfare le sue necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La MT mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell'individuo in modo tale che esso possa meglio realizzare l'integrazione intra- e interpersonale e, di conseguenza possa migliorare la qualità della propria vita grazie ad un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico".
Il terapeuta ha la possibilità di lavorare con una varietà di pazienti, sia bambini sia adulti, che possono avere handicap emotivi, fisici, mentali o psicologici. La MT può essere applicata a tutte le fasce d'età e in una varietà d'ambiti di cura; la musica ha una qualità non–verbale e offre un'ampia possibilità d'espressione verbale e vocale.
L'elemento sonoro-musicale proprio della musica può acquistare connotati terapeutici in due settori operativi : psicoterapico e riabilitativo. Nel settore psicoterapico l'elemento sonoro-musicale diviene un canale di comunicazione non verbale che può favorire l'instaurarsi di particolari forme di relazione interpersonale. Nel settore riabilitativo, invece, la musica funge da stimolo per una determinata funzione (motoria, vocale, cognitiva, ecc.) e costituisce il modello formale al cui interno questa funzione si articola. E' necessario precisare, però, che in ambito musicoterapico per “musica” s'intende un insieme di prodotti sonori che comprendono un campo più ampio di ciò che normalmente è considerato arte musicale, cioè : suoni/rumori ambientali o corporei, sia organizzati sia non, infrasuoni, ultrasuoni, vibrazioni e musica, così com'è intesa comunemente. La scelta del materiale sonoro/musicale da utilizzare dipende dai presupposti dell'intervento musiterapico, dalle sue modalità e dagli utenti cui è destinato. Le metodiche musicoterapiche attualmente utilizzate sono molteplici e si rifanno a diverse concezioni e finalità, ma, grossolanamente, si possono definire due modalità principali di MT : ricettiva e attiva.
La MT ricettiva implica che il soggetto si ponga in una condizione d'ascolto partecipativo della musica improvvisata o registrata, coinvolgendo non solo il proprio canale uditivo ma tutto il corpo, in un'esperienza allo stesso tempo fisica ed emotiva.
La MT attiva, invece, prevede la partecipazione dinamica del soggetto, singolarmente o in gruppo, che produce musica con la propria voce, con il corpo, con gli strumenti musicali o con oggetti, oppure si muove e danza, stimolato dal ritmo e dalla melodia.
Uno dei metodi più utilizzati di MT ricettiva è l'Immaginario Guidato e la Musica (Guided Imagery and Music) (3); GIM è un metodo di rilassamento mentale ma può anche consistere in un'esplorazione del proprio mondo interiore mediante l'immaginario metaforico proposto da uno psicoterapeuta, sempre accompagnato dall'ascolto di brani di musica classica o New Age. Il metodo è applicabile sia singolarmente sia in gruppo. La MT ricettiva, è comunemente applicata anche senza l'ausilio di tecniche psicologiche in una varietà di strutture, incluse gli ospedali, i centri di riabilitazione, le scuole speciali, i centri diurni, le case di riposo e gli hospice (4).
La musica come terapia è indicata in diversi tipi di patologie, dal momento che anche pazienti non collaboranti a motivo delle loro condizioni fisiche, allettati, gravemente handicappati o in coma, o psichiche, dementi o pazienti con ritardo mentale, oppure, bambini molto piccoli possono beneficiarne (5).
E' stato dimostrato che il feto nel ventre materno è capace di percepire la voce della madre e gli altri suoni come acuti, perché filtrati dal liquido amniotico (6); questo dato è confermato dal fatto che il neonato riconosce immediatamente la voce della madre e che si tranquillizza quando sente suoni acuti. Questa scoperta è stata utilizzata ed applicata a diverse situazioni cliniche. Ad esempio, in alcuni ospedali degli Stati Uniti, nelle Divisioni d'Ostetricia e Ginecologia, di Neonatologia e di Pediatria, la musica è utilizzata dagli infermieri nell'assistenza alla gravidanza, per la preparazione al parto e nelle prime fasi di vita del neonato come parte integrante del piano d'assistenza sanitaria, finalizzato al miglioramento del benessere, della salute e della qualità di vita (7). Inoltre, neonati prematuri che erano stati sottoposti all'ascolto della Ninnananna di Brahms mostravano un miglioramento delle loro funzioni vitali con una riduzione dei giorni d'ospedalizzazione (8); la musica si è dimostrata efficace anche nel migliorare i parametri fisiologici dello stress dei neonati nelle nursery dei reparti di maternità (9) e nel ridurre l'agitazione e l'instabilità fisiologica in neonati con displasia broncopolmonare dopo un intervento d'aspirazione (10); la musica, pare anche ridurre l'intensità e la durata del dolore permettendo di somministrare meno analgesici nei bambini affetti da patologia neoplastica (11). La MT è utilizzata in Psichiatria e in Neuropsichiatria Infantile come trattamento riabilitativo negli adolescenti con schizofrenia residua (12), autismo (13) o nei giovani con disturbi del comportamento e del carattere (14); anche in bambini gravemente handicappati la musica fornisce un valido strumento di comunicazione e riabilitazione, come nella sindome di Rett, dove la MT si è mostrata efficace nel ridurre, seppur temporaneamente, i movimenti involontari (15) o nei bambini con paralisi cerebrale grave, in cui la MT è utilizzata come meccanismo di biofeedback per esercitare il controllo posturale del capo (16). Le prestazioni percettivo-motorie d'adolescenti sia sani che ritardati migliorano se sottoposte a training di MT sia ricettiva che attiva (17-19).
L'ascolto di musica classica o New Age è raccomandato come adiuvante degl'interventi medico-chirurgici ambulatoriali nelle Chirurgie, nei servizi d'Endoscopia e di Odontoiatria. La musica e lo stato di rilassamento mentale agiscono sul dolore, riducono l'ansia e la tensione muscolare distraendo l'attenzione dall'indagine invasiva (20), dall' intervento chirurgico doloroso (21,22) e dal lavoro del dentista; alla base dell'effetto analgesico potrebbe essere la modulazione dei sistemi neurali centrali e dei neuromediatori chimici del dolore (22). La musica, inoltre, modifica gli ormoni dello stress, la funzione cardiaca e la frequenza respiratoria nei soggetti normali (23) tanto che nelle Divisioni di Pneumologia è impiegata in pazienti sottoposti a ventilazione assistita e negli asmatici (24) e nelle Cardiologie e Cardiochirurgie in pazienti in fase perioperatoria (25) o subito dopo un infarto del miocardio (26). In relazione a questi risultati, la MT è stata proposta come un intervento, finalizzato alla riduzione dello stato d'ansia, da integrare alle strategie terapeutiche specifiche, che il personale sanitario dovrebbe offrire per migliorare la qualità della permanenza del paziente nelle strutture sanitarie (5,27). La musica trova impiego anche nelle situazioni cliniche di dolore cronico, nelle patologie terminali (22,28) e nelle loro terapie (29). Il dolore intrattabile è una delle più frequenti e penose conseguenze delle patologie neoplastiche e, spesso, è necessario ricorrere a narcotici non scevri da effetti collaterali; in questo contesto la MT ricettiva è stata utilizzata con successo nell'alleviare il dolore neoplastico in pazienti che ricevevano dosaggi fissi di analgesici (30). La MT ricettiva viene anche utilizzata come mezzo per migliorare la qualità della vita o della morte del paziente, quando non rimane altro da fare che accompagnarlo negli ultimi passi del suo cammino (31). |
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Sulla scorta di queste osservazioni e di una lunga tradizione francese risalente ai monaci di Cluny (11° secolo), è stata proposta la musico-tanatologia, intesa come intervento medico palliativo utilizzato per soddisfare i complessi bisogni fisici e spirituali del paziente terminale (32,33).
Attuale e di grande risalto è l'utilizzo della MT nel coma. La stimolazione sonora, soprattutto se rilevante per la memoria emozionale del paziente, può avere un ruolo nel tentativo di stabilire un contatto, agendo a livello affettivo, cognitivo e relazionale (34,35). L' applicazione più sovente della MT avviene però in ambiti meno drammatici e come reale strumento di integrazione delle terapie convenzionali. Ad esempio, la GIM, che ha un effetto sul tono dell'umore, influendo sui livelli plasmatici di cortisolo nei controlli (36) e può essere considerata una terapia di supporto a persone con malattie neoplastiche per i suoi effetti sul livello d'endorfine plasmatiche e sull'ansia (37); altre esperienze di MT ricettiva hanno dimostrato che gli anziani depressi traggono beneficio, a domicilio, dall'ascolto di musica classica e di musica popolare (38,39); in quest'ambito la MT è stata ritenuta di considerevole ausilio nel trattamento della depressione a qualunque età (40). Fra le patologie dell'anziano, la MT trova un'importante attuazione nelle demenze, soprattutto in relazione ai caratteristici disturbi del comportamento e dell'umore. La musica può essere infatti impiegata per ridurre l'aggresività (41), soprattutto a tavola durante i pasti (42,43) oppure per migliorare la qualità di vita dei pazienti istituzionalizzati (44); nella malattia d'Alzheimer, l'intervento musicoterapico è stato anche finalizzato alla riabilitazione di funzioni specifiche motorie (45-47), cognitive (48,49) e psichiche (50). La MT trova larga applicazione anche nell'ambito d'altre patologie neurologiche; nella sclerosi multipla è stata utilizzata per la psicoterapia di gruppo (51) mentre le stimolazioni uditive ritmiche sono state impiegate con successo nella riabilitazione della marcia dei pazienti emiparetici colpiti da ictus cerebri (52) e dei pazienti con malattia di Parkinson (53). Nella malattia di Parkinson è stato recentemente proposto un metodo di MT attiva per il recupero delle funzioni emozionali e di quelle motorie, caratterizzate dalla perdita del ritmo e della sincronia cinetica. Questo metodo è stato articolato in modo da utilizzare gli strumenti musicali, il corpo e la voce facendo musica, o anche "rumore", per stimolare il recupero dell'armonia e della velocità del movimento, il tono vocale e l'espressività del volto; i risultati hanno anche evidenziato un aumento della felicità dei pazienti e della loro qualità di vita (54,55).
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Claudio Pacchetti
IRCCS Mondino – Pavia
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Centro MusicaMedicina (CMM)
Studi e Formazione in Musicoterapia Clinica Applicata - Pavia-Cremona
Tel. 0382-538558 oppure 0335-6642076
Tratto da: NEU n 4/99 pp. 16-22 |

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