copertina rivista

Gli ausili per l'assistenza infermieristica del paziente incontinente



L'eliminazione dell'urina è un fatto fisiologico. Sin dalla più tenera età si impara ad eliminare l'urina nei luoghi e momenti socialmente accettabili e quando si perde tale capacità si diventa incontinenti.
L'International Continence Society definisce l'incontinenza urinaria come una condizione in cui la perdita involontaria dell'urina costituisce un problema igienico sociale e socio-economico di rilevante importanza nell'ordine di migliaia di miliardi.
Le cause dell'incontinenza sono diverse se a soffrire di tale disturbo sono gli uomini o le donne e, pur non dando per scontato che l'incontinenza sia inevitabile in vecchiaia, è pur vero che gli anziani sono i più colpiti da tale disturbo.
Le cause possibili sono:
- nelle donne: la pluriparità, l'obesità, i cambiamenti di tonicità e trofismo tissutale legati alla menopausa oltre ai disturbi neurologici;
- negli uomini: modifiche dovute all'età nel cervello, nella vescica, nell'uretra, dei reni e della ghiandola prostatica.
Il paziente è oppure diventa incontinente quando:
- non avverte la necessità di urinare
- non identifica il luogo appropriato per urinare
- non raggiunge il luogo appropriato per la minzione
- non trattiene l'urina finché il luogo non viene raggiunto
- non urina quando il luogo viene raggiunto.
Problemi di deambulazione, di movimento e destrezza o trattamenti farmacologici possono (in alcuni casi sono associati) causare incontinenza urinaria.
Molti di questi problemi si possono prevenire o trattare, ciononostante molto spesso i pazienti accettano l'incontinenza senza indagare sulle possibilità di ripristino della continenza.
Nell'anziano sofferente di urgenza urinaria o con problemi di movimento, anche l'ambiente domestico può essere causa di incontinenza.
Le cause possono essere:
- bagno troppo lontano, all'esterno o con barriere architettoniche (gradini);
- sedile del water posto ad un'altezza sbagliata;
- assenza di maniglie;
- abbigliamento di non facile apertura (bottoni, cerniere);
- biancheria intima difficile da maneggiare;
- non disponibilità da parte dei familiari all'accompagnamento;
- paziente che vive solo con problemi di movimento.
Obiettivi
Il paziente incontinente ha tendenza all'isolamento, causato dall'abbassamento di autostima.
L'intervento dell'Infermiere Professionale deve essere multiplo e diverso, addestrando il paziente e la famiglia, affinché, acquisendo notizie ed informazioni, migliorano la qualità di vita e motivano il paziente in modo tale da renderlo autonomo.
I piani di intervento si articoleranno in:
- realizzazione di protocolli personalizzati;
- fornire direttive e guide;
- disponibilità di appoggio fisico e psicologico;
- consigliare, secondo il grado di incontinenza, il dispositivo più adatto.
L'importante è che l'I.P. imposti gli obiettivi centrati al paziente che a sua volta dovrà cercare di raggiungere.
Materiali e metodi
L'educazione Sanitaria è la forma più concreta per creare stato di benessere con ritorno all'autostima, ma non vi può essere educazione se l'I.P. non è a conoscenza dei vari dispositivi per l'incontinenza ed il loro corretto uso.
Possono essere usati come misura temporanea (ad es. nei pazienti prostectomizzati, nella rieducazione vescicale o durante esercizi del pavimento pelvico) o permanenti come nei pazienti affetti da incontinenza incurabile.
Gli ausili devono essere scelti in base alle esigenze individuali ed alle preferenze personali:
Si deve però tenere conto di alcuni fattori che sono:
- sesso del paziente (le diffferenze anatomiche influenzano la scelta);
- volume della perdita (diurna e notturna);
- età e stato mentale;
- vista;
- grado di autosufficienza, mobilità e destrezza;
- attività sessuale;
- condizione della cute;
- possibilità di igiene personale:
- possibilità di eliminare i rifiuti in modo discreto;
- situazione finanziaria del paziente;
- disponibilità riferita a nomenclatore e distributori.
I materiali presenti sul mercato ed utilizzati per incontinenza sono:
- pannoloni con retro in plastica e mutande lavabili;
- mutande in plastica;
- mutande usa e getta;
- pannoloni a mutandina;
- pannoloni e mutande riutilizzabili;
- guaine;
- sacche per raccolta delle urine;
- raccogligocce;
- cateteri a permanenza.







Gli ausili principalmente usati e facilmente reperibili in commercio sono:
1. Assorbenti sanitari - discreti, non troppo costosi, insufficienti in caso di incontinenza seria o totale.
2. Assorbenti per incontinenza - dimensioni maggiori rispetto a quelli sanitari sono composti di tre strati: strato antifuga all'interno, strato intermedio di fluff assorbente, strato di politilene all'esterno.
In base alla forma ed alle dimensioni gli assorbenti vengono così classificati:
- pannolini rettangolari;
- pannolini sagomati con forma anatomica più o meno accentuata;
- pannoloni - mutandina, del tutto simili a quelli dei neonati.
La scelta dell'assorbente viene effettuata in relazione al grado di incontinenza e dalla quantità diurna e notturna.
3. Assorbenti per incontinenza maschile o Raccogligocce - appositamente disegnato per l'anatomia maschile. È una piccola tasca dove viene inserito il pene.
4. Le guaine - detti condom/profilattici. Sono "maniche in lattice di gomma o silicone", dotati di estremità rigida per la connessione ad una sacca di raccolta.
Sono adatte per:
- uomini con incontinenza da stimolo (a volte solo per la notte);
- incontinenza urinaria medio-grave;
- uso diurno e notturno.
Non sono adatte per:
- uomini con pene molto retratto;
- uomini con allergie ai materiali usati per le guaine o per i metodi di fissaggio;
- pazienti dementi o in stato confusionale;
- pazienti con handicap fisico o psichico che non sono in grado di applicarsi la guaina o non hanno nessuno che li possa aiutare;
- pazienti che soffrono di ritenzione urinaria.
Nelle guaine il problema potrebbe essere la fissazione. I metodi per il fissaggio possono essere interni od esterni:
Metodi interni:
- striscia biadesiva;
- adesivi medicali;
- guaina autoadesiva;
- guaina autoadesiva in puro silicone;
Metodi esterni:
- striscia esterna elastica;
- striscia in lattice:
- striscia adesiva.
Per tali presidi il paziente deve essere in grado di comprendere l'applicazione. L'importante è che venga scelta la guaina dalla misura e materiale più idoneo. Si daranno tutte le indicazioni di igiene e le istruzioni per una perfetta igiene locale ed il fissaggio.
Dopo la prima applicazione si deve ispezionare sovente il pene per evidenziare segni di compressione o reazione cutanea. Se compaiono arrossamenti o dolore non si deve indossare la guaina sino a completa guarigione.
5. Cateteri a permanenza - è il presidio più usato a domicilio anche se non sempre giustificato. La sua applicazione viene giustificata in:
- pazienti terminali;
- nell'incontinenza grave non gestibile in nessun altro modo.
Le difficoltà create dall'uso del catetere sono:
- probabilità di infezioni molto alta;
- mal tollerabilità al catetere;
- ostruzione del catetere da incrostazioni, calcoli o detriti;
- perdita di urina attorno al catetere.
6. Sacche di raccolta - che si distinguono in:
- sacche da gamba: capacità che varia da 350 a 750 ml. Il tubo deve essere tra i 7 - 10 cm. per la coscia ai 35 - 45 per il polpaccio.
- sacche da letto: con capacità di 1500 - 2000 ml.
L'igiene è fondamentale per tutti coloro che soffrono di incontinenza urinaria.
Dobbiamo ricordare che l'irritazione dovuta all'urina sommato allo sfregamento del pannolone o altro ausilio poco adatto, può causare facilmente irritazioni cutanee sino a formare ulcerazioni e piaghe. Sono a rischio i pazienti defedati o in cattivo stato di salute. Possono presentarsi problemi di allergia ai materiali di cui sono costituiti i presidi.
Conclusioni
Le persone che soffrono di incontinenza urinaria hanno diritto a ricevere gli ausili occorrenti per la gestione della stessa dal Servizio Sanitario Nazionale.
Tali presidi rimborsabili dal SSN sono elencati in un apposito documento chiamato Nomenclatore Tariffario delle Protesi.
Nel Nomenclatore Tariffario gli ausili elencati per l'incontineza sono:
- pannoloni a mutandina, sagomati o rettangolari;
- cateteri esterni con sistema di raccordo;
- borse di raccolta urine da gamba e da letto;
- cateteri a permanenza.
Tale Nomenclatore definisce quantità mensile e l'importo massimo di spesa per ciascun prodotto.
Sin dalla prima visita al paziente l'I.P. deve saper individuare i bisogni e le eventuali difficoltà, consigliando i presidi, organizzando e pianificando l'educazione sanitaria, ricordando però che vi sono delle limitazioni di tipo legislativo. Dette limitazioni si scontrano con la raggiunta professionalità dell'I.P. domiciliare, professionista a tutti gli effetti, con capacità decisionali.

Bibliografia

- Incontinencia - Marion Moody - Ed. Ancora S.A.
- Atlante di assistenza - Barbara Kozier, Glenora Erb - Delfino Editore.
- Manuale di addestramento per uroriabilitori - Objective continence Teaching Resourse -
- C. Norton, J. Blamin, B. Hamilton, A. Shepherd, J. Swassild - Ed. Coloplast.



BASSO Maria Rosa
AFD, Divisione di Urologia,
Ospedale Maria Vittoria, Torino
Tratto da: Nursing Oggi , n. 2, 1998, pp. 71-73



[Home Page] [L'Inforamzione e la documentazione] [Area di Discussione]
[Formazione e Aggiornamento] [Invito alla lettura]