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Da gruppo ad associazione. Analisi del fenomeno associazionistico infermieristico"Parole! parole che ciascuno intende e ripete a suo modo. Eh, ma si formano pure così le cosi dette opinioni correnti!. E guai a chi un bel giorno si trovi bollato da una di queste parole che tutti ripetono! Per esempio: "Pazzo" - per esempio, che so? "imbecille" - Ma dite un pò, si può star quieti a pensare che c'è uno che si affanna a persuadere agli altri che voi siete come vi vede lui, a fissarvi nella stima degli altri secondo il giudizio che ha fatto di voi?". Luigi Pirandello. Introduzione La professione infermieristica, inserita in un preciso contesto del grande meccanismo socio-culturale comunitario, prevede che per l'espletamento del suo esercizio debba essere attuato oltre che un preciso iter-formativo, anche una iscrizione all'albo professionale giuridicamente riconosciuto, sancente l'ingresso e l'appartenenza del singolo al gruppo specifico infermieristico. Ciononostante, l'ultimo ventennio è stato caratterizzato oltre che da numerosi cambiamenti nella formazione ed esercizio della professione, anche da una notevole espansione dell'associazionismo professionale. Una reazione alle parole che per molto tempo sono state dette da altri per altri? Una necessità di riunirsi tribalmente per non perdere le proprie tradizioni? Un bisogno di allontanarsi da stereotipi non adatti ai mutamenti repentini che il nostro tempo impone? O più semplicemente la risposta ad una necessità di aggregazione tra persone che seppur simili, hanno interessi e fini diversi da raggiungere? Questo lavoro non ha la pretesa di risolvere tutti i quesiti, bensì di effettuare una analisi approfondita del fenomeno associazionistico infermieristico, pescando nel mare complesso dei dubbi, preoccupazioni e aspirazioni, che ogni gruppo professionale vive. Il Fenomeno associazionistico: Dal gruppo alla associazione Approccio psicologico allo studio dei gruppi. I recenti trattati di psicologia, utilizzano i termini Associazione o Gruppo come sinonimi, assegnandovi una modesta considerazione per ciò che concerne i fenomeni sociali ad essi sottostanti. Per parlare di gruppo secondo gli Psicologi, è necessario siano presenti i seguenti elementi: Tutti gli esseri umani entrano in rapporto con dei gruppi. Infatti, tutti noi apparteniamo a certi gruppi e non ad altri, ne ammiriamo alcuni e siamo contrariati da altri, accresciamo la ns. autostima appartenendo a particolari gruppi e difendiamo il ns. status attraverso essi. L'associazione in alcuni gruppi è quasi inevitabile, ad es. appartenere ad una famiglia, ad un quartiere o a una nazione; mentre in altri gruppi può essere raggiunta soltanto con uno sforzo straordinario ad es. diventare il giocatore di una squadra, o un grande scienziato. Secondo le più recenti scoperte psicologiche, ogni comportamento del singolo dipende in massima parte dai gruppi ai quali appartiene attualmente o ai quali è appartenuto in precedenza. Più in generale, ogni popolazione va incontro ad una serie di avvenimenti quali: integrazioni (formazioni di gruppi, affiliazioni...) e differenziazioni (competizione, conflitto, tensioni di gruppo, rifiuto interpersonale). I gruppi spesso indicano chi sono gli "stranieri" attraverso simboli quali giubbotti, distintivi, cognomi e ne impediscono l'ingresso se non previo accertamento di particolari requisiti. I membri del gruppo al contrario, sviluppano meccanismi quali attaccamento, affiliazione, costruendo forti legami emotivi intergruppo a volte così potenti, che la loro dissoluzione può causare seri disturbi psicologici. Attraverso l'imitazione e il conformismo l'individuo assume le abitudini, i valori e gli atteggiamenti del gruppo di appartenenza. Percepisce il fatto di avere molte cose in comune con il gruppo e crede che gli altri membri del gruppo lo vedano nella stessa luce. Soffre quando qualche offesa è fatta ai suoi compagni di gruppo, è orgoglioso quando la sua classe o il suo gruppo ottiene qualche buon risultato e gioisce quando, trovandosi tra estranei, incontra qualcuno come lui. In sostanza, pur essendo un individuo, la sua identità si confonde con i membri del suo gruppo e la sua personalità deriva in parte da loro. " Nell'adulto si osserva il bisogno di ritrovarsi in mezzo ad altri, il piacere della vita sociale nelle sue forme non organizzate, le emozioni potenti che dà la partecipazione alla vita del folle: L'individuo dimentica la sua personalità e si assorbe nella vita collettiva, sia come ATTORE, sia come SPETTATORE" (cit. Guillaume, dal testo di : M.Farnè - G.Giovanelli, Psicologia, Signorelli Milano, 1977,257). In conclusione, è possibile affermare che per la psicologia contemporanea l'esistenza del gruppo è fondamentale, nello studio del comportamento umano, per almeno due ragioni: In primo luogo, esso rende possibili, ed anche necessari, certi fenomeni che altrimenti non esisterebbero: è ovvio che la presa del comando (Leadership) da parte di alcuni può avvenire solo quando un dato numero di persone vivono in un gruppo. In secondo luogo, il gruppo ha degli effetti speciali sul comportamento dell'uomo che vive in esso. Appunto per l'influenza reciproca di cui si è parlato precedentemente, il comportamento di uno, serve da stimolo al comportamento di un altro e a sua volta, la risposta di quest'ultimo serve da stimolo al comportamento del primo. Non possiamo però, assumere tout-court simili affermazioni delle scienze psicologiche per spiegare tutto l'universo dei fenomeni associativi chiamati "Gruppi", se non dopo una analisi approfondita anche dell'apporto teorico offerto dalla sociologia, che assume per alcuni aspetti del problema, posizioni differenti. Approccio Sociologico allo studio dei gruppi Nella analisi precedentemente effettuata, si avverte più che mai l'esigenza di avvalersi dell'apporto di altre discipline; sarebbe infatti ingenuo credere che una definizione psicologica aprioristica e meramente descrittiva, possa rendere l'essenza, il quid sit dell'associazionismo infermieristico. Il lavoro pertanto, partendo dalla presenza operante della disciplina infermieristica e, attraverso l'analisi dell'attività razionale di chi la professa, intende giungere a delineare una delle varie parti che compongono la struttura logica delle attività . Se le singole scienze sono sorte prima che gli studiosi ne elaborassero la teoria, allora anche per la disciplina infermieristica, l'apporto di altre scienze, potrà aiutare a enucleare teorie, modelli, e spiegare la realtà operativa. Certamente, l'infermiere come un qualsiasi altro individuo inserito in un gruppo, sente sempre il bisogno di rapportarsi con gli altri, il bisogno di comunicare le proprie esperienze, il bisogno di sentirsi integrato nei valori e prospettive, esprimere le proprie insicurezze per cercare negli altri elementi di sicurezza ma ovviamente, dal momento in cui si sta parlando di un insieme di individui che sono al tempo stesso professionisti, si rende necessaria una collocazione storico-sociale-culturale degli stessi inseriti in un gruppo, per analizzare efficacemente le dinamiche intervenenti a guisa di una variabile indipendente nei complessi meccanismi delle relazioni umane. Se nel lessico comune la parola "gruppo" viene usata in una accezione indifferenziata e in psicologia, come visto precedentemente, l'uso del termine è usato in modo più ristretto in quanto si considera la realtà psicologica interna, un approccio sociologico allo studio dei gruppi, tiene essenzialmente conto delle caratteristiche esterne di questa entità speciale, o come asserisce Olmsted : "Il gruppo è visto dal di fuori, esternamente, come una cellula del grande organismo sociale (J. Klein, Sociologia dei gruppi, Einaudi, Torino, 1968). La finalità implicita in questo tipo di approccio è quella di studiare la società attraverso i gruppi di cui si compone e non il contrario come per la psicologia. |
A tale scopo è stata coniata una differenziazione principale dei gruppi : GRUPPO PRIMARIO: o gruppo "faccia a faccia", in cui si intende un insieme abbastanza ristretto di persone che hanno raggiunto un elevato livello di interazione e che si percepiscono "super-individualmente". Nel gruppo primario vige una solidarietà reciproca tra i membri, che ha radici essenzialmente emotive piuttosto che razionali; ad es. la Banda, la Compagnia di amici, la Famiglia.... Una formulazione classica di gruppo primario è contenuta nell'opera Social Organization del sociologo americano H.C. Cooley (H.C. Cooley, L'organizzazione sociale, Comunità, Milano,1969): "Per gruppi primari intendo quelli che sono caratterizzati da una associazione e cooperazione intima e faccia a faccia. Questi sono primari in parecchi sensi, ma anzitutto in quanto formano la schiera sociale e gli ideali dell'individuo....... Forse il modo più semplice di descrivere questa totalità è quello di definirla con un noi..... Questi gruppi sono sorgenti di vita, non solo per l'individuo, ma per le istituzioni sociali. Solo in parte essi vengono plasmati da tradizioni particolari, ed esprimono in larga misura una natura universale. La religione o l'ordinamento politico di altre civiltà possono apparirci come estranei, ma i bambini e il gruppo familiare vivono tutti nella vita comune, e di fronte a questi possiamo sempre trovarci a nostro agio." GRUPPO SECONDARIO: si configura in modo antitetico al gruppo primario; di dimensioni piuttosto ampie, è regolato da norme formali, razionali, che portano a una certa freddezza di rapporti tra i membri. Ne deriva che la comunicazione interpersonale avviene a livelli poco profondi. Un'associazione di professionisti ad esempio, è un tipico esempio di gruppo secondario. Una importante precisazione va fatta sulla terminologia; "Gruppo" è qualcosa di diverso da "aggregazione" o "classe", anche se spesso il termine gruppo viene usato in accezione sinonimica, cioè proprio nel senso di "aggregato", "classe", "collettività". Caratteristica essenziale in sociologia, perchè un insieme di persone possa essere definito gruppo, è che esse abbiano qualcosa in comune e che quel "qualcosa" sia vissuto da ogni singolo componente il gruppo. Ciò emerge procacemente dalla lettura di un passo del sociologo E.Durkheim il quale afferma: "...ogni gruppo è un tutto formato di parti; l'elemento ultimo che, attraverso la ripetizione, costituisce questo tutto è l'individuo. Perchè un gruppo possa sussistere, bisogna che ogni parte non si comporti come fosse sola; ma al contrario che si comporti in modo da permettere al tutto di esistere. Gli interessi dell'individuo non sono quelli del gruppo al quale egli appartiene e spesso c'è fra gli uni e gli altri un vero e proprio antagonismo. L'individuo si accorge solo confusamente degli interessi sociali di cui deve tenere conto, e talvolta non se ne accorge proprio perchè gli sono estranei, perchè sono gli interessi di qualcosa di diverso da lui....". E conclude : "...Bisogna dunque che esista un'organizzazione che gli ricordi questi interessi sociali, che lo obblighi a rispettarli.....e tanto più un gruppo sociale è ampio, tanto più è necessaria questa regolamentazione....." (E. Durkheim, Sociologia delle professioni, Il Mulino 1979 ed., voce "La morale professionale," 42) Una siffatta precisazione, non esclude a priori l'approccio psicologico, bensì cerca di completarne le affermazioni, rilevando una particolare differenza tra il termine gruppo e il termine associazione, sebbene ne mantenga l'alto valore descrittivo della psicologia. Da tali presupposti e dopo numerosi studi sociologici, si è giunti ad affermare che il fenomeno delle associazioni, sia la rappresentazione di uno dei possibili tipi di gruppo secondario, con la possibilità di distinguerlo in due sotto-classi principali: a) Gruppo di riferimento b) Gruppo di pressione. Si procederà adesso ad una analisi di tali classi. Gruppo di riferimento Ogni Gruppo, in funzione del grado di strutturazione, è regolato da norme più o meno rigide e più o meno accettate dai membri. Appartenere ad un gruppo significa accettare di adeguarsi alle norme e ai valori ai quali quel gruppo si ispira, anche se a volte, non sempre coloro che sono membri di un gruppo si percepiscono anche come appartenenti allo stesso. Merton definisce "gruppi di membri" quelli nei quali gli individui sono solamente e semplicemente "membri"; "gruppi di riferimento", quelli ai quali gli individui si riferiscono per indirizzare e regolare il proprio comportamento e i propri atteggiamenti. Un tipico esempio di ciò, ultimamente è rappresentato dallo Studente Infermiere, che durante il processo di formazione assume già atteggiamenti tipici dell'Infermiere Professionale, o anche dell'infermiere neo diplomato che assume nel primo periodo di lavoro l'aria cosiddetta "Professionale"; in casi come questi, e potremo citarne moltissimi per ogni professione, gli individui si sforzano di ridurre la distanza sociale che li separa da ciò a cui tendono, assumendo e, a volte esasperando, gli elementi caratterizzanti il gruppo cui anelano di appartenere. Merton ha chiamato "socializzazione anticipata" tale aspirazione a diventare membro del gruppo di riferimento. E' necessario sottolineare che in sociologia, con l'espressione "gruppo di riferimento", si può intendere sia "un gruppo di riferimento" che "un individuo di riferimento". Infatti una persona che si identifica con un individuo di riferimento, cercherà di avvicinarsi al comportamento e ai valori di quell'individuo nei suoi numerosi ruoli, anche se i gruppi culturali e professionali di appartenenza sono diversi. In caso di gruppi diversi per valori e norme, l'identificazione avviene attraverso la riduzione della dissonanza, cioè modulandosi in funzione del gruppo non coincidente cui si fa riferimento, come ad esempio alcuni infermieri professionali che privilegiano l'esercizio di alcune tecniche sanitarie abbandonando l'ambito dell'assistenza, pur comprendendo di non avere ne la responsabilità nè la completa gestione della globalità del processo che la tecnica di per se sottende. Gruppo di pressione E' rappresentato da quel gruppo o associazione che cerca di influenzare il processo di decisone politica, intervenendo apertamente o nascostamente sui vari centri di potere per ottenere vantaggi conformi agli interessi di cui è portatore. La pressione spesso si identifica con l'esercizio di un potere indiretto al quale manca il riconoscimento formale. Ciò genera sovente un giudizio esterno negativo che viene formulato sui gruppi di pressione, indicando questi come gruppi che si servono di vie traverse per raggiungere i loro scopi. Nella letteratura americana tale termine viene usato interscambiabilmente con "gruppo di interesse", in quanto per definizione, essendo un gruppo un insieme di persone con fini e interessi comuni, può essere considerato anche gruppo di interesse. Spesso il Governo richiede a tali gruppi informazioni, in quanto nessuna amministrazione pubblica può disporre di uno staff adeguato per affrontare in tutti i dettagli l'attività di sua competenza al fine di assicurare un tranquillo iter parlamentare alle proposte legislative, utilizzando i gruppi invece, raggiunge facilmente lo scopo di proporre alle Camere le iniziative sulle quali si sia già raggiunto un precedente accordo con i gruppi di riferimento. Da parte loro i gruppi chiedono come scambio al Governo informazioni sulla politica corrente e futura, nonchè una legittimazione per rafforzare la propria posizione nella società. Spesso il pericolo di tali rapporti è dettato dal fatto che accordi negoziati tra Governo e Gruppi di pressione vengono sottratti alla conoscenza degli individui appartenenti al gruppo stesso. I gruppi di pressione diventano al tempo stesso clienti e consulenti, fungendo come elemento di mediazione e contrattazione tra il privato (individuo) e il pubblico (istituzione). continua... ![]()
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