Internet e l'Assistenza Infermieristica

 



Maria Assunta VICINI "Il counseling, strumento di lavoro dell'infermiere"
Nursing Oggi n. 1, 1998, pp. 66- 69

Impariamo il Counseling?

Una stimolante lettura di un potente strumento relazionale sviluppatosi negli anni settanta in ambito psicosociale e significativamente riproposto dall'autrice come strumento di lavoro della professione infermieristica.
Il counseling come processo volto a fornire un aiuto nella fase di presa di coscienza della propria situazione al fine di poterla gestire e agire da protagonisti, risponde perfettamente ad una delle finalità primarie dell'azione infermieristica orientata a garantire alla persona il supporto necessario per affrontare i numerosi disagi psicosociali indissolubilmente legati all'esperienza di malattia.
Uno strumento di per sè aspecifico, in quanto utilizzabile per tutte le persone in difficoltà che devono sostenere il costoso processo di adattamento emotivo e di trasformazione (talvolta parziale in altri casi decisamente radicale), delle proprie abitudini di vita, delle proprie relazioni sociali, dei propri comportamenti, del proprio stile di vita, del rapporto con se stessi e con l'ambiente nella sua complessità.
L'opportunità, quindi, di dotarci come professionisti di una competenza nella gestione del counseling come strumento di lavoro fa emergere una serie di quesiti da cui potrebbe svilupparsi un dibattito sul tema:
  • la competenza relazionale, in ambito professionale -in termini di attitudini, abilità, tecniche - viene davvero acquisita durante la formazione di base?
  • Se non viene adeguatamente acquisita con la formazione di base, il suo potenziamento e il suo sviluppo sono affidati esclusivamente all'iniziativa personale?
  • E ancora, decidere di sviluppare abilità nella gestione del counseling non porta necessariamente ad un ripensamento del ruolo tradizionale della figura infermieristica (ancora molto diffuso soprattutto nelle organizzazioni più rigide) sia nei confronti della persona assistita che deve diventare il vero attore della propria condizione di salute/malattia, sia nei confronti dell'equipe il cui potente valore sinergico deve essere ricercato senza cedimenti verso condizioni di sudditanza passiva?
A.F.D.
Giuliana Centini


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