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Internet e l'Assistenza Infermieristica
| Laura CUNICO |
"La terapia psicofarmacologica nel Nursing Psichiatrico: aspetti psicologici e relazionali" -
Nursing Oggi n. 1, 1998, pp. 50-54
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Somministrare Psicofarmaci...
Nel nostro famigerato mansionario ci viene riconosciuta la possibilitą
di somministrare farmaci su prescrizione medica. Ma quante volte ci
siamo soffermati a riflettere sulla dinamica che si stabilisce fra curanti
e paziente proprio nel momento della somministrazione della terapia farmacologica?
Particolarmente interessante h l'ottica attraverso la quale l'autore filtra la
trattazione di questo tema sviluppando l'analisi di alcune situazioni che si manifestano
con particolare frequenza nell'attivitą assistenziale in campo psichiatrico come:
il rifiuto della terapia;
la richiesta continua di farmaci;
il non adattamento del paziente alla prescrizione farmacologica;
l'utilizzo di farmaci per il paziente violento.
A partire dall'affermazione della necessitą di evitare atteggiamenti
impositivi nei confronti del paziente e della sua famiglia favorendo piuttosto
la collaborazione e la discussione sulla prescrizione terapeutica, sugli effetti
desiderati e avversi, si sottolinea l'importanza di orientare tutti gli interventi
(compreso quello fondato su una terapia psicofarmacologica) inclusi nella strategia
di cura integrale che caratterizza l'assistenza al paziente psichiatrico, verso una
sorta di alleanza terapeutica che preluda alla costruzione insieme di un contratto
terapeutico consensuale.
Queste considerazioni ci portano a riflettere sulla componente relazionale -
psicologica di un atto assistenziale talora affrontato un po' troppo meccanicamente,
presi come siamo dalla fretta e dalla necessitą di somministrare - entro certi tempi -
i farmaci prescritti a tutti i pazienti di cui ci occupiamo in corsia, con particolare
riguardo per le terapie psicofarmacologiche che forse, pił di altre possono essere percepite
dal paziente come interventi che agiscono non tanto sul proprio corpo quanto sulla propria
mente e sul proprio comportamento.
Il rifiuto della terapia, la richiesta costante di farmaci, la tendenza a non osservare
con scrupolo le prescrizioni terapeutiche... pił che risultati definitivi di specifici
comportamenti possono essere considerati da noi infermieri come sintomi, come canali attraverso
i quali la Persona vuole, a suo modo, comunicarci qualcosa ?
Che ne pensate? Aspettiamo in bacheca qualche vostro contributo.
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