L'infermiere dirigente nell'azienda post-moderna
Le complesse aziende tipiche della nostra epoca sono orientate alla
snellezza organizzativa, a un costante apprendimento e ad una efficace
comunicazione interna per poter fornire risposte adeguate a un ambiente
le cui richieste sono variegate e mutano con grande rapidità. Anche le
aziende sanitarie nelle quali operano gli infermieri dirigenti hanno
acquisito una parte di queste caratteristiche, tanto che al loro interno
si assumono iniziative che vanno nella direzione dell'organizzazione per
processi, del management partecipativo, della qualità totale, ecc. Nella
scienza organizzativa, chiamata a occuparsi di queste aziende innovative
(senza dimenticare le altre, più tradizionali), si è prodotto negli ultimi
anni un vero e proprio cambiamento di paradigma, cioè del modo complessivo
di considerare la realtà: per esprimerlo è stata ideata la metafora
dell'ologramma/cervello. Essa va ad affiancarsi alle grandi metafore
precedentemente create da questa scienza per la comprensione delle imprese:
- la metafora meccanica, che paragona l'organizzazione a una macchina, come
nella teoria della Direzione scientifica elaborata da Frederick Taylor all'inizio del secolo.
Essa è ancora attuale per l'analisi delle aziende o dei settori aziendali
caratterizzati da stabilità e standardizzazione;
- la metafora organica, che vede nella vita delle organizzazioni
molte analogie con quella degli organismi viventi: si pensi alla scuola
delle Relazioni Umane, alla teoria sistemica e all'approccio situazionale.
Si possono considerare di tipo organico molte imprese che sono più complesse
di quelle meccaniche ma non così articolate e soggette a cambiamenti come le
organizzazioni che oggi si usa chiamare "innovative" o "post-moderne". Per
esprimere le caratteristiche di queste ultime si sta rivelando particolarmente
idonea la metafora sopra citata dell'ologramma/cervello.
La parola ologramma indica una lastra fotografica che può dare immagini tridimensionali.
Nell'ologramma l'insieme viene memorizzato in ogni singola parte per cui, nel caso che
si rompa, ogni singolo pezzo può essere utilizzato per ricostruire l'intera immagine.
Si ritiene che il cervello abbia carattere olografico in quanto ogni neurone è collegato
a molte migliaia di altri in maniera da permettere un funzionamento che è al tempo
stesso generalizzato e specializzato. L'alta interconnessione tra le varie parti
del cervello fa sì che, in larga misura, una parte di esso sia in grado all'occorrenza
di espletare le funzioni delle altre. Applicare la metafora dell'ologramma/cervello alle
organizzazioni innovative significa dare particolare risalto alla loro natura di sistemi
informativi, decisionali e comunicativi. La novità che ciò rappresenta è esplicitata dalle
caratteristiche delle aziende postmoderne di seguito elencate.
- In un ambiente in costante e rapido cambiamento, come quello contemporaneo,
esse non cercano solo di adattarsi per sopravvivere, ma puntano ad un rinnovamento
costante, che si realizza con la produzione di nuovi servizi, la riorganizzazione di
altri, la revisione dei processi produttivi, l'adozione di modifiche operative
suggerite dall'analisi del grado di soddisfazione dei clienti, ecc.
- Il continuo rinnovamento di cui al punto precedente comporta un'attività
di ricerca e di scoperta di quanto è necessario fare nelle situazioni nuove che
frequentemente si producono, poiché è probabile che ciò che è stato imparato e fatto
in precedenza non sia più sufficiente: il costante apprendimento dei singoli e
dell'organizzazione diventa un elemento cruciale. Esso è reso possibile dalla
presenza di una risorsa umana che non svolge compiti puramente esecutivi, ma ha
una professionalità elevata, da sviluppare e aggiornare costantemente per adeguarla
al mutare dei bisogni di una clientela esigente.
- In queste aziende la struttura gerarchica, una precisa e stabile definizione
dell'organigramma e meccanismi tradizionali come una minuziosa prescrizione di compiti
non hanno più un ruolo centrale: questo viene preso dal gruppo di lavoro, nel quale si
realizza l'integrazione fra più persone che operano insieme per la comune finalità del
processo di cui sono responsabili. Il gruppo è tendenzialmente il nuovo elemento aggregante,
che fonde il versante hard (il compito, il processo) con quello soft (le persone, il loro
spirito di gruppo, la loro autonoma capacità di organizzarsi). Promuovere la nascita di gruppi
con finalità specifiche (ad esempio, gruppi di progetto o circoli di qualità) e creare le
condizioni per il loro funzionamento è al giorno d'oggi un importante impegno dell'infermiere
dirigente; ma è soprattutto all'insieme di infermieri di ogni unità operativa che egli deve
chiedere di operare come gruppo di lavoro in senso pieno, fornendo loro risorse, ad esempio
formative, e supporto. Il decentramento e l'autonomia dei gruppi (professionali e
interprofessionali) richiesti da questo tipo di organizzazione implica il passaggio
da un concetto di responsabilità formale e generica ad uno di responsabilità specifica,
collegata a dati misurabili, che comporta anche la partecipazione al rischio dell'innovazione.
- Al principio della specializzazione funzionale le aziende del tipo
ologramma/cervello tendono a sostituire quello della ridondanza funzionale o
versatilità: pur avendo obiettivi specifici, il gruppo di lavoro tende a
espletare un ampio ventaglio di attività differenziate anziché una o poche attività
specializzate. I singoli membri, ad esempio, possono acquisire una serie di capacità
che li mettono in grado di sostituirsi vicendevolmente in caso di bisogno. È spesso
necessario che questi gruppi, dotati di larga autonomia, possano acquisire tutte le
informazioni e le competenze che occorrono per svolgere contemporaneamente:
- compiti operativi (nel campo che qui interessa, assistenza infermieristica di qualità elevata);
- compiti di supporto (assicurazione della qualità, produzione e gestione delle informazioni,
formazione permanente);
- compiti di coordinamento, come la programmazione delle attività e la valutazione dei risultati
e dei processi;
- compiti strategici, quali la ridefinizione dei propri fini, la gestione del cambiamento ecc.
- Tra i gruppi di lavoro si realizza una interdipendenza gestita mediante la
condivisione di valori e di metodologie di pianificazione, funzionamento e comunicazione,
la capacità di trasmettere e elaborare le informazioni, una notevole somiglianza delle
competenze organizzative favorita dalla versatilità e un clima di fiducia. Quest'ultimo
si costruisce e si mantiene con una strategia di comunicazione tempestiva, diffusa e
credibile e con comportamenti dei dirigenti esemplari e trasparenti, ispirati a principi
di congruenza ed equità nei sistemi di gestione. Sono necessari inoltre un alto grado di
coinvolgimento dei collaboratori nelle decisioni e nelle scelte e un'attività di formazione
permanente. La creazione di un clima del genere richiede investimenti emotivi, di tempo e
anche finanziari (si pensi all'impegno formativo): il vertice dell'azienda, inclusa la sua
componente infermieristica, si deve insomma assumere un'ampia responsabilità etica e sociale.
- Dato il basso livello di divisione del lavoro dovuto alla versatilità e alla ridondanza,
l'integrazione non avviene dall'alto con la prescrizione di sottocompiti parcellizzati, come
nel modello dell'organizzazione meccanica, ma è principalmente orizzontale lungo i flussi di
produzione (processi). Se il processo principale dell'azienda sanitaria è quello
diagnostico-terapeutico-assistenziale, suddiviso in vari sottoprocessi (degenza,
day hospital, ambulatorio e altri), i collegamenti orizzontali da rendere semplici
e rapidi sono quelli tra tutti i professionisti che vi prendono parte e tra questi e
coloro che svolgono processi di supporto di natura sanitaria e non, dai servizi di
radiologia a quelli dei laboratori di analisi, dal servizio di farmacia alla manutenzione
di immobili e attrezzature e così via.
- I sistemi informativi diventano elemento portante di un assetto organizzativo che
mira ad abbinare un alto grado di decentramento con un alto grado di integrazione. La
necessaria capacità di elaborare una grande massa di informazioni richiede che ogni persona
e gruppo possa dialogare con qualsiasi altro in tempo reale, evitando i ritardi dovuti a
meccanismi gerarchici e burocratici. A tal fine sarebbe molto utile una rete informativa
elettronica. Ogni persona e gruppo, inoltre, deve poter accedere a tutte le informazioni
che gli servono per una efficace realizzazione dei propri compiti: a questo proposito sono
importanti gli strumenti come le banche dati elettroniche decentrate, le pubblicazioni
interne, gli incontri faccia a faccia pianificati.
- Concetti oggettivi come ruolo e posizione, collegati soprattutto alla struttura
gerarchica e all'entità delle risorse gestite, lasciano gradualmente il posto alla
valutazione delle competenze (attinenti alle persone più che alla posizione ricoperta)
e della capacità di apprendimento, con il conseguente mutamento, almeno parziale, del
sistema premiante. Sono le persone che, esercitando e rinnovando le loro competenze con
un apprendimento costante, assicurano nel tempo al sistema la versatilità e
l'adattabilità necessarie; l'organizzazione deve certificare il contributo
individuale e di gruppo al processo di apprendimento.
La metafora dell'ologramma/cervello può aiutare a capire molti fenomeni che si riscontrano
quotidianamente nelle aziende, anche sanitarie, e ad adottare i comportamenti che essi
richiedono, ma presenta dei limiti, in particolare i seguenti:
- suggerisce la creazione di gruppi capaci di autorganizzazione,
apprendimento e autovalutazione, non dando forse abbastanza rilievo
alla possibilità di conflitti con chi detiene legittimamente il controllo
e il potere. L'aumento di autonomia dei gruppi mina infatti la possibilità
dei capi di tenere sotto controllo le attività quotidiane: non è da escludere
che da questo nasca una resistenza verso le innovazioni descritte;
- presuppone un netto cambiamento di mentalità. Si tratta, da un lato,
di far propri i valori e le scelte fondamentali del vertice aziendale,
dall'altro di preferire l'autonomia rispetto alla dipendenza, un
atteggiamento di partecipazione attiva rispetto a comportamenti passivi,
la flessibilità rispetto alla rigidità e alla sicurezza, la ricerca democratica
delle soluzioni rispetto alle prescrizioni dettagliate del superiore gerarchico.
Questo cambiamento non è agevole in molti casi, specialmente da parte degli
operatori che, per varie ragioni, si sentono meno coinvolti nella vita aziendale.
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Le capacità dirigenziali richieste in tali aziende
L'azienda del tipo ologramma/cervello ha bisogno di un vertice che non tenti di
ridurre le inevitabili aree di incertezza (sulle priorità produttive, sul volume
delle prestazioni, sulle relazioni con i clienti, ecc.) scomponendo e raggruppando
i compiti lavorativi in sotto-compiti omogenei, con le conseguenti esigenze di
coordinamento e supervisione diretta, adozione di procedure rigide e così via.
Uno dei suoi compiti essenziali è invece quello di definire e aggiornare costantemente
la visione (cioè la direzione in cui l'azienda si propone di andare nel prossimo futuro)
e di trasmetterla a tutti i dipendenti. Quest'ultimo obiettivo non può essere raggiunto
facendo leva soprattutto sul principio di autorità o su strumenti formali, bensì sul
concetto tipicamente postmoderno della influenza e della persuasione nei confronti di
collaboratori competenti e consapevoli della loro professionalità: tale influenza, più
che le regole e le procedure, contribuisce in misura determinante all'omogeneizzazione
dei comportamenti e alla condivisione delle metodologie. Il tipo di autorità qui
delineato mira al consenso, dal momento che l'azienda presuppone come accettate di
comune accordo le regole dell'interazione comunicativa e del confronto dialettico
dei vari punti di vista: ciò non esclude che vi sia una opposizione, spesso latente
ma potenzialmente attiva, e che i dirigenti coinvolti la debbano gestire.
Un presupposto importante del consenso è la creazione di un clima di fiducia,
favorito dalla disponibilità dei dirigenti al dialogo con i collaboratori: è
opportuno che i dirigenti si facciano vedere nei contesti operativi e
instaurino quella comunicazione informale che è spesso essenziale per la
conoscenza reciproca tra le persone. Per tornare alla visione, la capacità
della direzione aziendale di guardare in avanti consentirà di riallinearla
costantemente con l'andamento reale. Anche un settore delle aziende sanitarie
importante come il Servizio infermieristico (comunque denominato e strutturato)
necessita di una visione, coerente con quella aziendale ma specifica, che indichi
a grandi linee cosa ci si propone di fare nel medio periodo, ad esempio da oggi a
cinque anni.
Poiché un'altra peculiarità di queste aziende è il ruolo strategico che
attribuiscono alla conoscenza e all'apprendimento, i dirigenti devono essere
capaci di un'azione comunicativa e pedagogica, grazie alla quale trasmettere ai
collaboratori, con entusiasmo e capacità persuasiva, il senso di una identità e
di una missione comune. Un valido esempio di management pedagogico è costituito
dalla direzione dei gruppi di progetto: essa si ispira a una idea non gerarchica
dell'autorità in quanto il progetto non è gestito in funzione di ordini e norme
ma dell'influenza del capo progetto, che ne ha preliminarmente discusso gli
obiettivi e i tempi con la direzione dell'azienda e/o del servizio. La
comunicazione all'interno del gruppo permette l'interazione dei singoli
punti di vista, produce fiducia e soprattutto fa sviluppare conoscenze,
allargando il bagaglio conoscitivo di ciascun membro al di là della sua
specializzazione. Come quella del bravo insegnante, l'autorità del dirigente
così esemplificato ha alla base la già menzionata relazione di fiducia, la
quale consente alle persone di mettere in comune le proprie conoscenze
individuali per sviluppare una conoscenza comune che si traduca in capacità operativa.
Questa visione innovativa del sistema di potere è efficace, diversamente da
come potrebbe apparire, anche laddove è necessaria una grande rapidità di azione. Infatti
l'azienda innovativa, realizzando una costante interazione di punti di vista
in dialettica fra loro e autovalutandosi in continuazione, dispone di tanti
"sensori" che possono avvertire tempestivamente i sintomi di difficoltà e di
crisi, diversamente da quanto accade alle imprese che hanno una concezione
monolitica della propria identità e dei legami con il contesto. Quanto alla
gestione della crisi, il dirigente dell'azienda postmoderna ricerca e
costruisce soluzioni che mettono in gioco l'insieme delle risorse disponibili
e dei contributi critici per arrivare a un progetto innovativo.
Spunti di riflessione per gli infermieri dirigenti
All'inizio si è accennato alle tre metafore principali che la scienza
dell'organizzazione ha elaborato per agevolare la comprensione delle aziende:
la metafora dell'organizzazione come macchina, che è la più antica, quella
dell'organizzazione come organismo, adatta ad aziende di maggiore complessità,
e la metafora dell'ologramma/cervello, idonea a spiegare le caratteristiche
delle aziende postmoderne, le più complesse e soggette a trasformazioni:
su di essa ci si è soffermati a lungo. Gli infermieri dirigenti, che ricoprono
un ruolo dirigenziale "di fatto" ma essenziale per le aziende sanitarie, sono
tenuti a riflettere a fondo su quest'ultima filosofia manageriale, che appare
destinata ad affermarsi sempre di più (presumibilmente non senza contraddizioni)
in avvenire. Al tempo stesso non devono ignorare che le aziende sanitarie in
genere presentano caratteristiche innovative in certi settori e tipi di attività
e non in altri, per cui è ancora attuabile una progettazione precisa e analitica
delle mansioni laddove gli operatori devono ripetere più volte le medesime azioni
e hanno responsabilità che possono essere chiaramente suddivise. A titolo di esempio,
l'ambito delle pulizie ambientali non ha il medesimo grado di complessità e
variabilità di quello dell'assistenza infermieristica; questa, a sua volta,
presenta un diverso livello di incertezza di volumi e di relazioni in un pronto
soccorso, in una degenza medica ordinaria e in un servizio riabilitativo.
Perciò gli infermieri dirigenti devono tenere presente anche l'approccio più
lontano da quello sopra esposto, cioè il modello dell'organizzazione meccanica,
ponendosi interrogativi quali i seguenti: vi sono aspetti e momenti del lavoro
infermieristico e ausiliario per i quali è utile una precisa standardizzazione,
ad esempio piani di attività quotidiani? Vi sono situazioni e casi nei quali le
procedure rigide sono le più indicate per garantire la massima efficacia,
efficienza e funzionalità?
Anche la metafora dell'organizzazione come organismo va considerata con
attenzione. Essa sollecita i dirigenti a comportamenti e criteri organizzativi
che attenuino gli effetti di rigidità tipici delle organizzazioni meccaniche,
senza spingersi fino a richiedere loro la creatività, la capacità di rinnovamento
costante e le doti di leadership che sono implicite nella concezione
dell'ologramma/cervello. Uno degli orientamenti rispondenti alla concezione
dell'azienda come organismo, quello della leadership situazionale, prevede
dirigenti con capacità di analisi delle situazioni, efficacia, capacità
decisionale, visione sistemica e orientamento a controllare il risultato
finale più che le singole azioni.
In sintesi, poiché è molto probabile che gli infermieri dirigenti operino
in aziende sanitarie in cui è riconoscibile la compresenza di aspetti
delle organizzazioni meccaniche, organiche e del tipo ologramma/cervello,
sarà loro compito sforzarsi di abbinare nuove convinzioni, capacità e
atteggiamenti a quelli più tradizionali e consolidati, allo scopo di
acquisire le capacità di seguito descritte.
- Tenere presente che l'organizzazione ha bisogno di chiarezza di ruoli,
relazioni e gerarchia, ma che le circostanze contingenti possono richiedere
di volta in volta comportamenti e relazioni non esattamente preordinabili.
- Definire obiettivi il più possibile chiari e precisi, avendo però la
consapevolezza che determinati processi sono poco ripetibili, per cui in certi
casi bisogna condividere con altre figure la responsabilità di perseguire risultati
non completamente prestabiliti.
- Mirare in generale alla presa di decisioni basate su diagnosi accurate e su
dati e fatti, ma ricercare in certi casi decisioni per assumere le quali è
necessaria soprattutto una paziente negoziazione.
- Motivare e dirigere i dipendenti mediante regole, incentivazioni monetarie,
adeguate condizioni di lavoro, ecc., assumendosi nel contempo l'impegno di
responsabilizzarli con la partecipazione e l'identificazione nell'azienda.
- Perseguire la ricerca dell'affermazione personale sia attraverso
l'autorità che deriva dal ruolo gerarchico sia mediante quella derivante
dalla competenza, sapendo distinguere le situazioni nelle quali occorre
puntare maggiormente sull'una o sull'altra.
- Privilegiare a seconda dei casi un approccio individuale ai problemi,
alle decisioni e all'emanazione di disposizioni, oppure un approccio collegiale
e la ricerca del dialogo e del consenso.
Bibliografia
- Amietta P.L., Professione dirigente: da manager a leader, EtasLibri, Milano, 1993
- Cesaria R., Modelli organizzativi emergenti, Sviluppo & Organizzazione, N. 137, Maggio/Giugno 1993
- Colombo G., L'impresa nella complessità, Sviluppo & Organizzazione, N. 143, Maggio/Giugno 194
- De Vito Piscitelli P., Zanarini E., L'arte del comando, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1996
- Gillies D.A., Nursing Management A Systems Approach, W.B. Saunders Co., Philadelphia, 1989
- Morgan G., Images, FrancoAngeli, Milano, 1994, sesta edizione
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Carlo Calamandrei
Servizio Infermieristico, Az. Ospedaliera Careggi, Firenze
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| Tratto da: L'Infermiere dirigente n. 1, 1998, pp. 37-41
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