Lo sviluppo del management nella professione infermieristica
Lo sviluppo della Dirigenza Infermieristica rappresenta un momento strategico del
futuro della nostra professione ed anche del Servizio Sanitario.
È necessario ribadire alcuni aspetti prioritari che guidano le riflessioni che
condurrò successivamente:
- i Servizi di Pubblica Utilità sono l'unico meccanismo per prendere
decisioni che interessano la collettività e rappresentano lo strumento
per affrontare quei problemi che riguardano la società nel suo complesso
e che quindi possono essere affrontati solo collettivamente;
- i Servizi di Pubblica Utilità con i loro obiettivi e scopi devono
fornire un adeguato supporto alle imprese di produzione e la Sanità in
quanto parte dei Servizi di Pubblica Utilità concorre a questa azione;
- i Servizi di Pubblica Utilità devono definire ed esplicitare il livello
di qualità che intendono offrire, identificare strutture ed supporti amministrativi adeguati;
- il problema, quindi, non è creare burocrazie pubbliche con un nuovo nome o
privatizzare l'esistente, ma come reimpostare il sistema mettendo al centro le esigenze dei clienti.
In particolare questi aspetti che riguardano i Servizi di Pubblica Utilità possono
essere tradotti nella necessità di fornire, a costi interni più bassi possibile,
prodotti e servizi di qualità che siano rispettosi della deontologia professionale,
dell'evoluzione tecnologica e della soddisfazione del cliente.
Infatti i clienti, laddove non esistano condizioni di monopolio, si rivolgeranno
sempre più verso strutture in grado di dichiarare, dimostrare e garantire il livello
di qualità più elevato possibile.
Diventa necessario quindi ripensare le nostre organizzazioni e giocare il ruolo di
dirigenti secondo ottiche nuove.
In particolare, probabilmente, uno dei compiti che ci attende è quello di portare
imprenditorialità nei nostri servizi.
Gli imprenditori nei Servizi Pubblici non sono da intendere come persone che cercano
il guadagno personale ma come persone che, non correndo rischi fini a se stessi, cercano
di identificarli, definirli e ridurli.
La gestione dei rischi è stata definita come la modalità di "selezionare, coordinare ed
applicare efficacemente le competenze interdisciplinari ad incertezze pericolose che possono
diminuire il valore delle risorse pubbliche o private o personali". È chiaro che la gestione
dei rischi non può sopravanzare la prevenzione.
La gestione dei rischi sta diventando sempre più importante nella nostra società perché
abbiamo a che fare con processi tecnologici, organizzativi sempre più complessi, vi è
sempre un maggior bisogno di sicurezza a livello dei singoli, di società, di azienda e
pertanto l'analisi delle cause non sempre è sufficiente ma deve essere sostenuta dalla
capacità di prevedere conseguenze dannose o pericolose.
La disciplina che si occupa di definire i rischi, analizzarne la cause e studiarne le
possibili conseguenze è la chindunologia.
Alcuni studi che hanno riguardato fenomeni dannosi (Seveso, Mexico City, Bophal ecc.)
hanno identificato almeno tre tipi di problemi legati a:
- deficit di tipo culturale (cultura della infallibilità o cultura del semplicismo);
- deficit organizzativi (non identificazione delle responsabilità, non coinvolgimento
delle persone, non spiegazione delle fasi di gestione dei rischi);
- deficit manageriali (assenza di formazione delle persone, assenza di pianificazione
di situazioni di crisi, assenza di una sistematicità nell'organizzazione).
Le norme della serie ISO 9000, guidando l'impostazione del sistema assicurazione qualità,
possono essere di aiuto per affrontare questa aspetti, ed è per questo che ho spinto la
mia organizzazione su questa strada.
La Certificazione del Sistema Qualità Aziendale secondo le Norme ISO 9000, richiede una
strategia di impresa sotto la responsabilità della direzione, la definizione delle esigenze
dei clienti, la gestione completa e sequenziale del ciclo produttivo e di erogazione del
servizio, il miglioramento continuo delle performance tecniche ed economiche, le registrazioni
per dimostrare l'efficacia del sistema.
La Certificazione ha l'obiettivo di indicare/cercare di definire un percorso di miglioramento
organizzativo che conduca le Aziende Sanitarie (di pubblica utilità) verso livelli di servizio
in grado di soddisfare sempre meglio le attese dell'utente/cliente nonostante i vincoli
strategici e gestionali.
Le soluzioni e gli strumenti devono essere nuovi poiché viene richiesto di fornire beni
e servizi di qualità facendo affidamento su risorse economiche e finanziarie di sempre minore entità.
Non si può chiedere al cliente di "pretendere meno" ne si può chiedere di pagare di più,
vista la congiuntura: bisogna migliorare le prestazioni e farlo a costi interni più bassi.
L'impegno è di ricercare criteri di fondo e sviluppare una azione sistematica per
migliorare l'organizzazione della Aziende Sanitarie (e comunque di quelle di pubblica utilità).
È chiaro che la qualità tecnico/professionale è stata il centro dell'attenzione per
lungo tempo. La mancanza di "competitori" significativi e la situazione di
mono-oligopolio permetteva di tralasciare le esigenze di "ascolto del mercato",
di integrazione, di flessibilità operativa, di rapidità di risposte.
La qualità tecnica deve essere assolutamente tutelata e incrementata, ma risulta
necessario togliere la questione organizzativa dall'ambito delle "buone intenzioni",
senza riferimenti concreti per elaborare una strategia di apprendimento organizzativo
in grado di superare le resistenze culturali accennate e indicare passi operativi per
il miglioramento dell'organizzazione.
Anche se è vero che il cliente può non essere in grado, a volte, di giudicare ne di scegliere
la prestazione sanitaria (qualità prestata), sicuramente sempre più pretenderà di conoscere e
valuterà la qualità dell'organizzazione (qualità percepita) orientandosi di conseguenza verso
le strutture che saranno in grado di dichiarare, di dimostrare e garantire un livello di
qualità riconoscibile.
Il meccanismo gestionale che serve a questo scopo è il sistema qualità in quanto permette di:
- trasformare la sensibilità ai problemi in capacità di progetto e controllo del cambiamento;
- sostenere operatività (favorendo il "fare" le cose);
- eliminare buchi nell'efficienza e credibilità;
- generare valore aggiunto con le conoscenze, le capacità professionali e le opportunità
organizzative;
- integrare le attese professionali (ed il relativo impegno tecnico/qualitativo) e la base
organizzativa e motivazionale del sistema azienda.
La normazione è definita dall'ISO (International Organization for Standardization) come
"l'attività che trova soluzioni ottimali a problemi che si ripetono nel campo della scienza,
della tecnica e dell'economia: essa tende ad ottenere il grado ottimale di ordine, in un dato
contesto. Si esplica generalmente attraverso l'elaborazione, la pubblicazione e la messa in atto
di norme".
Le norme sono documenti resi accessibili al pubblico e messe a punto con la cooperazione delle
parti interessate, fondate sui risultati congiunti della scienza, della tecnologia, e dell'esperienza,
tendono al vantaggio della comunità nel suo insieme e sono emesse da un organismo qualificato per
tale compito a livello nazionale od internazionale.
Il certificato rilasciato da una persona od un organismo fidato e al di fuori di ogni interesse
diretto, è conforme a leggi, regolamenti, dati, caratteristiche, attività ed azioni originali;
è uno strumento tipico atto a dare validità (fiducia) a dati, informazioni, caratteristiche di
cose, persone e attività. Tale fiducia si basa sulla dimostrazione che quanto contenuto nel
certificato,.
Gli organismi di certificazione possono essere accreditati dal SINCERT (Sistema Nazionale
per l'Accreditamento degli Organismi di Certificazione) che è l'ente che accredita gli
organismi per certificare prodotti, SQ e personale.
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Il SQ e la certificazione dei SQ non inventano nulla, ma aiutano a razionalizzare,
documentare e rendere evidente l'esistente, ossia quello che facciamo (o dovremmo fare)
in base al buon senso.
La partecipazione di tutto il personale dell'azienda dovrà quindi essere impegnata
all'interno dell'azienda per un migliore utilizzo delle risorse per individuare le
criticità, proporre soluzioni, e garantire il rispetto delle conformità.
Lo sforzo di indagare sulla nostra organizzazione sarà fonte di soddisfazione per i
miglioramenti che saremo in grado di produrre per la salute dei pazienti che si rivolgono
al nostro servizio ma è anche legata alla convinzione che come ha detto B. Pascal in uno
dei suoi pensieri "Ci si persuade meglio, di solito, per le ragioni che si sono trovate da
se stessi, che per quelle che sono venute in mente ad altri".
Il ruolo del dirigente in questo contesto, è sicuramente di controllare ma anche di pensare
a come migliorare il funzionamento della sua organizzazione e a come disegnarne gli scenari
di evoluzione.
In questa ottica impostare un Sistema Qualità UNI EN ISO 9000, può essere un importante supporto,
infatti richiede:
- di conoscere e definire quali sono i bisogni ai quali il servizio si propone di rispondere;
- di progettare e pianificare le azioni e le risorse atte a soddisfare i bisogni;
- di definire quali sono i servizi che vengono erogati, come questi servizi vengono
erogati e a quali caratteristiche di qualità devono rispondere;
- di identificare quali sono le attività di valutazione della qualità delle prestazioni
viste sia dal punto di osservazione del cliente sia dal punto di vista di chi eroga il servizio.
Sulla base di queste informazioni e utilizzando le innovazioni tecnologiche sarà
responsabilità della Direzione provvedere al miglioramento continuo delle prestazioni,
riprogettando e ripianificando continuamente le attività.
Ma non bisogna dimenticare, come viene sottolineato sulla guida ISO 9004/2, che nel mondo
dei servizi il ruolo cruciale è giocato dal coinvolgimento del personale.
Nel mondo dei servizi dove non tutti gli aspetti possono essere quantificati, dove la
eterogeneità delle esigenze e la personalizzazione delle prestazioni hanno un ruolo
fondamentale, la necessità che tutte le persone della organizzazione si sentano parte
attiva e cruciale del Sistema Qualità è fondamentale.
È quindi responsabilità primaria della Direzione identificare le attività di formazione
(e selezione) del personale, i bisogni di risorse su cui impostare la struttura del Sistema
Qualità come indirizzato dalle norme ISO 9000.
Il successo della organizzazione nel suo complesso però è comunque e sempre sostanziato dalla
soddisfazione e dalla corretta gestione dell'interfaccia col cliente.
Ma ancor più il dirigente deve ricercare di conseguire, in seno all'azienda la coabitazione,
di coloro che cercano ogni giorno di fare meglio ciò che fanno e di coloro che cercano di
renderlo obsoleto per creare un domani diverso e di ottenere per ognuno di loro il riconoscimento
ed il rispetto del ruolo.
Infatti è solo l'uomo che può portare l'innovazione ed è solo l'innovazione che è in grado di
rigenerare l'azienda ed è solo l'uomo che è in grado di far comunicare l'azienda con l'esterno
e di raccogliere stimoli dall'esterno.
Le aziende che sono in grado di valorizzare le loro risorse sono quelle che fanno sentire gli
uomini orgogliosi di appartenevi e desiderosi di portare idee.
Quindi il fare la cosa giusta, nel modo giusto, al primo tentativo garantisce la produttività
delle organizzazioni, ma è il senso di appartenenza dei suoi uomini e lo spirito di innovazione
che ne garantisce la redditività e di conseguenza il successo della dirigenza.
La mia impressione è che ci stiamo avviando verso cambiamenti di portata non piccola, che possono
essere vissuti da parte del Dirigente in modo positivo, con un atteggiamento di apertura e di
anticipazione del futuro.
È chiaro che questa è una scelta che non è obbligatoria, nessuno vieta di subire passivamente
le situazioni che ci verranno imposte o le scelte che verranno da livelli di responsabilità
più alti dei nostri, certo è che chi non sarà in grado di dimostrare in maniera chiara ed
oggettiva i propri risultati e di garantire servizi percepiti come significativi ed importanti
dalla collettività sarà inevitabilmente, a meno di garantismi e protezioni poco chiare, destinato
a vedere ridimensionata od avviata a decadenza la propria organizzazione.
Ho cercato di sottolineare alcuni aspetti dei quali sto facendo esperienza ben conscia che, per
alcuni, queste riflessioni possono sembrare antiche o già sentite. D'altra parte ho la certezza
e la serenità di sapere che in ogni strada, in ogni percorso ci sono problemi, dei rischi da
correre e il dubbio che non sempre si stia facendo la cosa giusta.
Ma è proprio la capacità di rimettere in discussione il cammino che ho fatto che consente di
migliorare continuamente.
So che molti altri stanno conducendo esperienze importanti e significative.
D'altra parte quando 505 anni fa Colombo partì alla volta di una nuova rotta per importare
spezie dall'Oriente, accidentalmente incappò in un nuovo mondo. Sia Colombo che gli esploratori
che lo seguirono scoprirono diversi tasselli di questo nuovo mondo. Ma spettò ai cartografi,
di molti dei quali si è perso il nome, raccogliere tutti questi frammenti di informazione
apparentemente non correlati tra loro e comporre una mappa coerente del continente appena scoperto.
In modo analogo, coloro che oggi si accingono a reinventare l'amministrazione partono con
l'obiettivo di risolvere un problema, di tamponare un deficit, di alleggerire una burocrazia. Ma
anch'essi si imbattono in un nuovo mondo. Costoro stanno inventando un modo radicalmente diverso
di organizzare le attività nel settore pubblico. Ognuno posa il piede su una parte del nuovo mondo;
ognuno ha avvistato una penisola o una baia. Altri ancora, saranno necessari per riunire tutte le
informazioni, per comporre una mappa coerente del nuovo modello che si sta creando da fornire a
tutti coloro che intendono intraprendere il cammino.
Sarà compito dei Collegi Professionali, dell'alta Dirigenza cogliere gli aspetti migliori delle
esperienze condotte, di integrarle e renderle patrimonio comune.
Bibliografia
- R. Collard: "La Qualità Totale", Franco Angeli MI 1991
- A. Donabedian.: "La qualità dell'assistenza sanitaria", NIS 1990
- P. Drucker: "Manuale di Management: compiti, responsabilità, metodi", ETAS Libri 1991
- G.Irtino: "Guida alla impostazione del Sistema Qualità Aziendale", FrancoAngeli MI 1994
- R.Mirandola, M.Tuccoli, S.Vaglini, P.De Risi: "Sistemi Qualità", ETS Editrice Pisa 1989
- A. Marriner Tomey: "Management Infermieristico: teoria e pratica" Sorbona 1992
- R. Normann: "La gestione Strategica dei servizi", ETAS Libri MI 1992
- M. Normann, J. Freemon, A. Sassi: "Ecologia organizzativa per una teoria
evoluzionistica dell'organizzazione", ETAS Libri 1992
- D.Osborne, T.Gaebler: "Dirigere e Governare", Garzanti 1995
- G.Pala: "La qualità: perché, per chi e come farla", FrancoAngeli MI 1994
- A.Ricci: "Qualità totale per l'azienda", ETAS Libri MI 1990
- P.M.Senge: "La Quinta Disciplina", Sperling & Kupfer MI 1992
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Elvira Ganassi
Dirigente Assistenza Infermieristica Azienda USL di Reggio Emilia
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| Tratto da: L'Infermiere dirigente n. 1, 1998, pp. 33-36
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