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Lampedusa: da isola dimenticata a nuova Guantanamo italiana
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mar Feb 24, 2009 10:37 am    Oggetto: Lampedusa: da isola dimenticata a nuova Guantanamo italiana Rispondi citando

Buongiorno, è la sveglia.

A Lampedusa è in atto un dramma sociale, ben occultato dai palinsesti delle tv di stato, che va assumendo contorni grotteschi e pericolosi.
Che almeno servano da quadro di lontananza, come si dice da me, a chi parla e pensa senza sapere, e da esempio di dove si può andare a finire con scelte illogiche, insensate e di una violenza estrema.

Lampedusa è l'isola più a sud del continente italiano ma di origine geologica africana (placca tettonica).
Con i suoi 12 km di larghezza per appena 3 fu annessa al Regno d'italia nel 1860 ed immediatamente scordata dai governi italiani se non per farci una colonia penale nel 1872. Oltre a riscuoterne le tasse, chiaro.
I nuovi "sudditi" d'Italia, i lampedusani, attesero pazientemente fino agli anni 60 (Novecento, certo...) solo per avere una linea telefonica collegata con la terraferma, una centrale elettrica e un aeroporto.
Presente sull'isola una base-radio Nato gestita da personale americano e contro la quale, il 15 aprile 1986 le forze armate libiche di Gheddafi lanciarono due missili Scud che caddero ad appena due km dalle coste di Lampedusa.
Tsk-tsk. Robetta, diremmo....

Abituati sin da subito a fare da sè e a non chiedere elemosine a nessuno, i lampedusani hanno resisitito stoicamente fino ad oggi, fino a quando l'attuale governo italiano non ha deciso di cancellare quest'isola definitivamente scegliendo questo lembo di terra con una sola scuola superiore (liceo scientifico, se hai altre "pretese" ti attacchi, a proposito di diritto allo studio), un ospedale che garantisce le sole urgenze/emergenze dovendo trasferire sempre sulla terraferma in una precaria lotta contro il tempo, anche solo metereologico).
Diagnostica, chemio ed altre terapie salva-vita sempre dopo traversata.
Il tutto, naturalmente, a spese del cittadino contribuente lampedusano.

Luce ed acqua, da sempre scarsa proprio a causa dell'isolamento e raccolta sapientemente ed oculatamente in serbatoi, si pagano scandalosamente carissime e sono cmq razionate.
La vita in generale è affidata prevalentemente ai collegamenti aerei e via mare che versano in situazione disastrosa da illo tempore causa già scarsi (ma oggi nulli) finanziamenti e problemi di rinnovo convenzioni; insegnanti precari residenti altrove che si assentano anche per lunghi periodi per impossibilità a raggiungere l'isola con conseguenze sulla didattica della scuola dell'obbligo
uova e latte che spariscono dagli scaffali dei pochi negozi in un clima di austerity post-bellico... davvero impressionante.

Bene, malgrado tutto questo e con una situazione ben al di sotto del minimo sindacale per qualsiasi cittadino italiano, i discendenti di Tomasi e del suo Gattopardo non hanno mai elemosinato nulla adattandosi ed attrezzandosi a situazioni estreme che un abitante di città troverebbe come minimo indecorose e al limite dei diritti civili.... abituati come sono ad andare nei PS a chiedere l'impossibile e il ridicolo.

Questa piccola e splendida isola, uno dei pochissimi luoghi del Mediterraneo dove esemplari di Caretta Caretta scelgono per depositarvi le loro uova e dove primeggia la macchia mediterranea, ha sempre fatto da frontiera per i migranti provenienti dalla vicinissima Africa.
Lo ha fatto con quel senso di equa e per nulla pelosa solidarietà che soltanto chi conosce davvero la precarietà della vita può afferrare e senza tanti ed inutili giri di parole..
Un primo centro di accoglienza a tempo limitato dove accogliere esseri umani comprese donne e bambini (lo ripeto, anche se non vi piace il termine, fa specie doverlo ribadire su un forum di professionisti sanitari....) incartapecoriti dal freddo e dagli stenti, già gloriosamente fortunati se non ci restano secchi lungo la traversata e dati in pasto ai pesci per alleggerir la carretta del mare, e smistarli poi nei vari centri sparsi per l'Italia.
Peraltro, cosa nobilissima oggi, un centro da sempre ben tollerato dagli isolani senza ronde nè morti ammazzati nè inni all'odio razziale che altrove si sarebbero scatenati dal primo minuto.
Fanno un bordello per una moschea, figurati se dovessero tenersi, in pieno centro e a casa loro, un centro della capienza di circa trecento ma che ne ospita più di mille..... e senza acqua.

L'economia di quest'isola è basata quasi esclusivamente sul turismo.
Grazie al governo dei decisionisti, Lampedusa verrà affossata perchè nessuno viene a fare il turista in un lager a cielo aperto dove girano ovunque soldati, non sarà più legittima proprietà di chi vi abita e vi lavora, volendo, questi nobili e fieri signori governanti, prolungare i tempi di permanenza degli immigrati e dei clandestini fino a 5 mesi o forse anche 16.
Considerate le ristrettezze aberranti in cui già l'isola versa soprattutto nei mesi invernali, dove l'acqua è già razionata e il resto basta appena e forse neanche, questo è un vero e proprio crimine umanitario.
Verso degli abitanti italiani, innanzitutto e senza scendere ancora nella valenza propositiva dei i nostri Rambo d'assalto, quelli che se ne stanno comodi comodi e protetti da autostrade, Tav, smog e tecnologia last minute, sessuologi e psichiatri e vanno a comandare in casa d'altri.

I lampedusani stanno finora reagendo bene e secondo i crismi del vivere civile scrivendo, manifestando, fiaccolando e smadonnando e sempre che qualcuno voglia ascoltarli.
O meglio, fino a che l'esasperazione cancellerà definitivamente qualsiasi tentativo dettato dal buon senso e mostrerà la sua faccia peggiore mescolandosi con quel razzismo democratico strisciante fino a farne una bomba ad orologeria.

Da attualmente e ancora per poco residente di un'isola minore, altrettanto bella ed altrettanto sfigata, porterò sempre, quando potrò, la voce di questi italiani scordati anche da dio ma ricordati dai cretini e oscurati da un'informazione fasulla.
Perchè?
Per fare propaganda?
Ma nooooo... la propaganda se la stan facendo benissimo da soli, non c'è bisogno di alcun aiuto, vanno alla grande.... ma per un semplice, unico ed indiscutibile motivo: condivido gli stessi identici disagi dal vivo, pago le medesime e care tasse, usufruisco delle stesse assenze di servizi minimi essenziali e se dovesse venirmi un infarto mi gratto alla stessa maniera.... e non perchè me li raccontano i miei leaders politici, peraltro residenti a 1500 km di distanza e che nulla del nulla possono sapere se non affogare nelle loro cieca ed idiota irresponsabilità.

E spero che accada presto con tutte le conseguenze, anche peggiori, del caso. Il naturale destino di chi vuole fare il frocio ma col culo degli altri.*

Forza Lampedusa, resisti. Di cuore. Wink

* chiedo scusa a Luca e agli altri gay per il modo di dire.... ma come rende questa non ce n'è. Chiedo venia.... Embarassed Cool Laughing
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Abis



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MessaggioInviato: Mar Feb 24, 2009 11:28 am    Oggetto: Rispondi citando

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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 7:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Lampedusa al collasso, ne parliamo con Rosa Villeco Calipari

di Sara Dellabella
24/02/2009


I barconi non smettono di arrivare sull'isola di Lampedusa, il centro di prima accoglienza è oramai al collasso, e dopo l'incendio che ha riguardato uno dei capannoni, la situazione è ancora più grave. L'On. Rosa Villecco Calipari, capogruppo del Pd in commissione Difesa alla Camera, da mesi denuncia lo stato disastroso in cui versa il CPT siciliano. Le abbiamo rivolto qualche domanda.

R@: Onorevole già da qualche tempo lei aveva annunciato che si sarebbe presto arrivati alla "tragedia" nel centro di Lampedusa. Saprebbe spiegarci il perché?
RV: Nel caso di Lampedusa si può veramente dire che si è trattato di una tragedia annunciata. Nella struttura, trasformata dal Viminale da Centro di Prima Accoglienza e Soccorso a Centro di identificazione ed Espulsione, al momento dell'incendio si trovavano 863 immigrati. La trasformazione, per legge, dell'ex Cpa in Cie ha creato una situazione di sovraffollamento e tensione destinata inesorabilmente a sfociare in gesti di disperazione. Troppi sono stati gli allarmi sulla situazione di Lampedusa lanciati dal sindaco De Rubeis, dal responsabile del centro, dalle Ong e dalle Forze dell'ordine sistematicamente ignorati dal Governo. Proprio perché prevedibile era però evitabile.

R@: Cosa si trova davanti un clandestino che arriva a Lampedusa. Quale futuro offre attualmente l'Italia a questi uomini?
RV: La realtà è che Lampedusa al momento è un luogo fuori dalla legalità internazionale. Lampedusa e i suoi abitanti sono diventati prigionieri dell'immigrazione clandestina e il Cie è diventato un lager dal quale i clandestini fuggono perché segregati in precarie condizioni igienico sanitarie, dovute alla sproporzione tra la capacità recettiva del centro e il numero di immigrati ospitati. L'Italia non può offrire nulla se non si riparte a studiare con attenzione numeri e problemi dell'immigrazione e soprattutto se non si apre un dibattito serio in Parlamento che sappia costruire una politica dell'integrazione.

R@: L'Unione Europea ha ripreso più volte il Governo italiano in tema di immigrazione. In cosa sbaglia il nostro esecutivo?
RV: Il commissario Ue alla giustizia, sicurezza e libertà, Jacques Barrot ha confermato pochi giorni fa' che la Commissione Ue farà tutte le verifiche necessarie per garantire il diritto ad una accoglienza decorosa ed attiverà tutte le procedure di verifica sull'utilizzo delle risorse europee utilizzate dal governo italiano su Lampedusa. Credo che oggi dopo tanti slogan lanciati, il governo debba di intervenire con urgenza, anche trasferendo gli immigrati in altri centri di identificazione ed espulsione, contribuendo in tal modo da un lato a evitare quella che si configura sempre di piu' come un'emergenza nazionale che investe direttamente la stessa sicurezza dell'isola, delle forze dell'ordine impegnate e dall'altro consentendo di far tornare Lampedusa ad una situazione di normalità.

R@: Ora che il centro di Lampedusa è stato danneggiato dal recente incendio, è possibile prevedere un ulteriore giro di vite sugli immigrati nei centri?
RV: Il rischio c'è. La mappa definitiva dei Cie sarà stilata mercoledì prossimo a Roma, poi ne potremo riparlare. Sono comunque preoccupata perché vedo sempre più una politica che criminalizza l'immigrazione irregolare, mettendola alla pari di reati comuni, incapace di riconoscere neppure che, in principio, c'è un diritto all'emigrazione, che l'emigrazione non è solo un problema ma può essere sfida ed opportunità per tutto il Paese.

http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=5589
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 7:59 am    Oggetto: Rispondi citando

U.E.
Consiglio d'Europa: leggi italiane sull'immigrazione violano standard Ue
21 Febbraio 2009


Il pacchetto sicurezza in discussione in Italia 'viola gli standard Ue', la norma su medici e clandestini e' anche 'contraria al codice etico' e in generale tali misure 'creano un'atmosfera negativa nei confronti degli immigrati'. Lo ha detto oggi il commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, parlando a Bruxelles con alcuni giornalisti. Il commissario si e' detto 'preoccupato per le leggi in discussione perche' vanno contro gli standard europei'. Due in particolare, i provvedimenti che secondo Hammarberg si sono spinti oltre la linea, ovvero 'il reato di immigrazione clandestina e le gravi sanzioni per chi affitta case agli irregolari'. E a proposito della norma del ddl sicurezza che consente ai medici di denunciare i clandestini, per Hammarberg si tratta di una misura 'contraria anche al codice etico, perche' va contro quel segreto che i medici devono mantenere'. In generale, 'queste misure straordinarie in Italia contribuiscono a dare vita ad un'atmosfera negativa che porta a considerare criminali tutti quelli che vorrebbero ottenere asilo'.
L'atmosfera negativa, spiega il commissario, in Italia si sta diffondendo in modo pericoloso: 'Gli avvenimenti di Lampedusa avranno un effetto negativo sugli italiani e accentueranno la tendenza a non accettare gli immigrati'.
Hammarberg lancia l'allarme anche sulla situazione dei nomadi: 'Preoccupa ancora, le loro condizioni di vita sono tremende e l'ipotesi di mandarli in altri Paesi crea una discriminazione ai loro danni che non e' giustificabile'.
E lancia un appello ai politici italiani: 'Dovrebbero stare molto attenti quando parlano di rom, non devono incoraggiare l'atmosfera anti-nomadi e occorre che evitino di criminalizzare l'intera categoria quando qualcuno di loro commette un reato'.
'Bisogna sempre fare distinzione tra chi e' criminale e chi non lo e', e alcuni politici in Italia non lo fanno'

http://www.aduc.it/dyn/immigrazione/noti.php?id=250966
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 8:03 am    Oggetto: Rispondi citando

http://www.giornalesentire.it/resize/rectangle/?/files//2009/bara.JPG
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 8:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Lampedusa: migranti a rischio di rimpatrio illegale. Appello mondiale di Amnesty International al governo italiano
CS018: 09/02/2009

Foto di Giovanni Hänninen ©2008
Il Segretariato Internazionale di Amnesty International ha lanciato un appello urgente al governo italiano affinché "i migranti attualmente detenuti a Lampedusa non vengano rimpatriati forzatamente in un paese in cui possano rischiare di subire gravi violazioni dei diritti umani, in linea con gli obblighi dell'Italia in quanto stato parte della Convenzione 1951 sui Rifugiati e della Convenzione contro la tortura".

Tutti i migranti detenuti sull'isola sono infatti a rischio di rimpatrio forzato senza la possibilità di opporsi al rimpatrio nell'ambito di procedure effettive di controllo giudiziario e con il rischio di un mancato accesso alla procedura d'asilo. Qualora rimpatriati in assenza di queste garanzie, potrebbero trovarsi a rischio di subire torture e altre gravi violazioni dei diritti umani.

L'appello mondiale di Amnesty International ricorda al presidente del Consiglio Berlusconi e al ministro dell'Interno Maroni che "il diritto internazionale sui diritti umani e sui rifugiati obbliga l'Italia a permettere a ogni migrante di chiedere asilo attraverso procedure imparziali e soddisfacenti e a garantire protezione contro il rimpatrio in un paese in cui si troverebbe a rischio di subire gravi violazioni dei diritti umani".


Ulteriori informazioni

Dallo scorso dicembre, oltre 1000 persone di diverse nazionalità sono sbarcate sull'isola siciliana di Lampedusa. Secondo dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), circa il 75 per cento delle 36.000 persone arrivate in Italia via mare nel 2008 ha presentato domanda d'asilo. Circa la metà ha ottenuto lo status di rifugiato o è stata comunque protetta dal rimpatrio forzato.

A gennaio il governo ha messo in atto nuove politiche secondo le quali le procedure di identificazione e di asilo vengono svolte mentre i migranti si trovano detenuti sull'isola di Lampedusa. Questa decisione ha aumentato le già diffuse preoccupazioni relative all'accesso a procedure corrette e a una rappresentanza legale adeguata.

Secondo una dichiarazione del ministro dell'Interno del 23 gennaio, circa 1600 migranti, arrivati a Lampedusa nelle due settimane precedenti, erano a quella data detenuti sull'isola. Almeno 150 migranti risultano essere già stati rimpatriati dal 1° gennaio. Il 28 gennaio, durante una conferenza stampa, il ministro dell'Interno ha dichiarato che, in base a un accordo stipulato tra l'Italia e la Tunisia sul rimpatrio dei migranti irregolari, 500 migranti tunisini sarebbero stati rimpatriati nei due mesi successivi. Il 3 febbraio, inoltre, il ministero dell'Interno ha annunciato che 120 migranti irregolari sarebbero stati rimpatriati immediatamente in Tunisia.

Il centro di detenzione in cui si trovano i migranti è stato costruito per accogliere 850 persone. Il 23 gennaio, l'Unhcr ha espresso preoccupazione sulle condizioni di vita nel centro di detenzione e ha chiesto alle autorità italiane di intraprendere tutte le azioni necessarie per affrontare la difficile situazione umanitaria in cui si trovano i detenuti. Secondo una dichiarazione rilasciata dall'Unhcr il 9 gennaio, "ai richiedenti asilo deve essere permesso di sbarcare in un posto sicuro dove possano ricevere informazioni sui loro diritti e avere una reale opportunità di formulare una domanda di asilo che venga valutata in base a una procedura equa. Rimandare indietro i rifugiati in paesi dove non possono ottenere un'effettiva protezione, potrebbe rappresentare una violazione degli obblighi internazionali presi dagli stati di rispettare il principio del non-refoulement (non respingimento)".

FINE DEL COMUNICATO Roma, 9 febbraio 2009

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell.348-6974361, e-mail press@amnesty.it
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 8:15 am    Oggetto: Rispondi citando

Lampedusa: lettera aperta del Tavolo Asilo sulla gravità della situazione
CS022: 18/02/2009

Gli enti di tutela dei rifugiati riuniti nel Tavolo Asilo si rivolgono oggi al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell'Interno con la seguente lettera aperta:

Le sottoscritte associazioni ed enti del Tavolo Asilo esprimono profonda preoccupazione per quanto sta avvenendo in queste ore nel centro per immigrati e richiedenti asilo situato in contrada Imbriacola, a Lampedusa, utilizzato a partire da gennaio come Centro di identificazione ed espulsione (CIE), per decisione del ministro dell'Interno.

Nel centro, ove si trovano al momento circa 800 persone, è in corso da ieri sera uno sciopero della fame dei migranti e questa mattina è scoppiato un esteso incendio.

La trasformazione del centro da struttura di primo soccorso a Centro di identificazione e l'esecuzione degli allontanamenti hanno già destato, a livello nazionale e internazionale, grandi preoccupazioni, evidenziate nel documento del Tavolo Asilo, noto alle autorità italiane ed europee, nonché negli allarmati rapporti della Commissione diritti umani del Senato e della delegazione del Parlamento europeo.

La scelta messa in atto dal governo, che ha voluto concentrare a Lampedusa tutti i migranti che giungono presso le sue coste, qualunque sia la loro condizione giuridica, ha creato nell'isola una situazione di grande e crescente tensione. Si ritiene che l'isola di Lampedusa non abbia le caratteristiche per ospitare un centro che abbia finalità diverse da quelle di prima accoglienza e soccorso, con la previsione di rapidi trasferimenti di tutti i migranti in altre strutture, com'è avvenuto dall'aprile 2006 fino a dicembre 2008.

Si torna a chiedere, con urgenza:

che tutti i migranti siano immediatamente trasferiti in altre strutture idonee, ove siano svolte le procedure amministrative, in particolare quella di asilo;
che l'isola di Lampedusa sia sede esclusivamente di strutture destinate al primo soccorso e all'accoglienza dei migranti.
Si chiede inoltre che vengano accertate eventuali responsabilità di quanto accaduto.

Firmatari:
Amnesty International, Arci, Asgi, Casa dei diritti sociali - Focus, Centro Astalli, Consiglio italiano per i rifugiati - CIR, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Medici Senza Frontiere, Senzaconfine

FINE DEL COMUNICATO Roma, 18 febbraio 2009

Per ulteriori approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224- cell.348-6974361, e-mail press@amnesty.it
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 8:29 am    Oggetto: Rispondi citando









Migranti: bambini 'invisibili' rinchiusi nei Cpt
NotizieAndrea Trentini

Venerdì, 24 Febbraio 2006


minori 'invisibili' - da amnesty.it
Anche bambini tra i rinchiusi nei Centri di detenzione per migranti. Nei centri di permanenza temporanea (cpt) sono detenuti bambini e adolescenti, fermati al momento dello sbarco lungo le coste siciliane. Dal 2001 hanno raggiunto l'Italia via mare 80mila persone, tra questi centinaia i minori. Adolescenti soli provenienti dall'Africa sub-sahariana, dal Maghreb e dal Vicino oriente, ma anche donne o famiglie con bambini al seguito, provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia, Turchia e Iraq. Dal 2002 Amnesty ha raccolto 890 denunce sulla presenza di minori nei cpt di Lampedusa, Crotone, Agrigento, Caltanissetta e Trapani, tra cui 28 casi documentati di richiedenti asilo politico. Dati basati su testimonianze dirette e sull'incrocio di dati sui permessi di soggiorno dei richiedenti asilo, visto che all'interno dei Cpt né Amnesty, né altre ong - e nemmeno i giornalisti - hanno il permesso di entrare.

Bambino soldato in fuga dal suo paese di origine, nell'Africa sub-sahariana, 'John' e' arrivato da solo a Lampedusa. Ha dichiarato alle autorita' di avere solo 16 anni e cio' nonostante e' stato tenuto per due giorni nel Centro di permanenza temporanea e assistenza dell'isola, dove ha dormito in una stanza con sei uomini adulti. In seguito, e' stato trasferito in un altro centro dell'Italia meridionale, dove per un mese ha dovuto dividere una stanza con 12 adulti. Alla fine, 'John' ha trovato una sistemazione in un centro di assistenza per minori. Tuttavia, a cinque mesi dal suo arrivo in Italia, era ancora in attesa della nomina di un tutore che potesse rappresentarlo. 'Jennifer' e' nata pochi giorni dopo l'arrivo dei suoi genitori in Italia. Subito dopo la sua nascita, la famiglia e' stata trasferita in un caravan all'interno di un centro di detenzione, dove ha trascorso 20 giorni. Secondo quanto ha dichiarato ad Amnesty International la madre di 'Jennifer', non v'erano alberi o altre forme di protezione dal caldo torrido estivo e la neonata piangeva costantemente.

'E' assolutamente inaccettabile e contrario alla legge che i minori, con o senza i loro familiari, siano sistematicamente detenuti al loro arrivo in Italia. Dopo un viaggio drammatico in cui possono aver rischiato piu' volte la vita, i minori non accompagnati vengono spesso sottoposti a perquisizioni corporali e possono vedersi confiscati i loro effetti personali. Vivono dunque, ancora una volta, una situazione drammatica: quando vengono trasferiti nei centri di detenzione e poi al loro interno, dove possono trovarsi in condizioni precarie, insieme ad adulti con cui non hanno alcun grado di parentela. Spesso ai minori, accompagnati e soli, non vengono fornite informazioni o assistenza di tipo legale. In alcuni casi, i minori non accompagnati rischiano di essere respinti verso i paesi da cui sono fuggiti, a causa di una inaccurata valutazione della loro eta'' - ha sottolineato Giusy D'Alconzo, ricercatrice della Sezione Italiana di Amnesty International e autrice del rapporto 'Invisibili'.

L'associazione riconosce il diritto sovrano degli Stati di controllare l'ingresso, la residenza e l'espulsione di cittadini stranieri che si trovano nel loro territorio. Questo diritto, tuttavia, deve essere esercitato nel rispetto delle norme e degli standard internazionali sui diritti umani e non puo' prevalere a spese dei fondamentali diritti umani dei migranti e dei richiedenti asilo, a prescindere dal loro status e soprattutto quando si tratta di persone vulnerabili. Chi e' minore si trova in una condizione di particolare vulnerabilita' e merita dunque una protezione speciale e una considerazione primaria in ogni contesto. La valutazione di quale possa essere il 'superiore interesse' del minore, secondo quanto richiesto dalla Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia, dovrebbe guidare le prassi e le decisioni che coinvolgono, direttamente o indirettamente, i minori in ogni fase delle procedure riguardanti il fenomeno migratorio.

'E' davvero giunto il momento che il governo italiano ponga rimedio alle violazioni dei diritti umani che si verificano in generale ai danni dei migranti e dei richiedenti asilo e, nello specifico, contro i minori. L'Italia deve porre fine alla pratica della detenzione sistematica dei minori migranti e richiedenti asilo e adottare una legge organica sull'asilo per garantire loro la necessaria protezione. Il governo deve rimediare all'invisibilita', consentendo visite indipendenti nei centri di detenzione' - ha concluso Paolo Pobbiati. Amnesty invita quindi a mandare al Governo e al Parlamento via fax l'appello per mettere fine alla detenzione generalizzata di bambini migranti e richiedenti asilo, di rispettare gli standard internazionali sui diritti umani, di approvare una legge organica sul diritto di asilo e di rendere trasparenti la gestione dei centri di detenzione e i dati statistici. [AT]

http://www.unimondo.org/Notizie/Migranti-bambini-invisibili-rinchiusi-nei-Cpt
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Mer Feb 25, 2009 8:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Italia, vergognati....

http://www.youtube.com/watch?v=jwFSiT08jws&feature=related

(per le immagini crude, se ne sconsiglia la visione a tutta la "magnifica gente" debole di stomaco, ai cardiopatici, alle gravide e ai minori)
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Aurorachiara



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MessaggioInviato: Ven Feb 27, 2009 7:59 am    Oggetto: Rispondi citando

Come complicarsi la vita con un decreto.

Una volta "creato" il precedente di Lampedusa, naturalmente nessuno vuole un centro di identificazione e di espulsione in casa propria.

Ma và! Laughing Laughing Laughing

Diremmo che l'effetto sarebbe stato piuttosto ovvio e scontato.
Per una persona mediamente intelligente, naturalmente.
Ma si vede che non è questo il caso.... essì... si vede proprio assai... Rolling Eyes Rolling Eyes



Citazione:
The road to Lampedusa - L’inferno ora dura 6 mesi
Prolungati per decreto i tempi di detenzione nei Cie
Ecco il testo del decreto in vigore dal 25 febbraio 2009

Con le vicende di Lampedusa è saltato ogni schema normativo, già pesantemente restrittivo, in tema di detenzione amministrativa. La struttura, un Cpas in cui trascorrere al massimo 48 ore, già vedeva da mesi rinchiusi moltissimi migranti al di fuori di ogni legittimità giuridica. Poi, un decreto (ancora non pubblico) è intervenuto a modificare la natura del centro: da luogo di primo soccorso e accoglienza a centro di detenzione (oggi Cie). Ma tutto questo non era abbastanza.

The road to Lampedusa...

La strada battuta a Lampedusa, quella della forzatura del già pesante quadro normativo, si fa oggi largo come pratica di normazione d’urgenza.

Così, nel nuovo decreto recante appunto misure urgenti in materia di pubblica sicurezza, quello emanato sull’onda delle ricorrenti notizie di violenze sessuali delle ultime settimane, il Consiglio dei Ministri ha pensato di inserire anche un articolo, tra i tredici che lo compongono, che prolunga i tempi la detenzione all’interno dei Centri di identificazione ed espulsione, dai 60 giorni previsti, a ben sei mesi.

La norma, contenuta nella sua formulazione originaria nel disegno di legge 733, il pacchetto sicurezza, era stata bocciata nella discussione al Senato. Il testo discusso prevedeva tempi di detenzione fino a 18 mesi.
Difficile immaginare di far passare per decreto ciò che l’aula del Senato aveva già bocciato. Ecco che quindi la nuova formulazione dispone il trattenimento per "soli" sei mesi. Comunque un’eternità pensando che chi è detenuto nei Cie subisce una restrizione della libertà personale senza che vi sia stato un processo, una autorità giudiziaria a prevederlo, per il solo fatto di aver violato una norma che ancora rappresenta una violazione amministrativa (anche se nel pacchetto sicurezza si prevede l’introduzione del reato penale sanzionabile con una ammenda da 5mila a 10mila euro).

Il Viminale, per bocca dello stesso Ministro Maroni, aveva già annunciato l’intenzione di ripresentare l’emendamento bocciato dal Senato nella votazione prevista alla Camera dei deputati, ma la ghiotta occasione del nuovo decreto "anti-stupri" ha permesso di anticipare i tempi aggirando la discussione parlamentare. Dopo la pubblicazione del testo nella Gazzetta Ufficiale la norma entrerà in vigore. Entro 60 giorni il Parlamento dovrà poi convertirla in legge, pena la sua decadenza. Fin da subito comunque, il dispositivo, non mancherà di produrre i suoi effetti.

Ma cosa c’entrano le detenzioni o le espulsioni con gli stupri? Poco o nulla visto che la retorica di questi giorni attribuirebbe ai cittadini rumeni, quindi comunitari, il primato delle brutalità sessuali.

Ciò che va ridefinendosi è piuttosto il nuovo assetto della detenzione amministrativa, anche grazie alle possibilità offerte della direttiva europea sui rimpatri, di fronte ad una crisi economica e globale che sta rimodellando quel legame fino ad oggi inscindibile tra movimenti migratori, utilità per il mercato del lavoro, sfruttamento, in diverse forme, dei migranti regolari ed irregolari.


Due linee di tendenza sembrano incrociarsi dentro a questo nuovo scenario. Quella che da sempre vede la detenzione e la forma campo come dispositivo flessibile di governo della forza lavoro e quella che, dentro all’impossibilità di dare risposte ad una crisi senza precendenti, ha scelto di giocare, intorno alla figura dei migranti, il recupero della legittimità della governace.
La Lega Nord in questo scenario, ovvio, gioca un ruolo centrale. Le spinte autonomiste, indipendentiste, federaliste, quel desiderio diffuso e spesso anche positivo di auto-governo dei territori gridano vendetta davanti ad uno scenario dominato dal centralismo, dall’assenza di fondi per i Comuni, da decisioni imposte dall’alto alle comunità locali. Il Carroccio allora, abbandonata la sfida del governo territoriale, si fa Stato ed intorno allo "straniero" tenta di rinsaldare le basi della sua legittimazione.
Le operazioni di espulsione collettiva dei cittadini tunisini annunciate in questi giorni ed accellerate dopo il disfacimento del progetto Alcatraz in quel di Lampedusa, sono moneta di scambio utile a raccogliere consenso. E’ la funzione simbolica del cpt - ma non per questo non spietata - ad essere in gioco.

Ma muoversi su questo crinale è un esercizio estremamente pericoloso e non privo di "effetti collaterali". Perchè se è vero che oggi, dentro la crisi, il razzismo trova terreno facile su cui strisciare, è meno sicuro che, negare l’assistenza sanitaria agli irregolari, portare a 200 euro la tassa sui rinnovi, introdurre il permesso di soggiorno a punti, o prolungare i tempi di detenzione, non possa aprire altri orizzonti.

Lo scenario a questo punto è aperto,drammaticamente ambivalente ed incerto.
Davanti a noi abbiamo poche sicurezze e possibilità di previsioni solo approssimative. Per questo scegliamo, su questo tema, di lasciarci con alcune domande.
La crisi, quella che espelle i migranti dal mercato del lavoro, che rende impossibile in mancanza di un reddito il rinnovo del permesso e quindi consegna - e consegnerà sempre più - migliaia di persone all’irregolarità, sarà risolta con deportazioni ed espulsioni di massa che fino ad oggi, da quando è in vigore la legge Bossi-Fini, erano rimaste solo enunciazioni?

Allungare i tempi di detenzione non vuol dire anche poter governare, attraverso l’internamento, la flessibilità del mercato del lavoro nero, la forza lavoro che la crsi trasforma in esercito in esubero?

Trattenere per sei mesi migliaia di persone (magari nelle condizioni disumane che abbiamo visto a Lampedusa) non può voler dire anche intensificare la nascita di quei focolai di rivolta che sempre hanno coinvolto le strutture e che oggi rischiano di diventare semplicemente ovvie e sistematiche davanti a questo tipo di previsione detentiva?

Le risposte, le conferme, positive e negative, hanno a che fare con i processi sociali che la crisi ha messo in moto in questa epoca. Il futuro ci riserverà battaglie come quelle ambiziose degli abitanti dell’isola di Lampedusa o piuttosto atti barbarici e violenti come quelli di Guidonia e Nettuno?

E ancora, gli stessi migranti sapranno farsi moltitudine e prendere parola significativamente parlando il linguaggio dei diritti e delle libertà o c’è il rischio che l’imbarbarimento generale a cui stiamo assistendo su questi temi introduca pericolosi processi di chiusura identitaria? Probabilmente davanti c’è uno scenario di spinte positive e negative che vivranno una inedita contemporaneità.

Una cosa è certa. Del razzismo, dello stigma ufficiale, delle discriminazioni come pratica del fare Stato e costruire consenso, questa società in crisi non ha certo bisogno.
La partita è aperta. La posta in palio è alta. Giochiamocela!


Clap clap.

Dalla nostra inviata speciale FioccoPress sul posto che per motivi di "sicurezza" preferisce mantenere l'anonimato.... Cool
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MessaggioInviato: Ven Mar 06, 2009 9:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Da Siciliainformazione : Lampedusa, la seduta del Consiglio comunale finisce in rissa. L'opposizione: "De Rubeis si è venduto al governo"
di Roberto Rizzuto
ieri, 05 marzo 2009

Insulti, grida, bicchieri d'acqua lanciati da una parte all'altra dell'aula consiliare. L'ultima seduta del Consiglio comunale di Lampedusa, convocato ieri sera per far fronte alla nuova emergenza legata agli sbarchi di migranti, è finita in rissa. Per un componente dell'assemblea, colto da un malore, si sono persino rese necessarie le cure dei medici.
Oggetto del contendere (o meglio "del litigare"), le dichiarazioni del sindaco Bernardino De Rubeis (Mpa), che ha chiesto un colloquio con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per ribadire la netta contrarietà degli abitanti dell'isola all'istituzione del Centro di identificazione ed espulsione di contrada Imbriacola.
Il primo cittadino, che vedrà il premier la settimana entrante insieme al presidente della Regione Raffaele Lombardo, si è fatto portavoce della necessità di aprire "un tavolo di discussione con il governo" al fine di sollecitare la chiusura del Cie e la realizzazione di un nuovo centro di accoglienza nell'ex base Loran di Capo Ponente. Una strategia, questa, giudicata troppo morbida dall'opposizione, che rimprovera al sindaco di essersi "venduto" all'Esecutivo.
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MessaggioInviato: Ven Mar 06, 2009 9:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Questa estate voglio andare in vacanza a Lampedusa
[5 Marzo 2009]

Un appello in solidarietà alla gente dell'isola del Mediterraneo che con semplicità e spontaneità sta accogliendo i migranti e sta combattendo contro il Centro di detenzione. Un invito ad andare a trovare la gente che sta difendendo i principi umani della solidarietà e del rispetto.

Voglio andarci perché ho visto i suoi abitanti in tv, festeggiare insieme ai migranti brevi attimi di libertà, perché li ho visti spezzare il pane, in un antico gesto, forse il più antico, che ha sempre unito le persone, indipendentemente dalla loro provenienza, dal loro status giuridico, dai loro documenti.
Perché non meritano di vedere il proprio territorio, le proprie strade, occupate e militarizzate come se le loro giuste e pacifiche rivendicazioni potessero essere affrontate con il manganello e con la divisa.
Voglio andarci perché mi hanno dato una lezione di civiltà, in un Paese in cui sembrano trionfare egoismi, barbarie, violenza e razzismo.
Voglio andarci perché nel freddo di gennaio, mi ha scaldato il cuore il valore civico della protesta dei suoi abitanti. Perché hanno vinto la logica della guerra fra poveri e sono stati solidali, hanno fatto prevalere l’accoglienza e la solidarietà con le donne e gli uomini migranti, stipati in condizioni disumane in un centro che doveva essere di primo soccorso e si è trasformato in una galera.
Voglio andarci, perché è un isola che non merita di vedersi privata del diritto ad essere parte dell’Europa, perché voglio girarla e ritrovare i volti e gli occhi della bella gente che invocava libertà e fratellanza. Voglio andarci perché Lampedusa non può diventare il più grande carcere del Mediterraneo, vittima sacrificale di governi che non sanno e non hanno saputo mai, pensare ed attuare politiche sull’immigrazione valide e rispettose dei diritti umani.
Voglio andarci perché non voglio essere complice di chi vuole lasciare, ancora una volta, Lampedusa e i lampedusani, da soli, a pagare responsabilità non proprie.
Voglio andarci per impedire che il loro magnifico esempio, venga piegato con il ricatto e la concessione di bisogni di cui dovrebbero godere da sempre, tutte e tutti.
Voglio andarci, forse solo per potere dire a molte e molti di loro «grazie».
I sottoscritti sono coscienti dell’urgenza della situazione a Lampedusa.
Ormai da oltre un mese un migliaio di migranti sono trattenuti in condizioni indegne di una società civile, ignari della sorte loro riservata, su un’isola di appena 22 chilometri quadri nella quale vivono circa sei mila abitanti e dove sono già oggi presenti oltre un migliaio di agenti delle forze dell’ordine.
Tutto ciò rende la situazione esplosiva per esclusiva responsabilità del governo italiano.
I firmatari sono inoltre perfettamente consapevoli del fatto che il carattere civico, solidale, pacifico, fraterno e largamente condiviso della protesta lampedusana é una cosa preziosissima e molto fragile. La spontanea e straordinaria unità mostrata dai lampedusani nell’opporsi all’istituzione di un Centro di Identificazione ed Espulsione sull’isola e nel rivendicare al contempo i diritti spettanti loro in quanto cittadini italiani rischia di essere schiacciata da una politica sorda ed indifferente ai bisogni delle persone che dovrebbe servire.
Il nostro appello è rivolto a quanti non intendono assistere passivamente a ciò che appare un’ennesima dimostrazione di disprezzo non solo dei diritti dei migranti ma anche della volontà dei cittadini di Lampedusa e Linosa di vivere dignitosamente; chiediamo a tutti di mobilitarsi immediatamente a sostegno della protesta tuttora in atto.

Primi firmatari:
Andrea Camilleri, scrittore
Roberto Alajmo, scrittore
Nanni Balestrini, scrittore
Rita Borsellino, associazione Libera
Emanuele Crialese, regista
Dario Fo, uomo di teatro, premio Nobel per la letteratura
Mads Frese, giornalista
Silvana Gandolfi, scrittrice
Fabrizio Gatti, scrittore e giornalista
Massimo Gaudioso, regista
Margherita Hack, astrofisica
Wilma Labate, regista
Franca Rame, attrice e autrice di teatro
Giuliana Sgrena, giornalista
Paola La Rosa, avvocato, Lampedusana per scelta
Carmelo Gatani, skipper, Lampedusano per scelta
Omeyya Seddik, politologo, migrante tunisino

Per adesioni : Lampedusa.hurra@gmail.com
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MessaggioInviato: Ven Mar 06, 2009 10:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Lampedusano in chemioterapia bloccato dal metal detector dell'aeroporto:
http://www.youtube.com/watch?v=173L6QRBzEk&feature=related
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MessaggioInviato: Ven Mar 06, 2009 10:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Inferno Lampedusa: diritti umani violati: http://www.youtube.com/watch?v=MEK0HmpYxRs&feature=related
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MessaggioInviato: Ven Mar 06, 2009 10:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Rivolta di Lampedusa, la piazza: le colpe dello Stato e il silenzio della stampa: http://www.youtube.com/watch?v=F1B1CGDlfyw&feature=related
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