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raduno decennale. momento catartico e riflessioni notturne..
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Autore Messaggio
il cieco



Registrato: 22/01/08 19:47
Messaggi: 2020

MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 7:11 am    Oggetto: raduno decennale. momento catartico e riflessioni notturne.. Rispondi citando

spero di fare cosa gradita ai più.
eventualmente fatemi un fischio che cancello tutto e la pianto lì:

allora eccoci qui, son le 8,45 del mattino, siamo appena arrivati in quel di roma e, complice il fatto che il traffico è inesistente e le solite code mattutine della via nomentana son ancora fra le braccia di Morfeo, folina e il mio fido cagnone preferito (mio fratello minore) mi prendono amorevolmente a bastonate nella “crapa” per averli tirati giù dal letto un paio d’ore prima del dovuto.
Il viaggio è andato benissimo, le solite soste per il caffè, sorprendentemente folina ha avuto poco o nulla da ridire sulle mie scarse doti di guida, la giornata si presenta radiosa e frizzante sotto tutti gli aspetti.
Una favola insomma!
Entriamo nel bunker di questa casa vacanze gestita dalle suore, e veniamo accolti da un paio di uomini in tuta di carta, che stanno disinfestando le piante del giardino.
- forza su! Annatevene dentro che noi qui s’ha da disinfestà! – ci fa un tizio barbuto.
“bella accoglienza” penso io, questi si dan da fare per disinfestare, forse gli avran detto qualcosa di strano su noi veneti….
Entriamo di cora, visto che il puzzo del veleno è veramente atroce e un fulmine nero ci si para di fronte con sguardo truce ma interrogativo:
- si? – sibila mentre con lo sguardo mi fulmina la folina, la quale imprudentemente si era avvicinata al banco della reception.
- si, ecco… noi saremmo gli amici di aurora… avremmo prenotato, o meglio, aurora ha prenotato per noi… si insomma… - farfuglia lei imbarazzata e leggermente intimorita.
- siete arrivati troppo presto! – la stilettata di sorella zauker arriva a segno alla velocità della luce.
Io e mio fratello ci nascondiamo dietro una tenda e facciamo finta di esser passati di lì per caso a chiedere informazioni.
Il pinguino nero non ci casca, mi squadra dalla testa ai piedi, cercando di vedere se le mie scarpacce son impolverate e quindi hanno sporcato il pavimento tirato a lucido, che mi ricorda l’altare del duomo di verona…
- aspettate lì! – ordina indicando una poltrona appena dietro la porta. a me appare come la sedia elettrica del penitenziario di alcatraz e dallo sguardo dei miei compagni di viaggio, capisco che anche loro si sentono nelle mie stesse condizioni.
-si – ci scappa di bocca all’unisono.
- grazie – aggiunge folina, sperando evidentemente di strappare un pensiero gentile a quel guardiano di porta dalle indubbie doti sapientemente nascoste sotto quel lenzuolo nero come la pece.
Di nascosto facciamo il numero di aurora, la quale dopo un:
- maronna!!! Siete qua? E mò scendo!!! –
Tempo un minuto, e una furia scalmanata, ci abbraccia, ci stringe, ci bacia e soprattutto si mette a mò di scudo fra noi e quella specie di aspirapolvere nero che gira avanti e indietro senza posa, con occhio spiritato.
Aurora è splendida sotto tutti i punti di vista, conoscerla è stata una piacevolissima conferma (devo confessare di averla vista in diversi filmati e quindi mi mancava solo il “contatto fisico”) continua a stringerci, guardarci come marziani e sorride come una bimba a cui hai appena regalato la più bella fra le bambole.
È felice e basta, i suoi occhi lucidi ridono e rivelano la sua anima genuina.
- Era così che mi ero immaginata di te, ti avevo immaginato proprio così. – mi dice squadrandomi dalla testa ai piedi e ancora non ho capito se era un complimento o una conferma ai miei dilemmi ancestrali…
- donna abbondia – dice aurora alla flemmatica pinguina – non ci sarebbe la possibilità di far fare un po’ di colazione anche a loro? – chiede con voce calda e suadente (evidentemente conosce il male della bestia).
- adesso guardo – fa lei, ma i suoi occhi in vece dicevano:
“sono arrivati prima del previsto, questi non sanno quel che fanno, Dio sicuramente li perdonerà per questa ignoranza, ma io no! Io non perdono. Mai!”
Noi cerchiamo di salvarci in corner:
- ma fa lo stesso – dice folina.
- abbiamo già preso il caffè ad orvieto, stiamo bene così – farfuglio io.
Mio fratello con lo sguardo allucinato, non riesce a spiccar parola.
Aurora fa un cenno complice con la testa e dice:
- lasciate perdere, questa la conosco, è un poco “sguattarella” ma non morde. Fidatevi, ora ci si siede e ci si fa una colazione coi fiocchi. –
Detto fatto, ci ritroviamo in una sala seduti attorno ad un tavolo e si fa colazione sotto lo sguardo attento della sorella di don zauker e sotto il benevolo sguardo illuminato di aurora e roberta (robertona) che ancora non credono ai loro occhi.
Da una porta esce un’assistente di sala (operatoria) di verde vestita, con zoccoli crocks ai piedi ma senza la mascherina d’ordinanza sul collo e su due piedi, si decide che di mangiar carne, lì dentro, non se ne parla!
Finita la colazione ci si avvia a prendere un caffè serio in un bar per strada, dobbiamo aspettare un paio di persone che arriveranno da lì a poco da salerno e sono ancora sul raccordo anulare.
Nell’attesa, ci sediamo fuori da questo bar con una tazzina fumante fra le mani e diamo un’occhiata attorno a noi.
Aurora si rilassa un po’ fumando una sigaretta e chiaccherando con noi, sembra davvero una bimba alle prese con un nuovo gioco, guardarla è un piacere e altrettanto piacevole è ascoltarla mentre ci fa mille e mille domande.
Tempo venti minuti e massimo (pisolo) e una sua amica fanno il loro arrivo, subito abbracciati e baciati da aurora e da noi.
Ohhhh!!! Intendiamoci:
pisolo lo hanno baciato aurora e folina. noi ci siam dati da fare ad abbracciare la sua amica, a massimo abbiamo amichevolmente stretto la mano, fatto i nostri complimenti, chiesto del traffico trovato, ma baci e abbracci li abbiamo riservati alla sua amica alta, bionda e soprattutto molto ma molto più bella di massimo garantito al 100%!
Preso l’ennesimo caffè (ma quanti caffè beve quella santa donna isolana?) ci si avvia tutti verso la fermata dell’autobus, che ci porterà alla stazione termini. Non manca molto all’arrivo della prima ondata di internauti dalla toscana, quindi meglio darsi da fare.
Ma di questo se ne parla stasera. Adesso devo disfare la borsa e prepararmi per la settimana di lavoro che va ad iniziare.

L’ultima cosa che voglio dire, però, è che è stato uno dei migliori fine settimana degli ultimi 10-15 anni, io mi son divertito davvero e la conoscenza di tante nuove persone è stata la conferma dell’idea che mi ero fatto leggendo i loro interventi.
Quanto vi siete persi, dico a quelli che per un motivo o l’altro son rimasti a casa, spero vivamente che la prossima volta non debba accadere fra dieci anni e che la prossima volta i partecipanti siano molto di più di quelli di stavolta, ma soprattutto spero sinceramente di essere fra loro. Very Happy
A stasera.
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«La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?» e verrà il giorno, in cui le cose si faranno perchè giuste, non convenienti.
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The Cat



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 10:15 am    Oggetto: Rispondi citando

ribadiscono che dovresti scrivere di professione....
"il pinguino nero". ho le lacrime agli occhi dal ridere

Laughing Laughing Laughing the cat
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.... che io sono pazza si sa, ma voi che scusa avete?
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robertona



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Messaggi: 1751

MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 11:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Cieco, sei un mito, non vedo l'ora di sentire la tua descrizione dei camerieri sardi!!!
e poi, che dire, meritava tutta quella strada per conoscere le persone ma anche per tirare la gattina fuori dalla sua cesta: è un piacere rileggerti
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http://www.youtube.com/watch?v=39bnRKiiCMw&feature=related
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Pokotopokoto



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 12:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anch'io volevo ringraziare:
Aurora per il gadget-cartellino
Gladiator per la guida ai fori imperiali gratuiti
Il Cieco per non aver parlato di politica
Dep-76 per non essere un uomo (come ho sempre creduto prima di sabato)
Il giapponese del treno all'andata, dal fiato pesante come un menhir, per essere sceso a Bologna
Giuliana per l'agenda e circa un milione di altre cose
Rebelais per le pappardelle fresche fatte a mano con sugo di cinghiale

E comunque tutti i convenuti per la splendida giornata
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"Il fatto che non mi interessi quello che stai dicendo, non vuol dire che non ti stia ascoltando!" Homer Simpson
"Di solito non sono un uomo religioso, ma se tu sei lassù, salvami, Superman!" Homer Simpson
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rabelais



Registrato: 28/04/08 21:49
Messaggi: 539
Residenza: firenze

MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 1:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie cieco per la cronaca - da par tuo! - della prima parte del sabato di voi pionieri notturni... io alle 8 e 45 avevo la sveglia!

Citazione:
L’ultima cosa che voglio dire, però, è che è stato uno dei migliori fine settimana degli ultimi 10-15 anni, io mi son divertito davvero e la conoscenza di tante nuove persone è stata la conferma dell’idea che mi ero fatto leggendo i loro interventi.


è proprio così... a testimonianza del fatto che c'è pieno di gente genuina che crede in quello che fa...
...che sia solo l'inizio!!

ps cieco, aspettiamo i mammutones...
_________________
...dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior
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ALE-IGL



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Messaggi: 1358
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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 3:19 pm    Oggetto: Re: raduno decennale. momento catartico e riflessioni nottur Rispondi citando

il cieco ha scritto:
spero di fare cosa gradita ai più.
eventualmente fatemi un fischio che cancello tutto e la pianto lì:

allora eccoci qui, son le 8,45 del mattino, siamo appena arrivati in quel di roma e, complice il fatto che il traffico è inesistente e le solite code mattutine della via nomentana son ancora fra le braccia di Morfeo, folina e il mio fido cagnone preferito (mio fratello minore) mi prendono amorevolmente a bastonate nella “crapa” per averli tirati giù dal letto un paio d’ore prima del dovuto.
Il viaggio è andato benissimo, le solite soste per il caffè, sorprendentemente folina ha avuto poco o nulla da ridire sulle mie scarse doti di guida, la giornata si presenta radiosa e frizzante sotto tutti gli aspetti.
Una favola insomma!
Entriamo nel bunker di questa casa vacanze gestita dalle suore, e veniamo accolti da un paio di uomini in tuta di carta, che stanno disinfestando le piante del giardino.
- forza su! Annatevene dentro che noi qui s’ha da disinfestà! – ci fa un tizio barbuto.
“bella accoglienza” penso io, questi si dan da fare per disinfestare, forse gli avran detto qualcosa di strano su noi veneti….
Entriamo di cora, visto che il puzzo del veleno è veramente atroce e un fulmine nero ci si para di fronte con sguardo truce ma interrogativo:
- si? – sibila mentre con lo sguardo mi fulmina la folina, la quale imprudentemente si era avvicinata al banco della reception.
- si, ecco… noi saremmo gli amici di aurora… avremmo prenotato, o meglio, aurora ha prenotato per noi… si insomma… - farfuglia lei imbarazzata e leggermente intimorita.
- siete arrivati troppo presto! – la stilettata di sorella zauker arriva a segno alla velocità della luce.
Io e mio fratello ci nascondiamo dietro una tenda e facciamo finta di esser passati di lì per caso a chiedere informazioni.
Il pinguino nero non ci casca, mi squadra dalla testa ai piedi, cercando di vedere se le mie scarpacce son impolverate e quindi hanno sporcato il pavimento tirato a lucido, che mi ricorda l’altare del duomo di verona…
- aspettate lì! – ordina indicando una poltrona appena dietro la porta. a me appare come la sedia elettrica del penitenziario di alcatraz e dallo sguardo dei miei compagni di viaggio, capisco che anche loro si sentono nelle mie stesse condizioni.
-si – ci scappa di bocca all’unisono.
- grazie – aggiunge folina, sperando evidentemente di strappare un pensiero gentile a quel guardiano di porta dalle indubbie doti sapientemente nascoste sotto quel lenzuolo nero come la pece.
Di nascosto facciamo il numero di aurora, la quale dopo un:
- maronna!!! Siete qua? E mò scendo!!! –
Tempo un minuto, e una furia scalmanata, ci abbraccia, ci stringe, ci bacia e soprattutto si mette a mò di scudo fra noi e quella specie di aspirapolvere nero che gira avanti e indietro senza posa, con occhio spiritato.
Aurora è splendida sotto tutti i punti di vista, conoscerla è stata una piacevolissima conferma (devo confessare di averla vista in diversi filmati e quindi mi mancava solo il “contatto fisico”) continua a stringerci, guardarci come marziani e sorride come una bimba a cui hai appena regalato la più bella fra le bambole.
È felice e basta, i suoi occhi lucidi ridono e rivelano la sua anima genuina.
- Era così che mi ero immaginata di te, ti avevo immaginato proprio così. – mi dice squadrandomi dalla testa ai piedi e ancora non ho capito se era un complimento o una conferma ai miei dilemmi ancestrali…
- donna abbondia – dice aurora alla flemmatica pinguina – non ci sarebbe la possibilità di far fare un po’ di colazione anche a loro? – chiede con voce calda e suadente (evidentemente conosce il male della bestia).
- adesso guardo – fa lei, ma i suoi occhi in vece dicevano:
“sono arrivati prima del previsto, questi non sanno quel che fanno, Dio sicuramente li perdonerà per questa ignoranza, ma io no! Io non perdono. Mai!”
Noi cerchiamo di salvarci in corner:
- ma fa lo stesso – dice folina.
- abbiamo già preso il caffè ad orvieto, stiamo bene così – farfuglio io.
Mio fratello con lo sguardo allucinato, non riesce a spiccar parola.
Aurora fa un cenno complice con la testa e dice:
- lasciate perdere, questa la conosco, è un poco “sguattarella” ma non morde. Fidatevi, ora ci si siede e ci si fa una colazione coi fiocchi. –
Detto fatto, ci ritroviamo in una sala seduti attorno ad un tavolo e si fa colazione sotto lo sguardo attento della sorella di don zauker e sotto il benevolo sguardo illuminato di aurora e roberta (robertona) che ancora non credono ai loro occhi.
Da una porta esce un’assistente di sala (operatoria) di verde vestita, con zoccoli crocks ai piedi ma senza la mascherina d’ordinanza sul collo e su due piedi, si decide che di mangiar carne, lì dentro, non se ne parla!
Finita la colazione ci si avvia a prendere un caffè serio in un bar per strada, dobbiamo aspettare un paio di persone che arriveranno da lì a poco da salerno e sono ancora sul raccordo anulare.
Nell’attesa, ci sediamo fuori da questo bar con una tazzina fumante fra le mani e diamo un’occhiata attorno a noi.
Aurora si rilassa un po’ fumando una sigaretta e chiaccherando con noi, sembra davvero una bimba alle prese con un nuovo gioco, guardarla è un piacere e altrettanto piacevole è ascoltarla mentre ci fa mille e mille domande.
Tempo venti minuti e massimo (pisolo) e una sua amica fanno il loro arrivo, subito abbracciati e baciati da aurora e da noi.
Ohhhh!!! Intendiamoci:
pisolo lo hanno baciato aurora e folina. noi ci siam dati da fare ad abbracciare la sua amica, a massimo abbiamo amichevolmente stretto la mano, fatto i nostri complimenti, chiesto del traffico trovato, ma baci e abbracci li abbiamo riservati alla sua amica alta, bionda e soprattutto molto ma molto più bella di massimo garantito al 100%!
Preso l’ennesimo caffè (ma quanti caffè beve quella santa donna isolana?) ci si avvia tutti verso la fermata dell’autobus, che ci porterà alla stazione termini. Non manca molto all’arrivo della prima ondata di internauti dalla toscana, quindi meglio darsi da fare.
Ma di questo se ne parla stasera. Adesso devo disfare la borsa e prepararmi per la settimana di lavoro che va ad iniziare.

L’ultima cosa che voglio dire, però, è che è stato uno dei migliori fine settimana degli ultimi 10-15 anni, io mi son divertito davvero e la conoscenza di tante nuove persone è stata la conferma dell’idea che mi ero fatto leggendo i loro interventi.
Quanto vi siete persi, dico a quelli che per un motivo o l’altro son rimasti a casa, spero vivamente che la prossima volta non debba accadere fra dieci anni e che la prossima volta i partecipanti siano molto di più di quelli di stavolta, ma soprattutto spero sinceramente di essere fra loro. Very Happy
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pisolo121



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 5:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi piace l'idea che ognuno racconti la sua versione del raduno.
C'ero anch'io:
...Che fine settimana, ragà!
Quando ho deciso di partecipare al raduno non ero riuscito a fugare completamente il dubbio che avrei potuto sentirmi un intruso: da molti post dei partecipanti era evidente un'amicizia che da tempo aveva abbattuto le barriere virtuali e si era confermata e consolidata nel reale. Ma la curiosità di conoscere persone con le quali avevo condiviso opinioni e delle quali avevo apprezzato gli interventi hanno avuto la meglio su ogni possibile resistenza o ripensamento.
La disponibilità ad accompagnarmi della collega ed amica è servita a rassicurarmi ulteriormente ...anche se in forse fino all'ultimo minuto!
Il viaggio è filato via liscio, un'ora prima dell'arrivo ho ricevuto la prima telefonata di Aurorachiara, pur se emozionato credo di essere riuscito a rispondere in maniera articolata ed esaustiva (al contrario di quanto si possa pensare dai suoi "marò" "avimma murì" ecc., non ha nell'accento nessuna inflessione dialettale ...una vera cittadina del mondo!).
L'incontro con le suore è stato meno traumatico rispetto ai colleghi veneti. Ci siamo diretti al bar dove, all'esterno, ci aspettavano il cieco, folina, robertona e il fratello del cieco ...mitici!!! Dopo qualche abbraccio (descritto meglio dal cieco all'inizio del 3d Laughing ) con voce tremula ed in chiara apprensione chiedo: "... ma ma Aurora?" cercando inutilmente di dissimulare quanto fossi impaziente di conoscerla; il cieco mi informa che è all'interno bar a prendere il 13° caffè ... mi precipito e riesco ad osservarla per un attimo prima che lei si accorga della mia presenza ...poi un lampo nei suoi occhi prima dell'abbraccio incontenibile e degli smack affettuosi e spontanei ... Aurora, l'aurorachiara di nursesarea era lì di fronte a me e la stavo abbracciando!!! ...sarebbe già stato sufficiente per affermare "ne è valsa la pena" ... ma era solo l'inizio.
...continua...
_________________
La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
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il cieco



Registrato: 22/01/08 19:47
Messaggi: 2020

MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 7:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Eccoci di nuovo qui, con un bicchiere di quello buono in mano, tanto per render più fluida le dita e ancora negli occhi le immagini che hanno suggellato (e qui debbo domandare umilmente scusa a chi ho messo per iscritto questo imperdonabile errore grammaticale sulla sua agenda, ignobile ed imperdonabile erroraccio da parte mia) questo fine settimana che vado a completare:

vi avevo lasciato con la soave visione di miranda, l’amica di pisolo che avanzava con passo deciso verso di noi, al suo fianco e che ci salutava radiosa e solare come aurora.
Della serie che mezza roma starà sicuramente chiedendosi che razza di città sia ormai diventata la capitale e che è ormai ora di impedire certe rappresentazioni scandalose per le vie dei quartieri!
Lo so che diavolo state pensando, brutta massa di pervertiti!
Lo so che siete sicuramente curiosi di sapere per filo e per segno chissà quale piega eroticamente scandalistica abbia preso il corso della giornata, ma non è affatto andata così, non si è fatto nulla di sconveniente, tutto è andato per il verso giusto e ognuno di noi è stato al proprio posto tenendo un comportamento urbano e dignitoso!!
Oddio….
Si, insomma…….
Seduti al bar si è discusso della qualità dei profilattici moderni e della loro tenuta, qualità che ha raggiunto una ragguardevole sicurezza nel corso degli ultimi anni…
Aurora, infatti, spiegava che la sua marca preferita era praticamente sconosciuta alle nostre latitudini, ma che in africa, terra dei mandinghi, fa furore…
Pisolo, dal canto suo, professava le doti della marca bolognese di cui non ricordo il nome, ma solo un numero: 7, e che sembra sia la migliore dal punto di vista qualità-prezzo…
Diceva anche che il suo fornitore, un palermitano trapiantato in campania da oltre un ventennio, gli praticava comunemente uno sconto del 20% forte della sua bontà di cliente affezionato che gli fa ordinazioni sull’ordine dei 250-300 pezzi al mese, e aggiungeva, con una strizzatina d’occhio che la diceva lunga, che se mi serviva qualcosa, potevo tranquillamente contare su di lui. Un vero amico!
Comunque, per farla corta, mentre folina si accapiglia con la titolare del bar, circa il resto (lei non era d’accordo sul fatto che il caffè al banco costa mediamente il 25% in più di quanto non costi comodamente seduti in piazza san marco a Venezia) noi ci avviamo verso la fermata del pulman e la lasciamo da sola a concludere la civile discussione.
è vero che lei ha un occhio pesto, ma la barista butta sangue da un labbro come una fontana e il suo consorte giace a terra, privo di sensi, dopo una gomitata ben assestata ai gioielli di famiglia.
Il cane del bar, un dobermann femmina, sembra più intelligente di quel che non si direbbe e se ne sta buono buono in disparte, rosicchiando la ciabatta destra del padrone svenuto.
Arriva il pulman nel momento in cui si ode un paio di sirene in lontananza, e mentre io salgo per ultimo, folina si arrabatta dietro di me con un balzo felino.
- e non potevate dare una mano? – mi chiede con un ringhio.
- sembrava che non ne avessi bisogno. – faccio io allungandogli un fazzoletto di carta.
Inutile dire che quel pezzo di strada era bruciato per sempre, da quel momento in poi, infatti, per andare all’hotel alcatraz facemmo sempre un ampio giro, e soprattutto con la complicità dell’oscurità!
Arrivati in stazione, cerchiamo di entrare e raccapezzarci un po’ su dove andare.
aurora è un fiume in piena, non sa più chi guardare, sprizza felicità da ogni poro, vuole sapere tutto di tutti e il suo sguardo felice spazia da me a folina, a mirko (mio fratello) a robertona, a pisolo, a miranda, a….
qui il suo sguardo vacilla, la sua espressione si incupisce un po’, sembra incredula, io mi volto involontariamente verso la direzione presa dai suoi occhi e di colpo il sorriso mi muore in gola:
due occhietti iniettati di sangue, mi\ci osservano, da dietro uno spilungone biondo che, in piedi, si sta ascoltando il suo lettore Mp3 e leggendo il manganelliere.
è durato solo un attimo, ma in quell’istante il sangue mi si è gelato nelle vene.
il folletto nero, con le sue ali di pipistrello svolazzanti silenziosamente, ci osservava di nascosto. Sorella hyde o donna jekyll che dir si voglia, sentendosi scoperta scivola via fra la folla con la stessa velocità di un borseggiatore provetto, lasciandoci senza parole e senza voglia di replicare…
cerchiamo di darci un contegno e ci avviamo verso la stazione, chi tenendo per mano folina, chi tenendo per mano aurora, chi tenendo per mano robertona, e chi tenendo per mano miranda….
Si lo so a cosa pensate, ma a tener per mano miranda non c’ero io, brutta massa di pervertiti che non siete altro!
Entriamo in stazione e veniamo accolti da un milione di persone che si stan facendo i cavoli loro.
Provo a salutare ad alta voce i presenti, ma vengo ignorato dai più. decido quindi di fare altrettanto e mi tuffo assieme ai miei compagni di ventura in quella bolgia dantesca, usanto robertona a mò d’ariete e aurora come retroguardia.
vengo nominato sul campo, addetto specializzato alla ricerca del reparto custodia bagagli, compito che prendo sul serio sotto tutti i punti di vista e che mi frutta nel breve volgere di un paio di minuti, dell’approvazione da parte della truppa festante, a causa del fatto che risolvo tutto leggendo un cartello grosso come il colosseo appeso sopra di noi.
eccoci qui, a prendere l’ennesimo caffè nella spasmodica attesa che arrivino i “trenisti” ritardatari.
l’autoparlante della stazione ci fa fare la spola dal binario 6 al binario 3, dal binario 3 al binario 9, finchè dopo esserci segnati i numeri per il super enalotto per vedere se magari è la volta buona, io e pisolo ci rechiamo nel “casotto” dello speaker per fargli una visitina amichevole, da quel momento in poi, il binario rimarrà il numero 3…
nel frattempo che aspettiamo il treno delle 12,20, arriva pokoto da milano, ischia da civitanova marche e dep-76 da brescia o da canicattì ma non importa.
qui una parentesi di colore è d’obbligo:
pokoto è come me lo aspettavo, sguardo chiaro e intelligente, schietto e diretto sotto tutti i punti di vista, pratico e deciso nel fare e nel pensare. “mi piace” penso, e non nel senso che intendete voi, ci mancherebbe!!
dep-76 è una ragazzuola simpaticissima, ma una chiaccherona di prima categoria, non riesci a partire con una frase che lei subito ti stoppa e ti stende con una sfilza di spiegazioni degne di un’enciclopedia tregatti…
ischia invece, potrebbe far impallidire la ferilli nazionale sotto quasi tutti i punti di vista, ho detto quasi tutti, perché non abbiamo avuto la fortuna e la possibilità di vederle indossato il vestitino very, very, very, very D.O.C. che si era portata dietro per la serata dai sardi (se becco chi le aveva detto tutto, gli strappo i peli della barba pelo per pelo, ovunque essa sia!).
scherzi a parte, è una persona squisita e deliziosa sotto tutti i punti di vista, intelligente quanto basta e forse anche di più, gentile e con qualcosa nella sua persona, che la rende molto raffinata.
molto bella davvero.
“mi piace” penso, e qui sbizzaritevi con la fantasia come volete, che tanto non ve lo confesserò mai!
l’orologio corre, abbiamo atteso più di un’ora, ma non ce ne accorgiamo, ci si guarda, ci si saluta, ci si sorride con imbarazzo, ma un imbarazzo che sta scemando rapidamente, molto più rapidamente di quello che si potrebbe pensare.
bella cosa, vuol dire che c’è affinità e complicità, vuol dire che l’affiatamento è una cosa possibile.
aurora continua a fumare e a prendere caffè, il treno tanto agognato è in leggero ritardo e l’ansia palpabile, tangibile.
finalmente l’ora scocca, il treno entra nel binario giusto.
aurora, ischia, magi, sono tutte e tre in spasmodica attesa che il treno finalmente si fermi, gli sguardi si fanno attenti a scrutare i passeggeri che frettolosamente scendono e si avviano lungo il marciapiede.
io mi apposto dietro una colonna con la macchina fotografica in agguato, per immortalare l’incontro, ma non ho fatto i conti con la pantera che vive dentro aurora e i cento caffè che la rendono più scattante di una molla. riesco solamente a fotografare un pezzo della sua testa mentre supera bolt nello scatto e mennea in eleganza.
giuliana è arrivata assieme ai due toscanacci di guardia che rispondono al nomignolo di rabelais e mefix.
giuliana è una donna dallo sguardo e dai modi maturi, non l’età però, dimostra molti anni in meno di quelli che la carta d’identità le assegna e il suo sorriso si accende per ognuno di noi, per ognuno ha una parola di ringraziamento e l’imbarazzo del momento ci coglie tutti assieme.
attorno ci sono centinaia di persone che spingono, sbraitano, urtano e passano, ma in quel momento è come trovarsi in un locale riservato senza nessuno attorno, almeno questa è stata la mia impressione.
rabelais e mefix, da buoni toscanacci, sono solari e sorridenti per natura, giocherelloni come pochi e bontemponi per vocazione. la giornata si presenta ottima sotto tutti i punti di vista.
e qui c’è il colpo di scena che mi son tenuto per ultimo, una specialità di cui voglio farvi assaporare il profumo stilla per stilla in maniera che possiate mordervi le mani fino ai gomiti, brutti pernacchioni che siete altro.
si, parlo di voi che siete rimasti a casa e vi siete persi….
squilli di tromba e rullo di tamburi:
ecco a voi signori….
la gatta e gladiator!
arrivati alla chetichella, zitti zitti buoni buoni, ce li siam ritrovati dietro le terga senza nemmeno accorgercene e posso dire con soddisfazione che erano veramente come la fantasia me li aveva descritti, nel racconto che avevo costruito su di lei mi ero fatto una foto che le si appiccica perfettamente.
gladiator è un pezzo d’uomo da almeno un metro e novanta, facciamo novantacinque và…
molto attento e di umore gioviale, la gatta è, come del resto possono esserlo solo i felini, enigmatica, non sai mai come prenderla, ti guarda dentro nel vero senso della parola e davanti a lei ti senti sotto osservazione, hai la sensazione che stia leggendo attraverso i tuoi capelli, quel che ti passa per la testa in quel preciso istante e che abbia deciso cosa fare, senza però dartelo a vedere…
una gatta sotto tutti i punti di vista.
“mi piace anche lei” penso.
si lo so cosa pensate, bruttissima banda di cerebrosessuofogi che non siete altro. ma ci riuscite a guardare una donna senza pensare a quella cosa?
anch’io….
finalmente riuniti, dopo l’ennesima tazzuriella ‘e caffè, ci si avvia verso il ristorante, guidati da un cicerone di indubbia caratura tecnico-tattica e coaudiuvati dall’ausilio del navigatore di pokoto, che ci fa andare da una parte all’altra del marciapiedi, quasi fossimo dei diversamente abili celtico-padani.
all’uscita della stazione, incontriamo la manu che ci stava cercando disperatamente.
inutile dire che i maschietti del gruppo si danno da fare per far conoscenza con questa signorina bionda e minuta, proveniente dalla bella vicenza che ha un sorriso radioso e sincero, spontaneo.
no, so quel che state pensando, io mi son tenuto a rispettosa distanza e mi son limitato a sorridere verso di lei, con un leggero inchino!
ah proposito…………..
e qui devo dirlo. avevo promesso di non farlo, ma non posso tacere:
siamo passati davanti al ministero del tesoro…
io ho provato in tutte le maniere a lanciare l’idea di entrare a fare un salutino a giulio…..
ma loro niente!
imperterriti non han voluto!!
prendetevela con loro, io ce l’ho messa tutta, ma loro erano in tanti e io da solo…
siamo entrati nell’hostaria più defilata del mondo, in un vicolo nascosto dietro la vecchia sede della banca d’italia e siamo stati accolti in maniera del tutto amichevole da del personale molto attento, specialmente la signorina addetta ai vini e ai dolci, che aveva un debole per uno di noi, di cui non farò mai il nome nemmeno sotto tortura, dirò solamente che viene dalla parte nord dell’emisfero terrestre…
il pranzo è stato ottimo e abbondantemente annaffiato da del vino rosso di ottima annata, ve lo dice uno che di vini non se ne intende in quanto astemio!
il pranzo ha fatto in modo di stemperare gli ultimi granelli di ritrosia che ci impedivano di lasciarci andare, nel breve volgere di una manciata d’ore, eravamo diventati un gruppo affiatato, pronti a ridere di gusto alle battute di un povero menestrello orbo, o alzare il bicchiere in un brindisi lanciato in aria dal primo a cui veniva in mente di farlo.
finito il pranzo e pagato con piacere l’onesto prezzo: 17 euro, caffè compreso, come l’abbraccio con i camerieri alle ragazzuole che sembra abbiamo molto gradito (i rispettivi consorti spero capiranno) e lo streap tease di un paio di cameriere fameliche, sulla sessantina da noi applaudito più per liberarcene in fretta, che per la bravura e caparbietà delle artiste all’opera, siamo partiti alla volta della scoperta della città.
abbiamo fatto una capatina al vittoriale, redarguiti da un paio di guardiani di porta (in uno, ho per un attimo rivisto il nostro batman talarmente vestito, ma è stato solo un istante tremendo) e siamo entrati a visitare una chiesa, dove la famiglia adams stava festeggiando il matrimonio di cugino hit.
una specie di fenomeno circense, infatti, se ne stava tutto impettito in mezzo alla piazza (non saprei come definire l’interno della chiesa in oggetto, sgombra da panche e arredi clericali) aspettando la sua futura sposa.
sposa che evidentemente era entrata, con agghiacciante terrore aveva visto il suo futuro sposo e aveva deciso in una frazione di secondo di farsi monaca benedettina di clausura, ringraziando anche il cielo per la sua fortunata decisione di conservarsi vergine per il matrimonio.
lo sposo, infatti, era addobbato a festa con un improponibile vestito viola ciclamino che per provarlo, minimo minimo devi farti pagare due o tremila euro, per indossarlo in un locale chiuso almeno 10-12.000 e per portarlo in pubblico, un documento firmato dal prefetto che non sei responsabile per gli atti autolesionistici messi in atto da chi ti vede!
chiudeva l’orrore deambulante, un orrendo cappello a tesa larga dello stesso colore del vestito, e un altrettanto orribili scarpe argentate, lucde lucide, che avrebbero fatto la felicità di don lurio in canzonissima nel 1971…
secondo me, quello lo han portato dentro in chiesa con una coperta in testa e scortato dalle guardie armate di silvio, garantito!
superato lo choc epocale che ci ha bloccato la digestione, abbiamo fatto sosta in un angolo delle rovine dei fori imperiali, non dopo aver assistito ad un tentativo si sequestro da parte di un mimo tutto bianco, che non voleva mollare la mano della nostra ischia.
lui ce l’ha messa tutta per mantenere fede al credo e alle leggi della mimica, ma alla terza badilata nei denti e alla quarta strizzata dell’unico gioiello di famiglia rimastogli, ha iniziato a starnazzare come un’anatra e a sbattere le braccia come un cormorano affamato…
noi ce l’abbiamo messa tutta per far finta di niente, ma le grida di dolore del mimo in questione hanno iniziato ad attirare l’attenzione dei passanti e quindi abbiamo deciso di lasciarlo andare.
dev’esser stato per quello che si è schiantato su un mozzicone di colonna in granito risalente al terzo secolo avanti cristo, che stava cinque metri sotto di lui…
con tatto e stile, ma con velocità crescente, abbiamo allungato il passo e ci siamo ritirati in una piazzetta nascosta dove abbiamo fatto assemblea.
quello che ne è uscito, sarà capa giuliana a dirvelo, vi basti sapere che dopo una mezz’ora buona, avevo le chiappe intirizzite, perché la pietra oltre che ad esser dura è anche fredda e diversi di noi, si son portati a casa dei pezzi di portone risalente al terzo secolo dopo cristo che sicuramente rivenderanno a peso d’oro.
la scarpinata fino al ritorno ve la risparmio, vi dico solamente che siamo arrivati a suonare il campanello del penitenz…. pardon, della casa vacanze che era già buio e che un sinistro ululato ci ha fatto accapponare la pelle e i peli della schiena (altri non ne ho visti) e ci ha messo in guardia su chi ci aspettava dietro la scrivania della reception.
ma questa è una storia che vi racconterò domani….
boa noite!
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«La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto?» e verrà il giorno, in cui le cose si faranno perchè giuste, non convenienti.


L'ultima modifica di il cieco il Lun Ott 20, 2008 8:27 pm, modificato 1 volta
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The Cat



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 8:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

aspetto ocn ansia...
ridiamo tutti, gatti compresi ... con lacrime agli occhi Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing
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.... che io sono pazza si sa, ma voi che scusa avete?
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Gladiator



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 8:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

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pisolo121



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 8:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cieco, sei troppo forte, leggerti è uno spasso incredibile!
Interrompo il mio racconto e quoto in toto il tuo.
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La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
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robertona



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MessaggioInviato: Lun Ott 20, 2008 11:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma che hai preso appunti? eppure non ho visto nessun notes! com'è che ti ricordi per filo e per segno? ogni minuto particolare?

grande
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http://www.youtube.com/watch?v=39bnRKiiCMw&feature=related
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il cieco



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MessaggioInviato: Mar Ott 21, 2008 7:09 am    Oggetto: Rispondi citando

rieccoci qui per il penultimo strappetto, ciclisticamente parlando.
scena:
è sera, siamo stanchi morti, sudati come parlamentari di sforza italia dopo aver votato il nuovo decreto salvabancieri e amici del quartierino, o come parlamentari dell’opposizione appena sventato l’ennesimo tentativo di magistrati ostili di metter le manette ai polsi del silvio nostro che purtroppo non è ancora nei cieli.
però siamo tutti felici, il caldo si fa sentire sulla pelle e la rende appiccicosa, non c’è molta voglia di parlare quando suoniamo il campanello della casa circondaria…. oopppssss, della casa vacanze, e una flebile vocina, dolce e suadente, chi chiede:
- parola d’ordine! –
pisolo, con un rigurgito ancestrale risalente ai tempi della naja, scatta sull’attenti e batte il tacco, cosa che strappa l’applauso sincero di noi obiettori di coscienza e un grido da parte di folina.
nnooo! non di gioia.
è che, casualmente, battendo il tacco, il suo piede, adornato da un paio di sandalini alti 12 cm comodi comodi per le passeggiate, si trovava sotto il tacco medesimo, quindi lo schiocco secco e rimbombante che risuonava per tutto montesacro, non era il duro cuoio sull’asfalto del marciapiede, ma due o tre dita della nostra simpatica folina che andavano in frantumi.
stoica alza la mano, con le lacrime agli occhi e un sorriso spontaneo, fa un gesto rassicurante:
- non è successo nulla. non preoccuparti pisolo, non è stata colpa tua, non hai fatto apposta, lo abbiamo visto tutti. - mormora in tono scherzoso.
- vedrai che bello, quando rientro dal pronto soccorso e ti piallo il cranio con il mio raspetto per la pelle morta e i calli. vedrai che messa in piega ti faccio. - aggiunge in tono altrettanto scherzoso prima di svenire dal dolore.
la porta di ferro, tale e quale a quella vista in alcatraz, quando il grande clint entra nudo come un verme nel braccio 13, con uno scatto elettrico si apre e noi varchiamo la soglia guardinghi.
sarà per il fatto che era dipinta in verde lega nord, sarà che dall’altra parte c’è un buio pesto, sarà che il pensiero del talare batman che ci sta aspettando è fortemente presente nelle nostre giovani menti, fatto sta che noi si entra con le chiappe strette.
mentre ci avventuriamo nel tortuoso percorso ad ostacoli che porta all’oscuro maniero, un lugubre lamento di un lupo lontano ci accompagna. pisolo si ferma un attimo e si guarda attorno, capelli ritti sulla testa e gambe larghe, evidentemente si è rizzata qualche altra peluria, fortunatamente ben nascosta, folina accarezza il manico di un coltello da cucina da 22 cm, casualmente dimenticato in borsa, ed io inizio a recitare a memoria il manuale del perfetto esorcista, scritto e redatto dal grande don zauker di livorno.
il resto della compagnia intona salmi liturgici di stampo cattolico, ma il risultato è quello di far aumentare il livello del lamento lupesco, forse disturbato dal fatto che alcuni di noi hanno una vocalità abbastanza canina.
una luce in lontananza, ci indica la strada e arriviamo, sani e salvi, davanti alla porta della casa vacanze. nessuno però, ha il coraggio di aprire ed entrare per primo e qui, con un gesto eroico, decido di immolarmi per i compagni:
apro la porta e mi fiondo dentro, offrendo il petto sudaticcio all’armi del nemico…
dolce sorpresa!
il generale suor kaiser non c’è, al suo posto una sorella, una suora, una pinguina, chiamatela come volete, ma con un visino dolce dolce che sembra quello della pubblicità della lines, ci accoglie con un sorriso radioso e ci saluta con un:
- allora com’è andata la gita a roma? –
da dietro le spalle, si alza un flebile:
- el can da guardia ‘ndo elo andà? – che non sto a tradurre perché mi vergogno.
per farla breve, ogni quartetto si prende la sua chiave e sale a farsi un doccia, ormai sono le 19,30 e fra mezzora bisogna incamminarsi per il famoso incontro serale, la famosa cena dai mamutones alla quale non voglio mancare per niente al mondo.
stiamo per entrare nel ristorante, veniamo accolti da un tipo che porta un paio di occhiali senza lenti (e questo la dice lunga sulla sua stabilità mentale) che ci chiede:
- c’è qualcuno da festeggiare in particolar modo? –
qualcuno, bastardo nell’anima, indica il nostro mefix, mentre questi è intento a fare il filo a robertona, la quale se la sta godendo un mondo.
se la sta godendo a tal punto, che si siederà dieci metri più in là!
il cameriere squadra il nostro novello rodolfo valentino da capo a piedi e mormora:
- occhei… ci pensiamo noi. – e ci accompagna al tavolo.
il locale è una sorta di cashba ai sobborghi di oristano. lo so che a oristano non ci sono cashbe, ma questa sembra tratta pari pari, da un libro di salgari.
entriamo e ci guardiamo attorno, alle pareti sono appesi i teschi dei clienti più rognosi degli ultimi anni, sopra la cassa, sono messi a mò di collana i gioiellini di famiglia di chi pretendeva di andarsene senza pagare il conto e tutti i camerieri hanno, infilato dietro la schiena, un paio di pattadese che la dicono lunga sulla loro giovialità.
ci sediamo e ci viene servito dell’ottimo vino rosso che accompagnerà la serata. sul tavolo ci son già vassoi di verdura al forno, graticolata, fritta, poi mozzarelle buonissime e un paio di forme di ricotta che sfiorano la perfezione. completano l’antipasto alcuni piatti di pane carasau appena spolverati di sale, pepe nero e olio d’oliva.
la cena ha inizio nell’esatto istante in cui manu e le sue due amiche entrano ridendo rumorosamente aggregandosi quindi a noi.
la cena è stata ottima sotto tutti i punti di vista, è stata servita della pasta al gorgonzola, agli spinaci e ricotta, e all’amatriciana,.
si lo so che voi vi aspettavate della pasta alla puttanesca, ma mi spiace per voi, brutta massa sessuofoba che non siete altro.
farvi vedere da un buon medico, no?
ad un certo punto si abbassano le luci, inizia una musica da discoteca ad alto volume e qui la mia vicina di tavolo, la folina nazionale, inizia a tremare, visibilmente impaurita.
uno dei camerieri inizia a sculettare verso mefix, il quale non si avvede dell’imminente pericolo, l’uomo dagli occhiali finti, si avventa su di lui e inizia un’antica danza tribale, dall’inequivocabile valenza religiosa.
mefix sembra gradire e qui mi accorgo di aver indovinato, quando l’ho catalogato fra i diversamente attivi in campo sessuale.
le signorine, ignare del loro prossimo tiro mancino, si scompisciano in risate isteriche.
aurora perde i suoi pur deboli freni inibitori e si butta anima e corpo, soprattutto corpo, a dar man forte al cameriere:
lo tiene fermo, mentre questi simula un glorioso amplesso di indubbie proporzioni.
robertona sembra in preda a crisi convulsive, folina ha le lacrime agli occhi e miranda sgrana i suoi occhioni incredula.
giuliana dapprima sembra un’aliena: dritta e dura, rigidamente seduta sulla sua sedia al centro del tavolo, segue la scena con crescente angoscia:
lei è seduta vicino a mefix, quando il cameriere diversamente normale si stancherà di lui, con chi se la prenderà?
medita una strategica ritirata verso l’altro lato del tavolo, quello con le spalle coperte dal solido muro e il frontale coperto da una linea di donne e uomini a mò di barriera, ma chi deve alzarsi per fargli posto e prendere così, un rischio non del tutto aleatorio?
stoica decise di rischiare del suo, dopotutto è lei la capa e il pericolo è il suo mestiere.
brava giuliana, mitico modello da seguire!
il resto della serata resterà per sempre nascosto pietosamente nella mia mente, nemmeno sotto il più duro degli interrogatori rivelerò i piccanti risvolti accaduti davanti ai miei occhi, vi basterà sapere che ad un certo punto, uno dei camerieri è entrato in sala indossando un perizoma leopardato e….
e basta!
aurora sembra in estasi, il sorriso sembra essere la sua seconda pelle, gira come una trottola fra i commensali, cercando di sapere se tutto va bene o se serve qualcosa.
santa donna sotto tutti i punti di vista, beato chi se la tiene vicina e chi si gode la sua loquacità (se mi sente mi manda a concimare i campi).
finito lo spettacolo, la cena prosegue, viene servito mezzo porcellino al forno, mezzo in tutti i sensi, il porcellino infatti è tagliato per la lunga e si vede tutto il contenuto…
si insomma, per me che son vegetariano, una schifezza!!
completa il tutto, una macedonia di frutta, dei dolci portati da aurora, del vino portato da me (mio dio che figura di cacca che ho fatto con quel vino che credevo essere un altro) dei dolcetto sardi che erano squisiti, tre bottiglie di liquore sardo e un buon caffè.
-grazieportoilcontoearrivedercichec’ègentecheaspettadimangiare.- ci fa il cameriere.
paghiamo ed usciamo, in effetti ci sono almeno una trentina di persone che aspettano il loro pezzo di spettacolo e non ce la sentiamo di dargli torto, la serata è stata ottima, la cena altrettanto e fuori si sta benissimo, ci sono almeno 23-24°.
ci sediamo nel reparto fumatori, è ancora presto per rientrare, nessuno ha voglia di trovarsi davanti sorella kaiser prima del dovuto e cosa c’è meglio di un buon paio di birre e una bella chiaccherata per allontanare il pensiero tragico?
appunto.
ad aurora vine in mente di chiamare il buon gmicillo, che in quel preciso istante sta lavorando.
fa il numero, mormora un paio di parole e…
e questi, credendo di essere su “scherzi a parte”, sbatte giù il telefono e manda tutti affà un bagno!
aurora si piega in due dalle risate, perde le scarpe, sbatte la testa sul palo dell’ombrellone e meno male che non è in quei giorni, altrimenti era un dramma.
rifà il numero, ma, trattenendo a stento una risata, gli scappa una scoreggina poco sonora ma molto carica di metano, zolfo e un pizzico di altro minerale solfureo molto acre.
giuliana fa finta di nulla, ma sbianca in volto.
mefix, sempre lui poveretto, sviene di schianto, subito soccorso da folina che prende in mano imperiosamente la situazione.
una decina di altri avventori in attesa del loro turno, si alzano all’unisono in fretta e furia e decidono di andarsi a fare una pizza in stazione.
gmicillo risponde.
stavolta rimane al telefono, aurora gli parla, gli liscia il pelo e cerca di non fargli perdere i sensi, probabilmente il suo è un cellulare di ultima generazione e trasmette anche gli effluvi, oltre che la voce…
gmicillo ancora non ci crede, aurora continua a trattenere le risate, con disastrosi risultati per i vicini di tavolo, la pianta dietro di lei, un rigoglioso oleandro, appassisce a vista d’occhio.
giuliana, in un disperato tentativo suicida, gli strappa il telefono dalle mani e parla attraverso il microfono:
- ‘a gi… qua se nun glie credi ad aurora, so affaracci tua. ma noi qui, si sta a morì soffocati!! e daglie sta soddisfazione salutandola nu poco bene... che ‘tte costa frcce sto piacere? –
dopodichè ripassa il cellulare ad aurora, si scusa con moi e si gira a vomitare la cena nel vaso dell’oleandro, ormai ridotto a fossile dell’età presozoica…
ormai è giunta l’ora, ci incamminiamo verso le patrie galer…. ehm… brandine, in lontananza il solito lupo si fa sentire e la sera non è più così calda…
rivarchiamo la porta d’acciaio e arriviamo alla reception, fortunatamente il lupo non è dietro la scrivania, probabilmente è a caccia di anime da redimere e un pensiero triste ci prende nel pensare a chi non vuol essere salvato da codella sorella spiritata.
si sale, ognuno nella sua cella… volevo dire nella sua stanza, una doccia al volo e via sotto le lenzuola, chi sognando aurora, chi robertona, chi ischia (intesa come isola) e chi mefix…
alle prime luci dell’alba, veniamo svegliati di soprassalto da un lugubrissimo lamento:
- ave o mariuuuuugggghhhhhh….. piena di graziaaaaaarrrrgggghhhhhhhhhhhh…..-
suor hyde sta lentamente trasmutando con i primi raggi del sole, la sua voce si sta trasformando e il ruggito lupesco, si trasforma in un’ave o maria recitata alla grande…
rabbrividendo un po’, mi riprometto di comprare un paletto di frassino alla prima occasione e di portarlo sempre con me, non si sa mai!

ma questo fa parte dell’ultimo spezzone di resoconto che completerò stasera, adesso si va a produrre…
buona giornata a tutti.
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Pokotopokoto



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MessaggioInviato: Mar Ott 21, 2008 7:16 am    Oggetto: Rispondi citando

volevo solo dire una cosa per quelli che non hanno ancora avuto la fortuna di conoscerlo
Il Cieco parla tanto quanto scrive !!!!
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bisturi71



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MessaggioInviato: Mar Ott 21, 2008 9:04 am    Oggetto: Rispondi citando

Ragazzi......mi ha fatto piacere che vi siete divertiti un sacco,
ringrazio il cieco,che con la sua testimonianza mi ha fatto venire i crampi alla pancia a furia di ridere............................ Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Wink
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