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NUR-TALES
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Rudy



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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 12:54 am    Oggetto: Rispondi citando

GERARCHIA

Il grande Gainah si svegliò alle prime luci dell'alba quella mattina, aveva dormito poco per l'ennesima volta, innervosito alla soglia dell'ammeniculus roteantis per non essere stato scelto per il viaggio verso l'oracolo. Quella mattina però si sentiva veramente grande e pieno di energie, i Nur Cras erano tornati dopo la tempesta dei ranuncoli e dell'Adunanza al Deversorum a lavorare come formichine alla crassway che avrebbe portato velocemente alla Fortezza di Polis, ma c'era una cosa ancora da fare. Qualche Nur Cras al Deversorum aveva reclamato il diritto di sistemare la faceenda dimenticandosene poi, ma lui non aveva dimenticato le parole di Praeditus. "Hai ranuncoli penseranno i Nur Cras", aveva detto.
Ci avrebbe pensato lui, quella mattina s'era svegliato con la voglia di torcere la noce del capocollo a qualcuno. Si diresse al palazzo di vetro dove era certo di trovare la badessa Büccinha intenta a scrivere a far stridere qualche penna di tacchino su qualche rotolo di pergamena.
La trovò infatti assisa nel suo studio addormentata sul tavolo, un moccolo di candela andav ormai agonizzando.
-Büccinha!- la svegliò rudemente.
La Badessa del Cras-Trum levò con fatica il capo e si stroppicciò gli occhi: -Lunghi giorni e piacevoli notti grande Gainah, ma cosa c'è di così importante?-
-E' ora di sistemare i ranuncoli!-
-E li dobbiamo sistemare noi due?-
-Noi due e ci porteremo delle giovani Crisalidi che avranno da imparare qualcosa di utile. Dobbiamo partire presto se vogliamo arrivare in tempo utile agli accampamenti degli Auxxilii-
-Ma le crisalidi non hanno ancora il mantello di sigurtà!-
- E' bene che comincino ad assumere coscienza della loro casta e che si assumano le responsabilità delle loro azioni. In ogni caso andremo in pace per ora. Conto di raggiungere un accordo non violento.-
Va bene, lascia che mi si disincrespino le pieghe sulle gote. Beve qualcosa Maestro? Un infuso di Agar Agar, un emagelso?-
-Un distillato di peperoni va più che bene, grazie.-
I due sorseggiarono le bevande, quindi si diressero verso le stanze sonnur delle crisalidi.
-Ha già in mente chi è più adatto alla missione?- chiese Gainah
-Credo di si.-
Aprirono il portone della camerata delle crisalidi del terzo giro solare e accesero le lampade a gas burlandium, fecero svegliare tutti i ragazzi.
-Lunghi giorni e piacevole notti giovani crisalidi, oggi Io e il Maestro Gainah ci recheremo nelle terre degli auxxilii nel tentativo di convincerli a salire al fiume per rimuovere i ranuncoli recisi e sistemare il terreno.-
Molte crisalidi fecero una faccia sgomenta, Gainah se ne accorse.
-Andremo in pace, con le tradizionali tuniche bianche e con gli stendardi Nur, niente armi e armature. Vedremo di farli ragionare con le buone, useremo la forza in un secondo momento solo ser non vorranno collaborare.-
-Allora- riprese ora Büccinha, - verranno con noi: Gil Ardinur, Pest, Gran Mükk e Ghyroo-
Viste le candide facce ancora ben levigate dei 4 giovani Gainah sussurrò nell'orecchio alla Badessa: -Farò venire il mio fido compagno Optomanus equipaggiato con Lavarcuator e Tiemann con le punte avvelenate, seguirà a distanza la truppa ed interverrà alla bisogna.-
Büccinha annuì: -Forza, preparate le tuniche e i calzari che fra 5 minuti si parte!-
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L'ultima modifica di Rudy il Dom Set 24, 2006 7:43 pm, modificato 1 volta
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Rudy



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MessaggioInviato: Dom Set 24, 2006 7:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il gruppo camminava di buona lena, in testa guidava il fiero Gainah che con i suoi stivali in cuoio sollevava sbuffi di polvere sul sentiero; a seguire le quattro crisalidi di bianco vestite. Pest aveva l'onore di portare lo stendardo Nur, un traversino di flanella grezza raffigurante un misterioso simbolo: un calderone di bronzo che sosteneva due mani protese che andavano a custodire una fiamma. Gainah durante la marcia spiegò alle crisalidi che quello era un simbolo antico, leggende che si trasmettevano oralmente raccontavano che quel calderone era un oggetto di culto degli antichi, che lo veneravano e lo utilizzavano per trarne energia e potere. La leggenda diceva che in seguito a tremende carestie a cui nulla aveva potuto il ricorso al calderone venne abbandonato e dimenticato dagli antichi tra i ghiacci dei Monti dell'Alba.
-Tra i ghiacci dell'Alba??? Ma è impossibile, nessuno riuscirebbe mai a salire quei ghiacciai e quelle pareti!-
-Chi lo sa!- Fece Gainah, -comunque questo dicono le leggende.-
La marcia proseguì, seguirono la riva di ponente del fiume che per nome mai è lieto, e costeggiarono i campi di ranuncoli che mostravano ancora i segni del misfatto degli Auxxilii, le messi mietute giacevano appassite sul terreno ed erano già in via di fermentazione.
-Chiedo scusa Maestro Gainah, ma perchè per i Nur questi ranuncoli sono così importanti?- fece Mukk
Gainah non l'aveva sentito, stava camminando deciso e con lo sguardo osservava le praterie erbose alla sua destra, solo occhi scaltri come i suoi potevano notare il fedele Optomanus scortare il gruppo ad una distanza di un centinaio di metri.
Alla crisalide rispose Büccinha: -I ranuncoli sono un segno di speranza che ci giunge dalle terre fertili di De-Aliqua-Re. Non si sa perchè, ma dopo anni di discordie stanno arrivando dal fiume che per nome mai è lieto dei semi, che qua sull'ansa Nur Cras attecchiscono fiorendo rigogliosi. Il fatto che qualcuno abbia mandato gli Auxxilii a falciarli costituisce per i Nur un grande affronto.- Non aggiunse altro, e lasciò le giovani crisalidi a meditarci sopra.
Entrarono nel bosco di Fagus e attraversarono il ponte tibetanur fatto di cordame di seta nera intrecciata, attraversarono i campi bassi degli Ante Nur potendo scorgere in lontananza sulla sinistra le sagome grigiastre delle rovine del tempio. Ormai vicino le acque del Bur Lezzo, il torrente emissario del Loch Faetor. Gainah si fece più guardingo, oltre il torrente cominciavano le terre degli Auxxilii, aride lande steppose povere di acqua e ricche di velenosi serpenti. Da quando erano arrivati gli Auxxilii da quelle terre non erano riusciti a cavarci nulla di buono. Ultimamente vivevano grazie a sconfinamenti nei territori contigui, procacciandosi primizie del bosco dai Nurspheratu, pesce dagli Eu-taNur e soprattutto ultimamente si ardivano verso i campi bassi degli Ante Nur ricchi di verzure, cereali e succulenti peperoni.
-Siamo nel Pian delle Rogne, tenete ben alto lo stendardo, il mio istinto mi dice che siamo osservati.-
Le crisalidi si guardarono attorno ma più che sterpagli e bassi cespugli non vedevano.
Avevano appena passato il torrente quando i 6 sentirono fruscii e scalpiccii, improvvisamente gli si parò di fronte una combriccola di Auxxilii. I piccoli mezzosangue parvero subito spaventati e irritati, presero in mano dei sassi e si prepararono a colpire.
-Fermi! Per mille Orem, non vedete che veniamo in pace? Vogliamo avere sereno conciliabolo...- tuonò il Gainah.
-La tua luccicante armatura non ci pare molto amichevole.- Parlò uno dei mezzosangue, l'unico che aveva una pettorina di saggina intrecciata e brache lunghe di juta. Nel dir questo l'auxilio armò il braccio, ma un sibilo tagliò l'aria.

Optomanus osservava la scena a distanza da dietro un cespuglio di di sorbo carico di rubee bacche, notò subito l'atteggiamento aggressivo dei mezzosangue e restò in allerta con l'acuto sguardo puntato sull'individuo munito di pettorina. La sua esperienza guerriera l'aveva già portato ad individuarlo quale il capo della schiera.
Quando i suoi occhi notarono l'inasprirsi dell'alterco tra il mezzosangue e Gainah si preparò, estrasse dalla faretra la freccia avvelenata Tiemann e la posizionò sul suo Lavarcuator. Non attese un attimo quando vide l'omuncolo alzare il braccio che teneva in mano la pietra. Tese con forza l'arma finchè ne senti scricchiolare la nervatura, non mirò con gli occhi, perchè lui mirava con il braccio, quindi scoccò il dardo che sibilò nell'aria.

Una freccia s'impiantò nel terreno tra l'auxxilio e Gainah. Subito il veleno che ne ricopriva l'acuminata freccia fece appassire l'erba tutt'intorno. Il mezzosangue riconoscendo immediatamente la micidiale arma fermò immediatamente il braccio e fece cadere la pietra. Impallidì e cominciò a sudare, così come le giovani crisalidi. Gainah non fece una piega, sapeva che Optomanus era infallibile con il Lavarcuator.
-Vo...Vo...Voi n..n..non siete soli....- Balbettò il mezzosangue.
-Mah... Potrebbe essere che siamo sotto tiro.- Rispose con un ghigno tremendo il Gainah. -Vogliamo tornare a confrontarci civilmente? Possiamo tenere conciliabolo?-
-S..S..Si, ma fai tenere giù quelle cose...-
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MessaggioInviato: Lun Set 25, 2006 11:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

IL SIMBOLO



“Quello che vi serve è un segno tangibile del calore che sprigiona il credo Nur” affermò la signora “quello che dovete trovare è……………………….”

“E’ cosa?” chiese Prudentia, con gli occhi spiritati, oramai rapito dal racconto di Centinna.

“L’antico braciere della “Signora Illuminata”, crogiuolo di ogni stirpe NUR” decretò la sacerdotessa oracolare.

“Ero convinta fosse solo una leggenda. Una di quelle storie morali che si raccontano ai bamibNur, quando litigano tra di loro” disse stupita Myleena.

“No dolce Crisalide, lasciatelo dire da noi AnteNur” affermò Cabrach, con un baluginìo melanconico negli occhi, “Quando bruciammo la Charta Mansionarium, inebriati dalla nuova libertà conquistata, ci dimenticammo a poco a poco degli antichi valori fondanti. Era comprensibile, visto le nuove frontiere che si aprivano a noi. Però mettemmo un impegno perverso a dividerci in caste, cercando di stabilire a priori quale fosse la più meritevole di lodi. In questo modo non coniugammo le nuove responsabilità all’antico spirito della “Signora Illuminata”, che ci pensava come ad un unico corpo…….”

“…….Con membra forti e testa pensante” continuò Sektor. “Un unico poderoso fiume, nato dall’unione di molti torrenti, rappresentanti i nostri singoli talenti”.

Non poteva mancare il parere di Prudentia, che a dispetto dell’aspetto burbero era in realtà un Nur di fine intelletto: “Invece sprechiamo energia e risorse a discutere di chi fa questo e chi fa quello, usando le nostre abilità come una clava nei confronti dei nostri simili. Siamo tanto stolti da lottare con le popolazioni a noi vicine, invece di far tesoro delle loro potenzialità. Pensate agli Auxxili, ad esempio. Se fossimo più avveduti e comunicativi, nei loro confronti, ne trarremmo entrambi giovamento. Loro potrebbero avvantaggiarsi delle nostre conoscenze ed in cambio potrebbero sostituirci nei lavori di bonifica ”.

“Guardate la CrassWay” disse Myleena, “in pochi anni doveva portarci alle falde di De-Aliqua-Re, invece arranca di fronte alle prime colline della periferia del CrasTrum”.

SeKtor afferrò l’occasione per affermare il suo credo “Quando la diffidenza nei confronti altrui, sarà superata dalla condivisione della conoscenza, tutti i popoli Nur potranno concorrere alla CrassWay. Questo non sarà possibile finchè ci saranno barriere al confronto tra pari”.

“Consulenza, formazione, informazione e comunicazione” disse una voce proveniente dal fondo della stanza. Un uomo barbuto, avvolto in un Cereanè, avanzava verso i compagni Nur. Fino a quel momento era rimasto ad ascoltare i discorsi, facendosi manto della penombra.

“Chi sei” chiese Myleena.

“Sono @Bull, degli AnteNur occidentali” disse con voce dal tono rigoroso “sono il nocchiero della nave PAIOL, il vostro mezzo di ritorno. Sulla mia nave tutti remano duro, per questo la nave si chiama così”.

“Puoi riportarci a casa in fretta? Abbiamo una reliquia da ritrovare, ma soprattutto un sentiero di mezzo da trasformare in strada maestra per De-Aliqua-Re” disse Myleena con un fremito d’eccitazione.

“Risaliremo il fiume in men che non si dica, sino all’attracco della taverna. Naturalmente il PAIOL è per tutti e tutti fanno il PAIOL” affermò con gran piglio l’ufficiale.

“Un’ultima domanda Centinna” disse Sektor “dove potremo ritrovare il simbolo perduto? E’ vero che è ancora celato nei ghiacci del Monte dell’Alba?”

“Si. Si trova nel ghiaccio oramai da troppo tempo. Da così tanto che nessuno ricorda più il suo nome” disse l’oracolo.

“Ti prego, dimmelo, se lo sai” implorò Myleena.

“E’ il simbolo Hypasvii” sospirò Centinna “ed è venuto il momento di dargli calore e vigore nuovo. Bisogna ristabilire un nuovo Ordine!”

Spronati dalla foga di ritornare, i tre Nur della Terra di Mezzo salutarono i loro compagni di viaggio con un “arrivederci a presto”. Poi si precipitarono ai remi della nave.

@Bull diede l’ordine “Mollate gli ormeggiiiiiii!!!!”.



Il Griso fraintese e mollò qualcos’altro: il viaggio di ritorno partiva sotto fertili auspici (eufemismo).

Cabrach.
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Rudy



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MessaggioInviato: Mar Set 26, 2006 9:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

IL CONCILIABOLO

La rappresentativa dei Nur e quella degli Auxxilii era seduta ai piedi d'un enorme masso erratico, una di quelle gigantesche pietre portata da lontano dai ghiacciai. Quel gigante rossiccio portato probabilmente in tempi primordiali dai ghiacciai dei monti dell'Alba in espansione era chiamato da secoli Pietra dell'Ombra perchè una delle poche cose che in quella zona stepposa produceva un poco d'ombra.
-Nella penombra di 3 lune fa degli Axxilii hanno attraversato il fiume che per nome mai è lieto e l'hanno risalito fino ai campi dei ranuncoli per farne scempio.- aprì il conciliabolo Gainah.
-Io, Pegim degli Ox, tribù di rango superiore degli Auxxilii, dico che queste sono accuse senza prove che i Nur ci muovono contro!- ribattè il mezzosangue con la pettorina di saggina.
-Tu vai errando Pegim, è stato visto un auxxilio fuggire quella notte dai campi di ranuncoli appena mietuti...-
-E con questo? Non vuol dire che sia stato lui!-
-Odimi bene: Bodo dei Nur Cras giorni prima del misfatto ha sorpreso uno dei vostri che complottava a tal proposito con Luber Anulus di Polis. Evidentemente si accordavano...-
-Evidentemente quindi la colpa e di Polis...-
-Tu dici il vero Pegim, i mandanti stanno a Polis, e questo non ci stupisce, ma è chiaro che si son serviti della vostra debolezza per danneggiare i Nur. Voi siete stati gli esecutori, quindi le responsabilità vanno condivise. Nonostante questo noi Nur ben sappiamo che il marcio è a Polis, ed è la che la nostra attenzione si pone e si porrà.-
-Ti ho udito bene fiero Gainah, ma nonostante potrei dubitare delle vostre prove, voglio chiederti che cosa vorrebbero da noi i Nur.-
-Sono latore di una proposta: innanzitutto dovrete tornare ai campi dei ranuncoli e raccogliere le piante falciate che se lasciate sul suolo soffocherebbero e farebbero marcire le radici impedendone un rigermogliamento. Le piantine raccolte andranno bruciate e le ceneri ridistribuite sul terreno irrigato...-
-Questa è una punizione...-
-Questo sarebbe un segno di buona volontà ed un assunzione di responsabilità da parte vostra, in cambio noi Nur vi offriamo la possibilità di collaborare. Se ci aiuterete nel lavorare i nostri campi noi vi seguiremo e vi insegneremo alcune tecniche che vi aiuteranno a trarre qualche frutto dalle vostre aride terre.-
-I Nur sarebbero davvero disposti a questo?-
-Mi hai udito bene Pegim. Naturalmente non sarà facile, ci sono parecchie resistenze fra alcuni Nur, soprattutto dopo l'offesa dei ranuncoli, ma hai la mia parola che mi impegnerò personalmente affinchè la nostra collaborazione sia produttiva e gratificante per entrambi.-
Detto questo Gainah si sputò nella mano e la tese verso Pegim, questi si voltò verso i compagni cercando consensi. Dopo un rapido consulto Pegim sputò sulla propria mano e la tese. I due capi si strinsero le mani: il conciliabolo aveva portato ad un buon accordo.
Büccinha emozionata fece cenno alle crisalidi di osservare ed imparare.
-D'accordo,così è deciso. Stanotte manderemo a ripulirvi i campi di ranuncoli, poi resteremo in attesa che qualcuno venga ad indottrinarci su quello che dobbiamo fare per lavorare queste terre. Ho la tua parola Gainah!
-Il tocco delle nostre mani era sincero...- lo rassicurò Gainah.
-Bene dunque, direi che possiamo festeggiare, gradite una "basgia" di infuso della nostra Erba Diavola?-
-E' roba forte Pegim, ma sia mai che noi non si accetti!-
Bevvero tutti quella bevanda alienante, risero, e ballarono con la mente intorpidita sotto il sole di quel meriggio che allungava le ombre al suolo.
Sul fare della sera Gainah, Büccinha con la chioma scompigliata e le 4 crisalidi con le vestali ora poco bianche si riavviarono sulla strada del ritorno barcollando. Presero la strada attraverso le terre di Ante Nur, procedendo in fila indiana.
-Che ne dite di farsi una cervogia alla taverna sul fiume prima di rientrare al CrasTrum?- fece a bassa voce Gil Ardinur a Pest, Mukk e Ghyroo senza farsi sentire dalla Badessa e dal Gainah che in testa conversavano con trasporto.
Rispose Ghyroo per tutti: -Ayuh! Anche 2 direi.-
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MessaggioInviato: Dom Ott 01, 2006 3:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Laughing IL BODO RINGRAZIA PER LA PRESENZA CHE MI AVETE CONCESSO NEL VOSTRO BEST-SELLER, ... ANCH'IO SON BAGNATO DAL FIUME CHE PER NOME MAI E' LIETO
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MessaggioInviato: Dom Ott 01, 2006 11:02 am    Oggetto: Rispondi citando

....nonchè rappresentante la Rocca della Gazza Nera. Laughing Laughing
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L'ultima modifica di .cabrach. il Dom Ott 01, 2006 11:16 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Dom Ott 01, 2006 11:15 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie a te di aver colto il lato giocoso del racconto.
Cabrach. Very Happy Very Happy
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MessaggioInviato: Sab Ott 14, 2006 7:04 am    Oggetto: Rispondi citando

L'altro ieri c'erano molti Nur al Deversorum era una riunione concitata... Cool
Che cosa si saranno mai detti??
Sarà sempre per la storia dei nostri ranuncoli che im signori di Polis vogliono eliminare?
Cantastorie Cabrach: tu ne sai qualcosa?
Wink
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MessaggioInviato: Lun Ott 16, 2006 4:26 am    Oggetto: Rispondi citando

MALATEMPORA

Quando la piatta nave giunse all’ormeggio della locanda, i tre Nur stentavano a riconoscere la loro amata terra. Verso occidente, sulla sponda Nur-Cras, si alzavano dense colonne di fumo grigiastro. Una larga palizzata sbarrava l’accesso alla sponda orientale del fiume, sul lato Ante-Nur. Un’orda di gente, sventolante bandiere multicolori, ritornava dal Cardo a Doppio Cieco, lungo la direttrice che porta alle fortezze. Il Bodhran tuonava con forza tra le torri di AnteNurBurg, come a salutare il loro ritorno.

“Cosa mai diavolo è capitato?” chiese Prudentia, con lo sguardo fisso verso il Deversorum.
“Pare il giorno del Samain”, disse Myleena.
“Mmmmmm” mugolò Sektor, "sento odore di guai".

Cabrach si sentì sollevare da due possenti e nodose braccia. “Hahahahahaha. Che la dea Anuria ti colga, vecchio schiaccianoci” gridò all’energumeno alle sue spalle.
“Hahahahahaha. Vedo che riconosci ancora il tocco gentile di un amico” rispose Praeditus, posandolo al suolo senza troppa delicatezza.
“Cosa bolle nella marmitta, vecchio Nur?” chiese senza troppi indugi Sektor, appoggiandosi all’elsa della spada conficcata nel terreno.
“Grandi accadimenti ci sono stati e altri incombono, ma ora tutti a fare il bagno che puzzate peggio di un branco di suiNur” e detto questo il vecchio li spinse di forza fino alla locanda. Alla parola “bagno” Prudentia nuovamente ammutolì e la cosa non scappò a Cabrach, il quale era veramente preoccupato per il suo amico.

Rimessi in abiti lindi e rifocillati dagli spiedini di peperone cucinati da Kip, il gruppo si sciolse per riabbracciare i propri cari: l’appuntamento fu fissato al Deversorum per la sera stessa.

Bodo fu tra i primi ad arrivare e come premio poté assaggiare la cervogia cruda al miele, raffinata libagione delle occasioni importanti. Attese il momento della riunione appollaiato sul cornicione di una delle finestre orientali, di fronte all’imbocco della strada d’accesso. Quando il corno suonò l'annincio dell’inizio della riunione, ebbe la sorpresa di essere convocato al centro del Deversorum. I protagonisti delle due spedizioni , tra cui il piccolo Nur-Cras, sfilarono davanti all’assemblea, riferendo le cose viste ed udite. La gente era rapita ed ascoltava in silenzio le gesta dei loro compagni.

Praeditus si alzò dal suo scranno solo dopo che tutti ebbero finito la loro cronaca. “Vedete Nur quanto i nostri amici si sono dati da fare. Ma anche noi non siamo rimasti con le mani in mano: i nostri migliori giardinieri hanno insegnato ad una delegazione di Auxxilii come recuperare i semi dei ranuncoli. Insieme hanno bruciato gli scarti e preparato il terreno ad una nuova semina” intanto gesticolando con enfasi, passeggiava attorno al camino centrale. “ E’ stato inviato un cospicuo gruppo di Nur a protestare sotto le mura di Polis, come primo avvertimento”.
“Non è servito a niente” urlò qualcuno dal fondo.
“Beh, perlomeno adesso avranno capito che abbiamo mangiato la foglia” tuonò Praeditus. “Luber Anulus si fiderà di meno a discendere il Cardo, adesso”. Poi si fece scuro in volto “ma non siamo riusciti a tramutare il nostro numero in un colpo d’ariete. Ci è mancata la coesione sotto quelle mura. Vedete che ancora non riusciamo a metterci d’accordo sulla bontà di questa sortita”.
Kip prese la parola “l’oracolo ha dato una indicazione; cercare un simbolo d’unità”.
Le fece eco Magian “con l’unità d’intenti possiamo anelare ad un nuovo ordine”.
Fu il turno di Luxy “potrebbe essere il modo per rinsaldare antichi e nuovi legami”.
Tra cenni d’approvazione generale la mozione passò a grande maggioranza; un gruppo di Nur sarebbe andato alla ricerca della mitica reliquia Hypasvii.
“Avanti! Servono volontari per andare sui ghiacciai del monte dell’Alba” urlò Gwineth, ad un cenno di Praeditus. Tutti fecero un passo indietro, tranne Rudyak.
“Conosco le spaventose storie che si raccontano circa i demoni dei saracchi meridionali, ma io quei crepacci li ho avvicinati molte volte”.
“Avvicinarli non vuol dire attraversarli” disse Sektor, il suo migliore amico. “Non fare pazzie per amore della tua stirpe”.
“Senti chi parla, hahahahahahaha” esplose in una risata Rudyak. “Beh, queste parole dette da me non hanno l’effetto sperato, hahahahahaha” rispose divertito il fiero EutaNur.
“Mmmmm, non pensavo di dover procedere per chiamata, ma il momento è cruciale. Non possiamo permetterci di dare troppo vantaggio agli abitanti delle fortezze. De-Aliqua-Re potrebbe finire in mano agli Ippocrati da un momento all’altro” disse con voce greve. “Pur sapendo di dare un dispiacere ad alcuni di voi, convoco queste persone: Miss Pavor degli AnteNur, Rustiko degli AnteNur, Tarro e miss Prebèrt dei NurCras.
“Ma sei impazzito” gridò qualcuno da fuori il Deversorum “quella è gente chiacchierata” fece eco qualcuno da dentro.
“Non sono rimbambinito, fratelli. Chiamatela intuizione di vecchio druido. Inoltre è gente qualificata per il viaggio: Rudyak è il miglior scalatore e qui non si discute. Rustiko non è famoso per il bon-ton, ma è schietto e nerboruto. Pavor è famosa per mancanza di coraggio e morboso attaccamento alle tradizioni, ma è la storica più quotata per riconoscere il manufatto che andranno a cercare. Tarro è in odore di rapporti con i Necensui, questa è la sua occasione per dimostrarci il contrario. Inoltre è nato in quella regione e la conosce meglio di chiunque. Prebèrt è la donna più vanesia che la terra di Nur ricordi, questo viaggio le servirà all’anima” tirò un lungo sospiro “per i particolari domattina all’alba alla locanda. L’incontro è concluso!”.
Mentre la gente defluiva, Pavor si andò a nascondere sotto lo scranno di Praeditus, mentre Tarro rimase in piedi a fissare il vecchio Nur con una smorfia di scherno.
“Spero che le mie doti divinatorie non m’abbiano abbandonato proprio in questa occasione” pensò Praeditus. Si allungò sulla parete e iniziò a spegnere le lucerne.
Mentre Cabrach gli sfilava vicino, il vecchio gli bisbigliò: "vedi di fare una capatina alla nuova staccionata sulla riva Ante del fiume, domattina. Ti attende una sorpresa".
Poi soffiò con vigore.
Cabrach.
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L'ultima modifica di .cabrach. il Gio Ott 19, 2006 3:12 pm, modificato 1 volta
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Rudy



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MessaggioInviato: Gio Ott 19, 2006 1:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

IL COMMIATO

-Praeditus… La squadra che mi consegni non è che mi aggrada un monte…-
Il vecchio annuì ma non proferì parola, osservava i nur che nella locanda si abbandonavano in chiacchere e libagioni per festeggiare i partenti.
-…Passi per Rustiko, ha fisico e polmoni, un grande difensore del culto della dea Atalanta, è fatto giù con lo “sgurètt”, ma un ottimo elemento, ma miss Pavor ha paura della sua ombra, miss Prebèrt vede solo se stessa e Tarro… mi tocco maroni e pistillum che non mi crei qualche casino…-
-Già.- Fece Praeditus.
-Giaaà? Ma ti rendi conto che mi hai messo in squadra una serpe? Quello confabula spesso con i Necensui, è più o meno uno di loro. Non crede in niente, non crede nei nur, vive e fa qualcosa tanto per campare, ogni iniziativa Nur è da quel viscido screditata…-
-Ne sei convinto anche tu?-
Rudyak lo guardò basito: - Ma se lo pensi anche tu perché me l’hai cacciato dietro?-
-E’ vero, è un nur poco gradito ma in un modo o nell’altro cambierà modo di pensare sui monti dell’Alba.-
Un lampo passò negli vividi occhi verdi di Rudyak ed in quelli ormai opachi di Praeditus Ratione. Entrambi notarono quel ghigno veloce che passò sui loro volti. Ne ebbero paura, ma non riuscirono ad interpretarlo.
Praeditus richiamò l’attenzione della locanda, si udirono i boccali di cervogia poggiare sui tavoli. Qualcuno deglutì velocemente il peperone saltato che aveva in bocca, in fondo alla sala un anziaNur si mise a tossire con difficoltà e si fece paonazzo. In parte a lui Heimlich, un giovane ante nur gli assestò una ginocchiata nella bocca dello stomaco, una coscia di galliNur con tanto di osso venne proiettata dalla bocca insieme alla “sgandabola”, le ganasce di corniolo invecchiato per gli anziani che avevano perso i denti. L’anziaNur stramazzò al suolo, ma dopo due respiri strozzati riprese a respirare e aiutato dai presenti si potè rialzare. Qualcuno gli offrì un sorso di Amaro Teofillinum per riprendere fiato.
L’ordine finalmente tornò nella locanda e Praditus Ratione riprese la parola: - Bene il commiato è finito, ora è tempo che gli eletti partano per i Monti dell’Alba, la via sarà lunga ed insidiosa ed è bene che non partano con il sole a piombo. Il sole sta per sorgere in questo momento a nord dai contrafforti dell’Alba, possa esso esservi di miglior auspicio e accompagnarvi con sapienza e coscienza e possa Esso concedervi la grazia di recuperare il Calderone Hipasvii per la gloria dei Nur.-
-NUR….NUR….NUR….NUR…NUR….- scandì a gran voce il popolo nella locanda.
-Ma Praeditus: non ci hai detto dove troveremo la reliquia sulla montagna!- fece miss Pavor.
-Non ve l’ho detto perché non lo so. Nessuno lo sa… Ma son certo che lassù lo troverete, perché forte sarà il suo richiamo.-
A miss Pavor e miss Prebèrt, per nulla rassicurate dalla risosta, caddero le mandibole; Rudyak noncurante ed alle prese con una cima di canapa stava già affardellando lo zaino di pelle di daino e Tarro era in un angolo della taverna che parlava in un orecchio ad una losca figura.
-Chi può si rechi nei prossimi giorni al Dolmen Nightingale a pregare.- Con queste parole Praeditus chiuse la locanda.
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MessaggioInviato: Lun Ott 23, 2006 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

ALBEN

I 5 erano partiti dalla locanda da un paio d'ore, camminavano nell'alba di un nuovo giorno che recava speranza per il popolo dei Nur. Avevano preso la direzione Nord, puntando diritti verso il gruppo montuoso dell'Alba, attraversavano mulattiere in mezzo ai campi per risparmiare tempo e distanza. Di tanto in tanto qualche contadino chino nella verzura scorgendoli si sollevava e li salutava riconoscente.
Rudyak aveva organizzato il viaggio prevedendo che se tutto fosse andato bene sarebbe durato qualche giorno. Aveva preparato scorte di cereali secchi, pagnotte di pane, carne secca di manzo e quella tipica di castrato di pecora: la "Sbernia". Si era concesso un vasetto di peperoni sotto spirito per eventuali momenti di sconforto. Naturalmente aveva diviso il carico proporzionalmente, lui, Rustiko e Tarro avevano bisacce molto pesanti sulle spalle, miss Prebèrt e Pavor viaggiavano più leggere.
Tutti marciavano con un bastone di legno di frassinur con il manico a T, tutte e tre le estremità erano appuntite e passate al fuoco per indurirle. Nei sacchi avevano portato tutti delle pellicce di lontra e dei capi in pelle di daino per proteggersi dal freddo. Ai piedi dei calzari in cuoio di Yak avrebbero dovuto garantire la miglior tenuta possibile sui sassi e il ghiaccio dei monti. Rudyak portava con se anche una lunga cima di canapa e dei fittoni di legno per assicurarsi nei punti più esposti.
A metà giornata erano ormai in vista dei colli morenici dell'Alba, in mezzo ai campi incontrarono Prudentia che stava strappando erbacce dal suo orto e si fermarono per un breve saluto.
-St'erbasa döl Diaol la öl pròpe zöfegàm i pìerù!- Disse Prudentia in un idioma arcaico sputando per terra.
-Già, quell'erba diavola sta infestando tutti i campi di peperoni- ribattè Rudyak- ne stanno soffrendo tutti.-
-Cosa ti porta così a nord saggio Prudentia?- gli domandò Rustiko.
-Ero salito ai rivi che sgorgano dai ghiacciai, poco più sotto ci sono dei bacini in cui di questa stagione vengono a depositare le uova le trote salmerinur... Eh eh eh, co' la me càna nn'o fàcie dü bèle sporte-
-Cosa ha dettoo???- chiese la giovane Prebèrt a Tarro che non conosceva quel linguaggio.
-Che con la sua canna da pesca ha riempito due sacche.- gli chiarì Marro.
- Al ritorno- proseguì Prudentia, - mi son fermato a dare una controllata ai miei campi a nord. Voi come state, siete carichi vedo... Morale?-
-Ce la faremo, non temere Prudentia.-
-Ve lo auguro col cuore in mano. Possa la tua mano spaccare la roccia Rudyak.-
-Lo possa anche la tua.- gli rispose Rudyak e così dicendo si batterono la mano sul petto vicendevolmente.
Proseguirono il cammino verso la loro prima sosta. Rudyak fece fermare la truppa nel tardo pomeriggio nei pressi di un laghetto, avrebbero potuto avere ancora un paio d'ore di sole , ma decise che come prima giornata di marcia poteva bastare.
-Già che ci siamo potremmo cenare a base di pesce, se ha pescato bene Prudentia possiamo farlo anche noi.- fece Rustiko.
-Eh, ma Prudentia è un vecchio marpione, conosce meglio i pesci di sua moglie!-
Alla battuta di Rudyak fecero tutti una grassa risata.
Gli uomini s'impegnarono per due ore; stanchi, fermarono la pesca una volta pescato il 5° pesce. Uno per uno non fa male a nessuno. Una volta acceso il focolare miss Pavor e miss Prebèrt cucinarono le trote sui sassi roventi del focolare impreziosendole con del finocchietto selvatico e del lichene artico.
Cenarono intorno al fuoco quindi si stesero sulle pellicce, le donne si assopirono immediatamente e così pure Tarro. Rudyak e Rustiko restarono svegli a guardare le stelle.
-Non hai sonno?- domandò Rustiko.
-Mmmhh.... Non molto.- rispose Rudyak con lo sguardo perso nella costellazione dello Scorpione.
-Cosa ti arrovella la mente?-
Rudyak si alzò a sedere, mise un pezzo di legno sul fuoco e senza dire niente con un cenno del viso indicò Tarro che dormiva voltandogli la schiena.
Si mise a sedere anche Rustiko: -Già, dovremo stare attenti, non piace nemmeno a me quell'elemento. Non capisco perchè ce l'abbia mandato il Vecchio.-
-Vai a capire cosa passa per le cervella a Praeditus Ratione... Spero solo che avesse una buona ragione e che non sia stato un'abbaglio di AlzheiNur...-
-Fumi?-
-No Rustiko, non fumo-
-Ti va un tiro?-
-Ma si va', perchè no? Cosa fumi: trinciato di pellicine di peperoni?-
-Nair, quella è robaccia- Estrasse un un bastoncino secco e gli diede fiamma al focolare, quindi aspirò e l'estremità si arroventò. Buttò quindi fuori il fumo ed un odore dolciastro circondò i due. -Prova!-
Rudyak fece un tiro che gli provocò inizialmente un accesso di tosse, ma poi la sua gola ed i suoi polmoni si chetarono. Guardò il bastoncino fumante: aveva un tessuto spugnoso che gli permetteva di ardere lentamente senza fare fiamma. -Rustiko, che roba è questa?-
-Erba Diavola-
-Erba Diavola???-
-Yar, d'estate quell'erbaccia fiorisce, e lo stelo dell'infiorescenza una volta fatto essicare è buono per essere fumato...-
-Yar, il sapore è davvero buono...-
-Non sarà il sapore che ti stupirà Rudyak... Questa è roba che può competere con la Salvia Divinorum che utilizzate voi Eu-taNur per i vostri riti di accompagnamento.-
Si fumarono al chiaro di stelle tutto lo stecchetto, presto la mente divenne torpida, i pensieri leggeri. Uno stato di calma li pervase. Si buttarono in pensieri gentili: Rustiko sognò di essere tra le braccia della Dea Atalanta, Rudyak invece si perse tra le dolci infiorescenze di miss Prebèrt.
Cool Cool Cool
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MessaggioInviato: Ven Ott 27, 2006 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'IMBOSCATA

Rustiko si svegliò presto, l’orizzonte andava prendendo colore ma il sole restava dietro i bastioni rocciosi dell’Alba. I suoi compagni dormivano ancora.
Estrasse allora dal suo fardello un fagotto di lino consunto, lo aprì e ne prese una statuetta di legno che raffigurava una donna dai capelli fluenti che imbracciava un arco teso. Mise la statuetta su un macigno lì vicino e cominciò a pregare sommessamente. Andò avanti per parecchi minuti e non s’avvide, concentrato com’era che il sole era sorto e Rudyak dietro di lui s’era svegliato e lo stava osservando.
-Cosai stai facendo Rust…-
Rustiko lo bloccò con un cenno del braccio senza nemmeno voltarsi e prosegui con il suo canto sommesso.
Rudyak continuò ad osservarlo in silenzio religioso, ad un certo punto il canto divenne quasi impercettibile: un bisbiglio; Rustiko a questo punto tolse le mani dalla roccia e se le portò alla cintola dove aveva appesi due strani ciondoli metallici, delle specie di spatole.
Ci fu un rumore dietro un cespuglio che stava nei pressi del masso, poi un altro crepitio di foglie ed uno schiocco come di qualcosa che scappava veloce. Ma ben più veloce furono le mani di Rustico che afferrarono le due spatole e con le braccia e un movimento violento del polso le fecero sibilare nell’aria.
Rudyak udì uno squittio e nulla più.
-Abbiamo la colazione.- disse Rustiko riposizionando la statuetta nel fagotto di lino – Diciamo grazie ad Atalanta, dea della caccia.-
-Sacranonch!- Esclamò Rudyak esterrefatto.
Rustiko raccolse la lepre e la scuoio, mentre Rudyak ravvivava il fuoco. In breve la preda era sullo spiedo.
Rudyak svegliò le due donne e Tarro. Quest’ultimo dovette chiamarlo 3 volte e solo con la minaccia di non partecipare alla colazione riuscì a farlo uscire dalla sua pelliccia.
-Guarda che capelli che ho- fece miss Prebèrt a Pavor, -sono tutti arruffati e pieni di foglie!-
-Già, e poi che sporcizia, senti che puzza di sudore che abbiamo tutti, speriamo di non prendere delle strane malattie…- rispose Pavor
-Non siamo proprio presentabili, io non me la sento di camminare in queste condizioni…-
Prese la parola Tarro: - Guardate che non è indispensabile lavarsi tutti i giorni, si rovina il film idrolipidico della pelle.-
-Film idrolipidico? Quello che mi sento addosso io è altra cosa, mi faccio veramente schifo!-
Rustiko non ne potè più. –Puoi tenere lo spiedo un attimo?- Disse a Rudyak, quindi si alzò prese su di peso miss Prebèrt e si diresse verso il torrente.
-Cosa vuoi fare scimmione! Non avrai mica il coraggio di buttarmi in acqua…. Mettimi giù rozzo…-
SPLASH!!!
-Ecco, ora puoi farti bella fin che vuoi, ma fai presto che la colazione è quasi pronta.-
Rudyak e Tarro se la ridevano della grossa, Prebèrt ululava nell’acqua gelida. Rustiko si avviò verso miss Pavor: -Gradisce un bagnetto mademoiselle?-
-No grazie, non vorrei pigliarmi una pleurite… Poi devo dire che effettivamente Tarro ha ragione…-
Gli uomini risero, Prebèrt imprecava.
Gli animi si placarono e fecero una buona colazione, dopodiché affardellarono le bisacce e si avviarono.
-Ora cominceremo a salire dei colli e le morene dei ghiacciai, la pianura è finita, quindi tenete a mano il fiato se potete.- Così dicendo Rudyak lì guidò su sentieri a lui conosciuti; più volte era salito da quelle parti, aveva anche studiato i ghiacciai inferiori, imparando a conoscerli, ma mai era salito fino in cima. Si chiese se ce l’avrebbero fatta.
Camminarono per qualche ora e tutti cominciarono a capire quello che li stava aspettando.
Tarro si fece vicino a Rudyak.
-Non credi che questa storia del calderone Hipasvii sia una emerito cespo di bietola? Non sappiamo dove si trova, non sappiamo nemmeno se esiste… Noi dobbiamo rischiare per cosa?-
-Le tradizioni tramandate di generazione in generazione dicono che l’Hipasvii esisteva e che ora si trova lassù. Recuperandolo potremo dare unione e forza al nostro popolo…-
-Seee, per me è una melanzana bella e buona. Vatti a fidare del vecchio rincitrullito.
Rudyak a quel punto fermò la marcia e si voltò di scatto guardandolo furente. Tarro si spaventò e fece un passo indietro ma andò a cozzare nel torace immenso di Rustiko. Si voltò e vide quel volto duro e quegli occhi assassini.
-Problemi Tarro?-
-N..n…no, si diceva così per dire…-
- Mmmh, infatti, mi era sembrato…-
Rudyak chiuse la schermaglia: -Bando alle ciance e proseguiamo, la giornata è ancora lunga-
Nel pomeriggio Rudyak si accorse di un cambio di atteggiamento di Rustiko, erano un paio d’ore che stavano risalendo un pendio in mezzo ad un picetum e da un po’ lo vedeva guardingo, spesso si guardava intorno come se fosse alla ricerca di qualcosa.
-Rustiko, c’è qualcosa che ti turba? Ti vedo strano…-
-Mmmh- annuì, -siamo seguiti… Abbassa la voce.-
-Seguiti??? E da chi? Io non vedo nessuno…-
-Non l’ho ancora capito, ma è da ieri che ci gira intorno, ora è più vicino, probabilmente perché siamo tra gli alberi e non vuole perdere contatto.-
-Qualche fiera? Un puma? Un orso?-
-Nair, niente di tutto ciò, non è una bestia, se avesse voluto attaccarci ne avrebbe già avuto modo.-
-Tarro? Magari ci ha mandato dietro qualche Necensuo per far terminare la missione…-
-Non saprei… Ma non, credo varrebbe lo stesso discorso delle bestie, poi i Necensui vivono nei deserti aridi, non credo che la montagna sia un ambiente a loro congeniale.-
-E allora chi? …Ma sei sicuro?-
-Prima ne percepivo i movimenti, ora è vicino, ne sento l’odore…-
-Per mille Nightingale! Sei straordinario, io non vedo e non sento nulla. Son proprio felice che tu sia della partita.-
-Ognuno ha le sue doti, son certo che sui ghiacciai sarò io a ringraziare te.-
-Speriamo che nessuno abbia bisogno di ringraziare nessuno, perché in quel caso vuol dire che avremo avuto problemi. Ma senti, se lo percepisci, perché non lo possiamo catturare noi?-
-Devo prima definire la preda. Ora procediamo, vedrai che farà un passo falso.-
Procedettero per il sentiero ancora e Rustiko stando in coda alla fila continuava a scannerizzare la foresta attivando tutti e cinque i sensi.
Ad un certo punto girarono dietro ad un Fagus millenario, da lì il sentiero girava dietro una rupe. Rudyak si voltò a guardare la sua squadra e non vide più Rustiko, si guardò attorno allarmato e un braccio che si agitava attirò la sua attenzione. Rustiko era sui rami tra le fronde e gli faceva segno di proseguire. “Un’imboscata!” pensò Rudyak.
-Dov’è Rustiko?- fece Pavor.
-Sssssttt! Non preoccupatevi, noi procediamo.-
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MessaggioInviato: Mar Ott 31, 2006 4:00 am    Oggetto: Rispondi citando

L'INTRUSO

Rustiko era in cima all’albero e si guardava attorno, i suoi compagni erano andati avanti. Sotto di lui il terreno coperto di strame della foresta che attutiva il rumore dei passi e le fronde di cespugli che nascondeva la visuale, ma lui sentiva l’odore della sua preda. Si assicurò di essere ben nascosto tra i rami ed aprì tutti i suoi sensi. Il suo naso sentiva un odore acre di sudore, le sue orecchie udivano dei sottili fruscii in avvicinamento. Estrasse le sue spatole di metallo dalla cintola e sistemò la postura per essere pronto a spiccare il balzo. Sentì un ramo spezzarsi piuttosto vicino ed il suo sguardo venne attirato in quella direzione. Scorse delle foglie muoversi, poi poté udire il rumore di passi di qualcuno che si muoveva con molta circospezione. Un uomo basso ed incappucciato con una tonaca verde avanzava verso di lui guardandosi intorno continuamente e ricercando tracce sul sentiero, Rustiko sistemo i piedi sul ramo e si preparò a spiccare il balzo.
Ormai era sotto di lui, non era però riuscito a decifrarne la provenienza, data la statura avrebbe anche potuto essere un auxxilio, ma non se ne diede pena; tra poco ne avrebbe svelato l’identità. Giusto prima di squarciargli il collo.
La preda di Rustiko arrivò al fagus dove si era appollaiato e si appoggiò con la mano, riprese fiato e osservò il terreno. Guardò il sentiero che girava attorno alla rupe quindi si affretto a ripartire.
Ma non fece più di qualche passo che sentì un ramo scuotersi sopra di lui e quindi una montagna crollargli sulle spalle. Cadde a terra urlando.
Rustiko l’aveva buttato a terra rimbalzando lui stesso sul torace dell’incappucciato, quest’ultimo rimase senza fiato per un frangente di tempo, lo stretto necessario per consentire a Rustiko di rivoltarlo come un calzino, e parargli le spatole affilate sulla gola.
Un ragazzino lo guardava con occhi terrorizzati.
-Bodo, che ci fai qua!- fece Rustiko.
-Gh….gh….gh..gh-
Il cacciatore si avvide di avere ancora le spatole permute sul suo collo e le rimosse subito riposizionandole alla cintola
-Allora?-
-Vi stavo seguendo…COF COF!… perché voglio venire con voi a cercare il calderone Hipasvii.-
.-E perché mai ci segui furtivamente da ieri invece di presentarti?-
-Perché non volevo che mi cacciaste indietro…-
-Ah, ragazzino hai rischiato di trovarti con la testa mozzata appesa ad un ramo, e poi questa missione non fa per un giovinetto implume come te!-
-Ho caraggio da vendere e saprò rendermi utile: se troverete il calderone avrete bisogno di mani per potere trasportarlo-
D’accordo, Incosciente , raggiungiamo gli altri per decidere sul da farsi.
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MessaggioInviato: Gio Nov 02, 2006 12:24 am    Oggetto: Rispondi citando

NIMBUS

Cabrach si svegliò in tarda mattinata, di ottimo umore. Fece una sguazzata rivitalizzante nello stagno ai piedi della collina e poi diede fondo alla scorta di pane nero e miele di castagNur.
Dopo aver strigliato il Griso ed averlo bardato con finimenti di lucido ottone, si diresse ai piedi del Situs Reticulum, nella posizione indicata da Praeditus la sera precedente.
Arrestò la sua cavalcatura nei pressi di una staccionata, che reggeva distesa una stuoia grezza fatta di canne di fiume. Cercò un varco, che si palesò nei pressi del corso d’acqua, lungo l’ansa che piega verso le rovine del tempio.
Quando si sporse oltre la barriera ebbe un sussulto: un cespuglio di variopinti ranuncoli occhieggiava dalla rena depositata dalla corrente del fiume, durante l’ultima piena. Poco oltre due possenti e screpolate braccia mulinavano colpi di vanga sulle basse dune.
“Praeditus, vecchio mio, sogno o son desto?”
“Aspetta che ti do un pizzicotto” esclamò il saggio Nur.
“Vade retro demonio, porto ancora la cicatrice al padiglione auricolare sinistro, ricordo di quando me l’hai tirato il giorno del mio diciottesimo compleanno” disse Cabrach ritraendosi dietro il mantello.
“Hahahahahaha, ammira la speranza che cresce, Ante-Nur miscredente” ululò gioiosamente il vecchio colosso.
“Non sto più nella pelle, devo andare a dirlo a………” ma il cavaliere non riuscì a finire la frase, poichè venne placcato con una mano sulla bocca, dal suo interlocutore.
“Non dirlo ad anima viva, almeno finchè non saremo in grado di proteggere questo neonato giardino”.
“Giusto Praeditus……..ma…….guarda verso nord, presso la locanda” disse Cabrach corrucciato, mettendo una mano a schermo del riverbero del fiume.
“Cosa dovrei vedere?” chiese il vecchio.
“Su quella barca che viene verso di noi si trova Trokar, figlio di Pienneics. Mentre venivo qui discendeva il fiume a monte della locanda, nelle sue prossimità. Solo ora emerge a sud della stessa, senza aver accostato sulle sponde” osservò allarmato il celta.
“Ho udito bene ciò che intendi. Anche io ho capito da tempo, che le provocazioni anonime dal fondo del Deversorum arrivano dalle sue parti. Corriamo alla locanda!”

Kip stava preparando un pranzo a base di peperoni con la bagNur Couda. Magari un pochetto pesanti, ma assai corroboranti!
La porta si spalancò all’improvviso. Praeditus e Cabrach quasi vi rimasero incastrati, tanta era la veemenza. “Allarmi…….fuori tutti!!!!” gridarono come ossessi.
Alcuni, per lo spavento, si gettarono nel fiume direttamente dalle finestre a sbalzo sui flutti. Bene fecero perché subito dopo un boato squarciò la parete meridionale del locale. Il pilone centrale che sorreggeva la struttura era stato sbriciolato da un ordigno esplosivo.
“Triage, facciamo il triage….” Gridò AgostiNur, l’esperto in attacchi felloni. In poco tempo fu organizzato un campo di raccolta dei feriti, dove Kip, Magian e Luxi si distinsero per coraggio ed abnegazione. Intontite dal boato e sporche di fuliggine, contrassegnavano le fronti ai feriti, con listarelle di peperone rosso, giallo e verde. Un giovane Nur-Cras, rispondente al nome di GodNur, creò una zona di sicurezza tutt’attorno al sito, usando corde di canapa per definire i percorsi dei carri d’emergenza. Alla torre della Gazza Nera fu approntata un’ala intera per accogliere le vittime dell’attentato.
Dopo ore d’intenso e febbrile lavoro, tutti furono tratti in salvo. Tutti tranne uno: Praeditus!
La notizia divenne ufficiale al tramonto: di lui non c’era traccia né nel locale squarciato, né lungo l’alveo del fiume. Cabrach e tutti gli altri passarono la notte a piangere l’assenza del loro amico. Anche i feriti smisero di lamentarsi, perché il dolore di quella perdita era infinitamente più grande.
Gwyneth, dall’alto del Situs Reticulum, gridava come una Banshee: “Praedituuuuuuuuusss…..Praedituuuuuuuuussss”, finchè al sorgere di Iride cadde afona ed in lacrime piegata sulle sue ginocchia.
Cabrach.

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MessaggioInviato: Ven Nov 03, 2006 12:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cabrach si strinse con una smorfia di dolore il braccio sx. Dei due guanti squamati oramai era rimasto solo quello destro, mentre un rivolo di sangue gli solcava la fronte. Non fosse stato per l'elmo di bronzo, ora sarebbe all'inferNur a conversare con la dea PersefoNur.
L'altra protezione s'era staccata dal braccio cadendo nel vuoto, insieme al suo amico e maestro che vi aveva cercato appiglio. Lo aveva visto cadere nel fiume, trascinato dalla sua mole imponenete.
Ora non gli rimaneva che il dolore ai tendini della mano, segno tangibile della sua impotenza.
Più a nord, nella fortezza minore di Polis, Luber Anulus riceveva in udienza privata il bieco Trokar. Oltre alle mani lorde di sangue Nur, recava cone se un'altro dono per il suo mandante: Naima degli Ante-Nur.
Le tenebre incombevano sulle terre di mezzo.
Cabrach.

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