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NUR-TALES
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.cabrach.



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Residenza: Lungo il fiume che per nome mai è lieto

MessaggioInviato: Lun Set 11, 2006 9:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Perdonatemi questo gioco di fantasia e la grafica, ma era troppo divertente da realizzare:

NURLAND



La zona del "Situs reticulum":


L0scura zona della terra di mezzo:


Il dirupo presidiato dalle fortezze di Polis:

Cabrach.
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.cabrach.



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Residenza: Lungo il fiume che per nome mai è lieto

MessaggioInviato: Lun Set 11, 2006 10:24 pm    Oggetto: Rispondi citando



ECHI DALLA FORTEZZA MINORE

“Divide et impera, hahahahahahahahahahahah”
Luber Anulus, dalla fortezza di PolisEst, godeva dello scompiglio nelle terre dei Nur.

“Chi si credono di essere questi sorci. Solo perché gli abbiamo concesso di istituire la nuova accademia credono forse di non dover più obbedire all’antico codice?”. Luber accarezzò il suo mento sbarbato e fece un cenno a Sarmento, il suo attendente.
“Ora puoi servirmi la colazione, che mi è tornato un robusto appetito” e si mise a sedere sulla terrazza panoramica della torre centrale.
“Bastasse un po’ di studio per essere in grado di gestirsi, tzè…….l’ordine e la disciplina!!” e detto questo sferrò un rumoroso pugno al tavolo di pesante Castanea Sativa.
“Non è la prima volta che intervengo con successo e non sarà l’ultima. Cosa credono di fare, costruendo quella strada vergognosa? Credono forse che gli getteremo loro i tappeti rossi ed i petali di fiore?” e dette un morso rabbioso ad una rossa e lucida mela.
“La valle di De-Aliqua-Re è già promessa agli Yppocrati, schiatta di lunga militanza nelle nostre fortezze. Ma i penosi Nur alle nostre fortezze non ci arriveranno mai! Chi ci è riuscito è solo perché era funzionale ai nostri piani” disse sporgendosi dalla balaustra.
“Guardali” esclamò con un gesto di disprezzo, “è bastato agitarli un po’ ai fianchi e già corrono come formiche a cui è stato incendiato il formicaio. Sarmento!!!”
il giovane Polisiano giunse recando un vassoio ricolmo di primizie “arrivo padrone, scusi il ritardo”.
“Non chiamavo per quello. Dimmi: si è scoperto chi è quel fellone che getta semi nella corrente?”
“Abbiamo inviato le nostre spie, signore. Ha visto che bel lavoro hanno già fatto! E’ solo questione di tempo”.
“Bene, anche se potrebbe essere inutile scovare quello scarafaggio. Io stesso ho disceso i meandri del fiume, per porre fine a questo scandalo”.
“Il suo coraggio è proverbiale o mio signore” guaì l’attendente.
“quello che gli ho preparato neanche se l’aspettano, quei vermi!” e detto questo si ritirò all’interno della torre.
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Rudy



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MessaggioInviato: Ven Set 15, 2006 9:27 am    Oggetto: Rispondi citando

LA RIVELAZIONE

Praeditus camminava lento lungo la sponda del fiume che per nome mai è lieto, osservava i ranuncoli falciati nella notte. Un lavoro fatto male, chi l'aveva fatto aveva fretta ed aveva dato dei rabbiosi colpi di "ranza" senza precisione ne ordine. Ora i ranuncoli che con i loro vivaci colori donavano speranza lungo le anse del fiume giacevano a terra già appassiti. Alcune donne Nur chine nel campo dei ranuncoli cercavano tra i fiori recisi quelli ancora salvabili, li coglievano e li immergevano in provette colme d'acqua, avrebbero abbellito e inebriato di serenità e pace le loro dimore per qualche giorno.
Il vecchio saggio tirò un sospiro di sollievo vedendo che non tutto era stato perduto, qualche chiazza di ranuncoli era rimasta in piedi, bisognava però che quelli recisi venissero rimossi immediatamente affinchè non soffocassero la ricrescita.
Scorse anche delle piccole impronte sul terreno umido della riva del fiume; impronte che gli ricordavano qualcosa, impronte che non avrebbero dovuto stare lì.
-Lunghi giorni e piacevoli notti Maestro Praeditus.-
Praeditus si voltò e vide un ragazzetto dal viso sincero e pulito, eppur tetro che mostrava riverenza. Ricambiò il saluto: -Lo siano anche per te e la tua vita giovane Nur Cras.-
-Chiedo mi sia concesso conciliabolo- Lo chiese secondo le usanze dei vecchi Ante Nur quale era Praeditus: teneva il capo rispettosamente abbassato.
Praeditus sorrise nel vedere quella cerimoniosità, evidentemente i Nur Cras non avevano dimenticato completamente la storia, qualcosa ancora insegnavano...Il rispetto era una gran virtù.
-Alza il tuo viso pulito giovane Nur Cras, se non hai nulla da temere guardami in faccia e parliamo tra pari.-
Il giovane lo guardò in viso ed ebbe soggezione della barba bianca e di quegli occhi di ghiaccio, penetranti come la lama di un bisturd: -Sono Bodo, figlio di Göttardh e ho un cadavere di cui sbarazzarmi.-
Praeditus si accigliò: quale pesante segreto poteva avere una così giovane crisalide?
-Sembra molto importante da quanto dici... Vieni poggiamo le nostre terga su quella stele abbattuta di granito.-
I due si avvicinarono al monolite abbattuto, Bodo notò le scalfiture impresse sugli spigoli della squadratura, era il linguaggio degli antichi, un antico codice ormai perso.
Praeditus con uno sforzo si sedette sulla fredda pietra, gli si sentirono scrocchiare le vertebre: -Ehhh... Un giorno qualcuno dovrebbe rimettere in piedi queste stele... Anche se appaiono molto grezze e ruvide, in fondo il nostro sapere, noi stessi, veniamo da qui.- Fece una pausa il vecchio e guardando oltre il fiume fissava il campo dell'antico tempio con i suoi menhir ancora in piedi. Un tempo tutta la Terra di Mezzo era popolata dai Nur, un'unica casta seppur vesseggiata e soggiogata dai signori di Polis a nord, poi venne la trasformazione e i migliori Nur formarono la schiatta dei Nur Cras, più moderna, più formata. I Nur Cras dovevano essere il futuro di tutti i Nur, coloro che sarebbero riusciti a scardinare le porte aerrate della fortezza di Polis, coloro che avrebbero portato i Nur nella valle di De Aliqua Re, la terra promessa. Mai i signori di Polis da anni utilizzavano la nascita di questa nuova schiatta per dividere i Nur e così avevano ribattezzato i vecchi Ante Nur. Lì dividevano e li piegavano, creando discordia tra di loro. Poi avevano introdotto gli Auxxilii nella Terra di Mezzo che a sud est rubavano terreno agli Ante Nur. Poi ancora l'introduzione dei cosiddetti Nurs-Pheratu da terre lontane, Nur non sempre affidabili, di schiatte lontane sperdute nel tempo, mine vaganti nella Terra di Mezzo. Spesso contribuivano alla divisione perchè si abbassavano a servire il popolo per tozzi di pane.
Quante cose erano cambiate.... Praeditus pensava ancora ai ranuncoli e alle richieste dei Nur che nella notte avevano portato le loro rimostranze fin sotto il Deversorum.
-Allora piccolo Bodo, di quale pesante fardello ti devi liberare? Che io possa lenire le tue pene.-
Bodo cominciò a raccontare della sua uscita serale e dell'incontro scorto tra Luber Anulus ed il mezzosangue degli Auxxilii tra i menhir dell'antico tempio, raccontò di quello che era riuscito a udire, che lì per lì non aveva compreso, ma con il senno di poi... Chiese più volte perdono per non aver compreso subito il pericolo e non aver dato l'allarme. Si inginocchiò davanti a Praeditus chiedendo perdono per la sua dabbenaggine.
-Alzati Bodo!- tuonò Praeditus alzatosi di colpo tra lignei schiocchi della sua schiena. -Ti ho udito bene. Non sei tu a doverti prostrare, non hai colpe per questo misfatto. Quello che hai rivelato con coraggio servirà alla rinascita dei Nur!-
Bodo osservò Praeditus che guardava in direzione del Situs Reticulum, aveva lo sguardo chiuso a fessura, il viso tirato brutto e le rughe ora sembravano i crepacci pronti ad inghiottire dei ghiacciai che scendevano dai Monti dell'Alba.
-Bodo, corri alla Rocca della Gazza Nera e cerca Abis, digli di far tuonare i tamburi Bodhran e che i suoi echi giungano fino ai contrafforti di Polis e fin giù nella steppa degli Auxxilii. Voglio le otto porte del Deversorum gremite al crepuscolo!-
Bodo ebbe appena il tempo di vedere i pugni di Praeditus stringersi fino a far diventare bianche le mani, scorse appena l'energia che cominciava a baluginare perchè le sue gambe già correvano verso il ponte della Taverna sul fiume che per nome mai è lieto.
Correndo cercò di tenere a mente ciò che gli aveva ordinato Praeditus: -Abis..... Tamburi Bodhran....Tuonare...-
Bodo volava sulla prateria come se avesse le gambe di un Puma.

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MessaggioInviato: Ven Set 15, 2006 9:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

La taverna era il sunto dell'ingegno dei Nur. La base in blocchi di granito, proveniente dalle cave della Valle dell'Orso, era stata posta sulle sponde del fiume (che per nome mai è lieto) dalle maestranze Ante-nur nel Tempo Medio. Si trattava quindi di pochi anni dopo l'edificazione del Deversorum sul Situs Reticulum.

Cinque erano i pilastri che reggevano le volte a tutto sesto, dette le "Cinque G". Le travature erano in massiccia arenaria del Monte dell'Alba ed erano state abbellite in tempi moderni dai Nur-Cras, con fregi in bassorilievo di raro senso estetico. Sotto gli archi scorrevano impetuose le acque gravide delle pioggie autunnali.

Sul ponte sorgeva una costruzione in pietra di fiume a lisca di pesce. L'avevano innalzata gomito a gomito le due schiatte Nur, per potersi rifocillare mentre attraversavano il Cardo a Doppio Cieco, diretti al Deversorum. Un poderoso tetto, in legno nodoso di Fagus, creava un comodo locale che si sviluppava per tutta la lunghezza del ponte.

Le tre locandiere (Kip, Luxi e Magian) erano un punto di riferimento prezioso per chi aveva bisogno di orientarsi nella bruma mattutina, che preannunciava la discesa del'astro solare sugli spigoli dei Menhir.

Dal loro bancone, disposto in direzione est-ovest, avevano una visione privilegiata sulla terra dei NUR, seconda solo al Deversorum.
A sinistra potevano vedere il presente, a destra il passato prossimo e davanti il futuro anteriore della loro gente.

Il gruppo era completato da Klau, la rispettata ingegnera. Ella attendeva alle migliorie della locanda e alla viabilità tra le due sponde del fiume.

Quel giorno sentivano una strana elettricità nell'aria e, con le mani screpolate dalla pellicina dei peperoni, cercavano di placare gli animi degli agitati avventori a boccali di Cervogia.

Non sapevano ancora che la vera buriana era ancora da venire.

Cabrach.

Il mitologico RagNurock, apparizione presagio di sventura

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Rudy



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MessaggioInviato: Sab Set 16, 2006 12:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Bodo corse per un'ora a perdifiato quando giunse al ponte sul fiume che per nome mai è lieto, entrò nella taverna che era tutto sudato ed ansimante. Gli avventori, giovani Nur Cras e più vecchi Ante Nur si voltarono a guardarlo
-Adunata, adunata!- la voce gli uscì strozzata.
-Calmo piccolo, prima beviti un sorso di cervogia al triplo luppolo e alla doppia genziana e prendi fiato.-
Magian servì una brocca da una pinta di quella forte cervogia che tra l'altro aiutava a digerire quei maledetti peperoni al piccolo Nur Cras.
Il piccolo Bodo non se lo fece dire due volte assetato com'era dalla corsa e cominciò a tracannare. Per lui, ancora crisalide, era la prima volta che beveva quell'intruglio schiumoso color della torba riservata ai Nur, ma non lo volle dare a capire, così la trincò tutta d'un fiato.
Tra gli applausi degli avventori ebbe un capogiro forse dovuto alla tensione gastrica improvvisa. Un potente rutto lo liberò da quel peso. La taverna ammutolì.
-Scusate la mia sfacciataggine...-Bodo arrossì.
-Ragazzo, è lecito! E' risaputo che c'è più posto fuori che dentro.-
Una risata corale scoppiò nella taverna, ma dopo pochi secondi uno dei più anziani, con un gesto da direttore d'orchestra zittì la sala e prese parola: -Allora figliolo, bando alle ciance, cos'è codesta storia dell'Adunata?-
-Ehm...Si... Sto correndo alla Rocca della Gazza Nera, devo avvisare tale Abis di far tuonare i bodhran...-
-E saresti tu a ordinare ad Abis di far battere i tamburi?- ridacchio uno.
-No, è Praeditus che lo ordina! Chiama l'Adunanza delle schiatte Nur al Deversorum per le luci del crepuscolo.-
-Praeditus chiama l'Adunanza?- fece il Nur anziano, -sono anni che non ne viene chiamata una... Dev'essere per i ranuncoli...-
-Si, è così.- confermò Bodo.
-Ed allora cosa fai ancora qui! Corri ad avvisare Abis e digli che anche Prudentia li vuole udire bene, che i rimbombi facciano ballare gli epatos dei Nur! Va' ragazzo che questo sarà un giorno da ricordare. Corri!-
Ma Bodo era già sulla sponda degli Ante Nur che s'involava verso la Rocca della Gazza Nera. Le gambe mulinavano, ma lui non le sentiva, il triplo luppolo fermentato era ormai in circolo.
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MessaggioInviato: Lun Set 18, 2006 7:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Bodo piombò su AnteNurburg che le gambe non le sentiva ormai più, roteavano spingendolo in avanti con la forza d'inerzia di un volano, sapeva che se si fosse fermato le sue gambe sarebbero diventate dure come legno di fagus. Entro nelle piccole mura del borgo e si diresse alla Rocca della Gazza Nera, si dovette fermare davanti al grosso portone laminato in bronzo. Battè con vigore i draghi di ottone finchè non venne ad aprire una donna.
-E tu cosa vuoi piccoletto?-
-Sono Bodo dei Nur Cras, ho un messaggio urgente per Abis!-
-A si? E io sono Rhora del clan degli Au. Bhe, Abis non c'è...-
-E dove lo posso trovare?- fece Bodo tutto trafelato ed ansimante. Si massaggiava le cosce.
-Ah non lo so dov'è... A volte è qua, a volte è là...-
-Maledizione.... Come faccio ora che ho un messaggio di Praeditus...-
-Hai detto Praeditus? Praeditus Ratione?-
-Si, Lui-
-Su figliolo, certo che c'è Abis, e dietro nella stalla che sta ferrando il cavallo. Forza, su, entra entra...-
Bodo cercò di seguire, ma come fece per muoversi gli partirono delle stilettate che dal polpaccio risalivano ai muscoli dietro le cosce.
-Aspetta, ho corso fin qua dai campi dei ranuncoli, mi duolgono le gambe...- la segui lentamente claudicando.
-Dai dai che poi ti offro una bella pinta di cervogia al triplo luppolo...-
-E con la genziana? No, no! Per mille Nightingale!-
-Non ti piace?-
-Si...No...Cioè....Ahhh, lasciamo perdere portami da Abis-
Dietro la stalla Abis era impegnato a battere un ferro di cavallo rovente con una mazza sopra un incudine. Era a dorso nudo e portava lo "scosal", un grembiule in cuoio. Il sudore imperlava e rendeva lucidi i possenti muscoli del petto e delle braccia.
-Abis, c'è questo giovane Nur Cras che dice di doverti riferire un messaggio di Praeditus.-
-Praeditus?- fece Abis radrizzando la schiena.
-Lunghi giorni e piacevoli notti nobile Abis, io sono Bodo, mi manda Praeditus.-
-La schiena del vecchio è schiantata per mandare in giro i piccioni viaggiatori ora?- fece una risata poi continuò: -Che vuole Praeditus?-
-M'ha detto di ordinarti di far tuonare i bodhran e chiamare l'adunanza delle schiatte per le luci del crepuscolo-
-Ti sto udendo bene ragazzo? Praeditus chiama l'Adunanza???-
-Si è per i ranuncoli falciati sulle rive del fiume che per nome mai è lieto...-
-Si,si questo l'ho capito.... Il Vecchio allora ha deciso di fare sul serio...Sono lustri che non è chiamata l'Adunanza, e sia allora!-
Abis appoggiò la mazza e si levò lo scosal, ora a dorso nudo la muscolatura era davvero impressionante.
-Rhora, se sei davvero figlia degli Au corri a preparare i Bodhran e che le pelli siano ben unte... usa la Sonza di cinghiale migliore, che non abbiano a screpolarsi!-
Rhora tirò su la veste purpurea e si diresse alla torre della rocca, Abis andò nel retro di un magazzino, aprì una botola nascosta nel terreno e scese in una caverna, in fondo da dentro un baule estrasse due legni, tornò quindi da Bodo.
-Li hai mai visti suonare i Bodhran giovane Nur Cras?-
-No mai, ne ho sentito vagamente parlare...-
-I Bodhran son 2 grandi tamburi fatti di durissima pelle di RagNurock intessuta su telai del durissimo legno di corniolo che cresce sulle rive del fiume che per nome è l'esatto contrario.-
-Ma si trova nella valle di De Aliqua Re! E chi ci è stato???-
-Ragazzo, questi gingilli ci vengono dagli Antichi e vengono tramandati di generazione in generazione. Chi li custodisce deve averne una cura religiosa. Magari un giorno toccherà a un giovane Nur Cras doverli custodire...-
Bodo lo ascoltava a bocca aperta.
-Ma ora bando alle ciance, vieni con me si va a movimentare la terra di mezzo!-
I due entrarono nella torre e salirono le irte scale che ne portavano alla cima.
- Vedi questi legni?- riprese Abis, -sono di legno di olivastro passato alle fiamme del rogo che dertificò le terre di Fine Terra ora regno dei Necensui. Si tramanda che resistette solo una pianta in tutta l'area, e dai rami di quell'albero secolare gli antichi ricavarono questi due Pestum. Chissà quante centinaia di anni avranno...-
Arrivarono sulla sommità della torre, Rhora stava finendo di ungere i bordi dei 2 grandi tamburi.
-La pelle è tirata alla perfezione, come sempre Abis. Le curo tutte le settimane daltronde.-

Bodo si guardò intorno, la vista spaziava per tutta la terra di mezzo, vedeva le acque che riflettevano il sole del Loch Faetor, i monti di Polis e la fortezza, il Dispertium e i ghiacciai che scendevano dai Monti dell'Alba, come se fosse a due passi il Cras Trum e più giù lo scempio dei ranuncoli....
Abis inarcò la schiena e stirò i muscoli, quindi si rannicchiò e li contrasse: si sentirono scrocchiare le articolazioni. Bodo lo guardava con ammirazione.
Abis impugno i Pestum e si portò davanti ai Bodhran, prese un gran respiro e esplose un rauco urlo che echeggiò contro le pareti della catena montuosa:
-NUUUUUUUURRRRRRRR!!!!!-
quindi prese a battere ritmatamente i Pestum sui Bodhran.
Il rumore era spaventoso. Tonfi immensi si propagarono come pulsazioni per la Terra di Mezzo e oltre.
Tutti i Nur di quelle terre al sentire quei boati si fermarono e si voltarono verso la rocca della Gazza Nera. Si fermarono le donne che stavano raccogliendo erbe medicinali, gli uomini nei campi e quelli che assistevano i moribondi, smisero di lamentarsi i sofferenti e ripartirono i cuori in fibrillazione, si fermarono a udire le partorienti e le levatrici. Si fermarono i raccoglitori di Salvia e i pescatori di Alborellum degli Eu-taNur sul Loch Faetor, udirono anche i Nurspheratu nella selva. Udirono bene, molto bene i Nur Cras, per loro era forse la prima volta che udivano quei tonfi cupi. Il martellare arrivò fin giù nella steppa degli Auxxilii e fece tremare le loro tende. Fece tremare i loro corpi. Qualcuno di loro sudò freddo all'udire quei colpi, a qualcuno si gelò il mezzosangue.
Boati nella Terra di Mezzo si propagarono con le loro vibrazioni che sbattendo sui contrafforti della Fortezza di Polis riecheggiavano come fucilate. Udirono bene anche i signori di Polis
-I Nur fanno festa?- ridacchiò Luber Anulus alle prese con un ricevimento nel palazzo. I commensali si affacciarono al balcone incuriositi e divertiti.
Una donna però zittì il loro festoso vociare:-Silenziooo!-
Tutti si zittirono, la donna udì bene ed impallidì: -Non è una festa, io sono una Nur e riconosco questi rimbombi: questi sono i Bodhran che tuonano e non portano nulla di buono per Polis. I Nur chiamano l'Adunanza.-
Praeditus Ratione dalle rive del Fiume Che Per Nome Mai è Lieto udì bene le esplosioni dei Bodhran. Se ne compiacque e si commosse al risentire quei boati da troppo tempo sopiti. Abis stava facendo un ottimo lavoro.
Quella sera il Deversorum sarebbe stato il centro del mondo.
I boati nella terra di mezzo continuarono incessantemente a percuotere le terre dei Nur fino al calare del crepuscolo.
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MessaggioInviato: Lun Set 18, 2006 6:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

CHAOS

NUUUURRRR!!!!
NUUUURRRR!!!!
NUUUUUUUUUUUUURRRR!!!!!!


Come un boato l’esclamazione si diffondeva dalla pianura ai contrafforti montuosi. Il clangore delle corazze, percosse all’unisono, faceva vibrare forte l’aria autunnale, contribuendo al distacco delle foglie più imbrunite. Il Cardo a Doppio Cieco, dal CrasTrum fino al Situs Reticulum, si presentava come un nastro fangoso, tanto il nervoso calpestio dei Nur aveva impastato terra friabile con la prima pioggia ottobrina.

Giunte che furono le luci delle effemeridi, il Situs reticulum traboccava delle genti Nur . Non si vedevano tante tuatha da quando un ventennio prima era stata bruciata pubblicamente la “Charta mansionarium”.
All’interno del Deversorum l’aria si andava facendo irrespirabile, a causa dei fumi dei bracieri e di tanta umanità concentrata. Praeditus indugiava raccolto nei suoi pensieri, capo ciondoloni, nell’angolo dove era solito sedersi ad ascoltare la platea.

Quando anche le “Crisalidi” più lontane giunsero al suo cospetto, si alzò, si mise a sedere sul bordo del camino centrale e poi fece un cenno alla sua assistente Gwyneth. Il suono del corno Juchli ammutolì la folla.

“Gente di Nur, i ranuncoli che crescono sulla sponda orientale del fiume rappresentano il motivo dell’adunanza. Falciarli è stata un’azione vile ed una provocazione insopportabile”. L’espressione di Praeditus era di colui che a stento trattiene la rabbia, serrando la mandibola e stringendo i pugni.
“Ma una giovane “Crisalide” dal piè veloce e dall’udito fine ci ha consegnato la chiave di lettura.” Un mormorio dilagò tra la curiosità generale. Bodo s’impettì come un uccello Peplau durante il corteggiamento primaverile.

“Facciamo riseminare tutto ai maledetti EutaNur” esclamò qualcuno dal fondo della sala.

L’irato Sektor scattò in avanti come punto da un tafano. “Chi sei tu o vile che getti fango sulla mia gente?”

“Calma Sektor” esclamò pacatamente Preditus. “a pulire saranno gli Auxxili, ma a tempo debito”.

“Se sono stati loro è la volta buona che li inchiodiamo alle loro responsabilità e mettiamo tutto a ferro e a fuoco”. Disse di rimando Sektor, “è da tempo che invadono le nostre terre senza permesso. Oltretutto ho visto dalle alture del Loch che tentano di entrare nelle rovine del tempio per praticarvi i loro riti barbarici”.

“La natura del loro gesto, per quanto scriteriata, è da attribuirsi ad un nemico mille volte più temibile. E’ inutile che portiamo la guerra in maniera avventata, senza raziocinio. In questo momento una guerra con gli abitanti della steppa è quanto il nemico che trama nell’ombra maggiormente ricerca. Pensate a che spreco di risorse ed alle perdite inutili” esclamò l’anziano Nur.

“Scusate Ante-Nur, ma perché vi scaldate tanto per un affronto che abbiamo patito solo noi? I ranuncoli crescono solo sulla nostra sponda. Solo noi dobbiamo organizzare la vendetta” disse Tramadol dei Nur-Cras.

Alte grida di dissenso si levarono dalle schiere Ante, mentre alcuni Cras annuivano.

Ben presto ci fu il caos e a nulla valevano i richiami di Praeditus. Alcuni vennero alle mani, mentre ci fu un tentativo di espellere i rappresentanti EutaNur.

Solo dopo alcuni colpi di randellum corniolii di Preditus sulla testa dei più facinorosi, si ebbe ragione della rivolta in corso.

“E’ proprio quello che i signori delle fortezze vogliono, babbei!!! Lo vedete che stanno sobillando le genti ai nostri fianchi? Non ricordate che furono loro ad immettere disordinatamente gli auxxilii nelle antiche nostre terre? Questo perché era più economico per loro, visto che noi Nur desideravamo essere pagati adeguatamente per le nostre primizie sempre più di qualità. Da quando curiamo la terra con metodo, la stessa ci restituisce grandi doni, sia a est che ad ovest del fiume! I ranuncoli crescono meglio verso il vespero, perché la terra è piu giovane, ma questione di tempo e cresceranno anche da questa sponda, dove la terra è più sfruttata” lo sguardo era truce e tutti stavano ammutoliti, spostandosi al suo passaggio.
“La loro paura è di doverci riconoscere il dovuto. Quello che ci spetta è la vallata oltre le loro fortezze ed un adeguato pagamento per i nostri risultati. Siete un branco di Boccalonum”
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Rudy



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MessaggioInviato: Mar Set 19, 2006 11:11 am    Oggetto: Rispondi citando

Praeditus stette in silenzio camminando nel centro del Deversorum, in silenzio stettero anche tutte le schiatte Nur con le loro torce fiammeggianti, in attesa che il vecchio palesasse i suoi pensieri.
-Nur, la situazione è tesa, e forse il canapo s'è spezzato. Non si può tornare in dietro....-
-NUR...NUR...NUR...NUR...NUR...NUR...- fecero le schiatte.
-Chiedo che io sia udita!- Una donna bionda che indossava abiti eleganti con uno strascico di seta celeste avanzò verso il centro del Deversorum, era Naima, una Nur che era riuscita ad introdursi nella Fortezza di Polis.
-Ti udiamo bene Naima, ma prima di favellare dichiarati.- Ordinò Praditus.
Naima si inginocchiò: -Il mio cuore è puro, e sincero il mio agire perchè nelle mie vene scorre il sangue dei Nur-
-D'accordo Naima, noi tutti ti udiamo.-
-Sono stata mandata da Luber Anulus qui nel Deversorum per fare la spia, mio compito sarebbe di ascoltare e riportare a Polis le vostre... le nostre intenzioni. Ma non è mia intenzione tradire il sangue del mio sangue, io sono una Nur e sono entrata a fatica nella Fortezza di Polis per cercare di scardinare il sistema meilmoso che guida i signori di Polis...-
Cenni e vociare di assenso si propagarono nel Deversorum.
-Ho sentito che al palazzo si stanno attendendo le schiatte degli Yppocrati che sono in marcia da sud-ovest, perchè è a loro che sarebbero state assegnate le fertili terre di De Aliqua Re.-
-Ma come?- fece Prudentia- Non hanno forse loro già le immense distese del delta del fiume che per nome mai è lieto?-
-Ho sentito- procedette Naima, -che gli Yppocrati hanno sfruttato ed avvelenato le loro terre, tanto da renderle improduttive, ora si stanno spostando come cavallette, ed ora Polis ha assegnato loro la vergine valle di De Aliqua Re. Dobbiamo agire presto se non vogliamo che la nostra terra venga occupata e distrutta.-
Ci fu ancora uno iato nel confronto che venne riempito con un ritmato
NUR...NUR...NUR...NUR...NUR...
Poi Praeditus riprese la parola e tornò il silenzio: -Naima ha ragione, se dice il vero bisogna fare molto presto, ma per poter dare una risposta bisogna che che ci organizziamo ed adottiamo una strategia...- Si fermò e con le dita a tormentarsi l'ispida barba si perse di nuovo in elucubrazioni.
-Uditemi bene- riprese, - abbiamo due cose da fare prima di affrontare i contrafforti di Polis: consultare l'Oracolo e sistemare i ranuncoli prima quelli falciati facciano marcire le radici.- Il popolo rimase basito, a parte i ranuncoli che non serbavano poi grossi problemi, chi avrebbe attraversato il mare di ThanaNur per raggiungere l'isola di RagNurock dove dimorava l'Oracolo?
Praeditus si avvide dello sbigottimento generale: - Fratelli, per attaccare Polis abbiamo bisogno di un segno, una divinazione, dobbiamo essere certi della strada da seguire. L'Oracolo Centinna saprà darci una saggia risposta, ne son certo.-
Praeditus in cuor suo sapeva già la risposta, ma era una cosa difficile da far accettare e attuare: bisognava che l'indicazione da qualcuno di indiscutibile.
-E chi ci andrà Praeditus?- fece Franko degli Ante Nur.
-Sektor, tu conosci meglio di tutti le Steppe degli Auxxilii e i deserti di Fine Terra che portano al mare: tieni abbastanza pelo sullo stomaco per guidare la spedizione?-
Mormorii si alzarono all'interno del Deversorum, ma nessuno si lamentò ad alta voce per non rischiare di essere additato e mandato all'isola di RagNurock.
-Ho pelo da vendere Praeditus Ratione! Fiero di essere Nur e rappresentare gli Eu-taNur. Orgoglioso di lottare per le nostre terre!-
-Bene. Naima!- Chiamò Praeditus.
Naima si fece di nuovo avanti: -Si mio signore.-
-Tu sei giovane e forte e soprattutto intelligente e scaltra, qualità che ti hanno permesso di entrare nella fortezza di Polis e che sarebbero senz'altro utili alla spedizioni. Ti chiedo di partecipare a questo viaggio se il tuo cuore è davvero puro e sincero.-
-Lo è mio signore.-
-Cabrach! Cabrach degli Ante Nur!-
-Eccomi!-
-Tu sarai con loro. Usa la tua lingua forbita e la tua mente aperta... E portati il Griso che ci saranno un po' di cose da trasportare.-
Il Griso è sempre lindo e strigliato mio signore e la mia lingua è al servizio dei Nur.-
-Myleena dei Nur Cras! Tu hai il fresco sapere della tua schiatta, sarai al servizio della causa se lo vorrai.-
-Io? Ehm... Ma... Veramente dovrei attendere alla costruzione della CrassWay... non so se...-
-Hai l'animo libero Myleena è una tua scelta intraprendere il viaggio o meno.-
Myleena si guardò attorno, tutti gli occhi erano puntati su di lei, era evidentemente sotto il giudizio del Deversorum.
-...Cosi sia se i Nur lo chiedono.-
-Prudentia, tu sei esperto come pochi, sarai della partita?-
-Non deve nemmeno chiederlo Praeditus, ero stanco di scartavetrare gli infissi!-
-Bene allora, però non sderenare il Griso del Cabrach di otri di cervogia, quella lasciala alla taverna.-
Uno scoppio di risate servì a stemperare la tensione.
-Bene, la squadra è fatta, partirete domattina all'alba.
Irruppe Rudyak degli Eu-taNur: -Vorrei partecipare anch'io alla missione Praeditus, sono un ottimo nuotatore, ho attraversato più volte loch Faetor nel senso più lungo, potrei essere utile per attraversare il braccio di mare che separa l'isola di RagNurock.-
-Lo so, ma stai cheto, sono certo che avrai la tua parte. Puoi starne certo.-
-I ranuncoli allora!- ribattè Rudyak ansioso di partecipare
-I ranuncoli come richiesto saranno affare dei Nur Cras. A loro il compito di inviare una squadra a prelevare qualcuno degli Auxxilii affinchè vengano a porre rimedio allo scempio che hanno fatto sulle rive del fiume che per nome mai è lieto. Ma ricordate, non è colpa loro, loro sono gli esecutori, i mandanti stanno a Polis. Gli Auxxilii hanno solo bisogno di trovare una loro collocazione nella Terra di Mezzo, poi potrebbero essere anche al nostro fianco nel rendere migliori le nostre terre.-
Quest'ultima affermazione fece storcere il naso a non pochi, soprattutto tra gli Ante Nur che si vedevano spesso invadere i campi a sud est del tempio in rovina.
- Così è detto- disse Praeditus alzando al cielo il Randellum Corniolii, -L'Adunanza è conclusa.-
La folla cominciò a scemare, ma una nutrita compagnia restò e accerchiando i prescelti con fiammeggianti torce levò al cielo il grido di battaglia:
NUR...NUR...NUR...NUR...NUR...
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MessaggioInviato: Mer Set 20, 2006 3:37 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
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Sektor, tu conosci meglio di tutti le Steppe degli Auxxilii e i deserti di Fine Terra che portano al mare: tieni abbastanza pelo sullo stomaco per guidare la spedizione?-
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Lo sapevo che alla fine me lo affibbiavi. Vabbè, dai, almeno c'è anche Myleena, che è una combattente in gamba.
Cabrach.
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MessaggioInviato: Mer Set 20, 2006 3:38 am    Oggetto: Rispondi citando

COMMIATO

Alla notizia dell’imminente viaggio, la valchiria Tytania sbuffò di rabbia. Le due piccole erinni, come al solito, stavano devastando la magione, mentre l’uva non era ancora stata pigiata. D’altronde togliersi un po’ di torno quel bisbetico cavallo del Griso, non poteva che giovare all’orto di Articiok ed al campo di Melgot. Rimaneva la preoccupazione per la sorte del suo non più giovanissimo compagno. Cabrach era un eccellente faticatore: ne dava dimostrazione ogni giorno mulinando la “sagginum” sul cortile e recandosi di buon mattino al mercato di NurCoop. Ma quella che si apprestava a vivere era tutt’altro che una passeggiata di piacere. Sarebbe stato in grado di sopravvivere al pericoloso viaggio? Che ne sarebbe stato della sua discendenza, se non avesse più fatto ritorno dalle terre di oriente?
Alla fine, dai suoi occhi color nocciola, sgorgarono due lagrime, contravvenendo alla meritata fama di donna granitica.

Si salutarono così, semplicemente, con lo stesso bacio di arrivederci che lui le dava a labbra sfioranti ogni mattino. Poi scomparve con il suo cavallo nella nebbiolina della valle dei Crappi.

Il ritrovo era presso la locanda, per i rifornimenti necessari al lungo viaggio. Myleena già stava trangugiando una tisana di licheni, mentre Sektor addentava pane nero e Botèr. Magian diede tripla razione di biada e carrube allo scalpitante Griso, il quale non vedeva l’ora di attaccare briga con qualche stallone d'Oltremalga. Kip aveva appena sfornato la sua celebre torta al Capsicum, poco adatta a stomaci delicati. Una cervogia fresca servì da brindisi di commiato finale. Prudentia li aspettava più in là, allo sbocco della valle Giandinia. Quando mise il basto al Griso, lo stesso nitrì di disappunto. Le parole di Praeditus erano state inascoltate.

In vista delle rovine del tempio incontrarono il grande Gainah, accompagnato dal guerriero Optomanus. Le parole che disse furono: “Ricordatevi amici che nessuno è scevro dal commetter falli. L’importante è imparare dagli errori. Questo è il mio augurio per voi. Che lo possiate udire forte”.
“Bene lo udimmo, amico di Luni Speziala” disse Cabrach. “A nome dei miei compagni ti ringrazio. Bevi una cervogia alla mia salute, mentre rimiri le cinque meraviglie della terra tua natia” e detto questo passarono oltre.
Giunsero in vista delle rovine del tempio che era l’imbrunire. La terra dei Nur stava per cedere il passo alla stopposa terra degli Auxxilii. Sektor in tutto questo tempo non aveva ancora proferito un monosillabo. Myleena invece sperava che la stanchezza togliesse un po’ di fiato ai loquaci Ante-Nur, non ancora paghi di ciarle e burle assortite. Oltretutto l’aria s’era fatta affilata come lame di Scramasax e urgeva trovare un riparo per la notte.
Cabrach.


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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 4:38 am    Oggetto: Rispondi citando

CHI AIUTA GLI AUXXILI?

Giunti che furono tra le rovine del tempio, si organizzarono con l’accampamento. Dopo una cena frugale si coricarono sotto antichi pilastri di pietra sbrecciati. Myleena si addormentò appena infilata nel suo sacco di pelliccia di “Papano”. Prudentia, di li a poco, iniziò a russare. Cabrach ne approfittò per parlare con Sector.

“Come mai non passiamo più a nord, nelle tue terre?” chiese.

Sector rispose accigliato “Perché perderemmo due giorni sulla tabella di marcia. Dovremmo risalire fino alla contea di Florence, girare attorno al menhir Nightingale e proseguire fino al Loch Faetor. Anzitutto la mia gente non è contenta del trattamento da voi riservatole nel Deversorum e dovrei perdere tempo per ottenervi un lasciapassare. Inoltre in questo periodo di brutto tempo autunnale, bisogna attraversare le tempeste che imperversano sul lago”. Si mise seduto e tracciò con un bastone dei segni sulla sabbia “se noi passiamo più a sud del loch, possiamo guadagnare tempo prezioso. Oramai siamo quasi in terra Auxxiliorum, per cui in un giorno di marcia arriveremo alla selva di NursPheratu. Se saremo abbastanza avveduti, sfiorando il territorio dei Necensui, giungeremo in riva al ThanaNur in tre giorni massimo a partire da oggi.”

“Sei convincente Sector, ti ho udito bene. Ma così facendo ci esporremo al rischio di un imboscata” disse Cabrach.

“Ognuno di noi sa il fatto suo, Praeditus conosce bene il suo lavoro” e si girò dall’altra parte.

Quello che successe quella notte, solo il Griso lo potrebbe testimoniare, visto che gli altri dormirono come sassi. Una lunga processione di Auxxili, parati a cerimonia, sfiorò le rovine fino alla vista del cinereo cavallo. Poi, di fronte ai suoi nitriti, si dispersero verso la bassa macchia di vegetazione.

Una frittura di "Ciareghì" riempì lo stomaco dei viaggiatori, prossimi a ripartire. “Come mai questo luogo è così importante per voi AnteNur” chiese Myleena “da dover spesso ingaggiare guerriglia con gli Auxxilii?”

Prudentia non aspettava altro, per poter dar voce alla sua indole di Bardo cantastorie.”Vedi dolce crisalide, una volta gli AnteNur venivano formati qui. Da una commistione tra scienza e religione, veniva impastato il sapere di noi primi Nur” disse mettendosi a cavalcioni di un’altare di pietra, ricoperto di muschio. “Erano le sacerdotesse ReSuo ad aiutarci a compiere i primi riti. Ricordo ancora quella volta che inciampai mentre stavo lavando il sacro PappaGraal e……”

“Basta, per carità. Questa storia oramai la conoscono anche i bruchi del bosco di Fagus. Risparmiacene, ti prego!” e così dicendo Cabrach si buttò in ginocchio ai suoi piedi, fingendo d’implorarlo.

Tra le risate divertite di Myleena e le occhiatacce severe di Sector, Prudentia cercò di riacquistare un tono serio: “gli Auxxilii sono arrivati all’improvviso. I signori di Polis li hanno immessi senza che molti di noi sapessero cosa stesse succedendo. Forse per questo, perché non li conoscevamo, li rifiutammo a priori. In seguito i più intraprendenti di loro cercarono di sortire verso i sentieri di mezzo, ma furono inchiodati e respinti al pian delle Rogne. Credo vogliano fregiarsi del titolo di Nur e per questo aspirano stolidamente a riaprire i culti del tempio. Contenti loro….”

Sector rispose con tono sprezzante: “è molto comodo confinare i diversi oltre i confini della propria vista”.

Cabrach trattenne a stento il compagno AnteNur, che si era lanciato nella direzione del tenebroso EutaNur.

“Non capisco cosa ti abbia inviato a fare con noi, Praeditus. Forse perché fa sempre comodo avere un animale velenoso in cui intingere le punte delle frecce…” inveì il focoso Prudentia.

Non finì la frase che si trovò a dover scansare un fendente.

“Cani Nur, tornatevene lungo il cardo da cui provenite” urlò una altissima guerriera ricoperta di pelli d’animale. “Dite a Praeditus che gli toglieremo il tempio a colpi di fionda Migepia” e si avventò contro di loro. Sector mandò due aggressori a sbattere contro un roccione, mentre Cabrach scioglieva le briglie del Griso, che portò lo scompiglio tra le fila avversarie. Myleena fece lo sgambetto all’energumena,mandandola per lungo, mentre Prudentia, agitando una mazza “Clisterum” inseguì gli sbandati.

“Parla, chi ti ha mandato?” urlò la crisalide, con un tono rotto dalla fatica e dallo spavento.

“ Io sono bru Marinon, degli Auxxilii. Non riconosco voi come miei superiori”.
Sector scattò in avanti come una furia, tanto che la donna si coprì gli occhi.

“Noi siamo in questa valle da prima di voi, questo almeno lo riconoscete?” sbraitò.

“Noi non abbiamo nulla da dire sulla vostra antica casata, ma oramai ci siamo anche noi. Perché fingete che non sia così? Perché non possiamo coltivare anche noi la terra come fate voi?”

“Perché non ci riuscite?” chiese Cabrach.

“Ci abbiamo provato, ma ci mancano le nozioni per poter rendere verde la nostra pianura. Per questo vogliamo coltivare terre più a nord” rispose la nerboruta guerriera.

“Non è colonizzando a casaccio che otterrete le messi, ma con un minimo di raziocinio” si sentì dire di rimando.

Myleena si inserì nel discorso: “Noi NurCras crediamo nel valore del vostro lavoro. Solo grazie all’ausilio di genti volenterose come voi troveremo il tempo per studiare le carte antiche e le nuove teorie. Ti rispetto e chiedo ai miei compagni di liberarti, fiera creatura.”
Controvoglia i suoi compagni di viaggio ubbidirono, ma ottennero di venire accompagnati dalla stessa, fino al limitare della selva dei Nurspheratu.

"Ti ringrazio bella signora" disse commossa "è facile riconoscere in una persona autorevole un punto di riferimento. Non altrettanto si può dire di una persona autoritaria" disse la guerriera rivolta verso Sector. Egli fece finta di non raccogliere la provocazione, anche perchè l'immunità che derivava dalla sua presenza nel gruppo, era comoda alla fine dell'attraversamento rapido del resto del territorio.

Giunti che furono alla tenebrosa foresta, la sera rosseggiava dietro il monte dell’Alba. Le vesciche ai piedi di Prudentia, oramai, erano grosse come "ananurs". Era di nuovo tempo di accamparsi e la rude auxxilia decise di proseguire il viaggio fino al mare di ThanaNur in compagnia dei Nur. Non lo aveva mai visto, il mare.
Cabrach.

Il sacro PAPPAGRAAL

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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 6:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Ahhhhh... Il PappaGraal!!!!

e la Mazza Clisterum
...Da sbudellarsi... Laughing Laughing Laughing
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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 9:06 am    Oggetto: Rispondi citando

LA VISIONE
Gli arditi erano già partiti da un giorno, ora stavano, se tutto stava procedendo secondo il piano lavorativo predisposto, affrontando il secondo giorno di marcia verso il mare di ThanaNur.
Praeditus svegliatosi di buon ora e eseguito l'igiene personale con l'aiuto della giovane Gwynneth partì per una passeggiata. Aveva bisogno di raccogliere le idee. Scendendo dai gradini di casa udì le sue vertebre suonare come nacchere. Gli scappò un bestemmione: -Maledetta dea Juchli!- Ripensò ai suoi anni di gioventù passati a rimuovere i sassi e dissodare il terreno con le nude mani perchè non c'erano gli auxili per alleggerire il mestiere. Lavorare, lavorare, piegare le schiene e schiantare sotto gli ordini dei signori di Polis. Ora le cose stavano cambiando: l'arrivo dei Nur Cras era stata un'evoluzione complessa ma dovuta. Il futuro era loro certamente, ma se lo volevano roseo il futuro, se volevano le vaste praterie della Valle di DE-Aliqua-Re dovevano per forza combattere insieme ai più numerosi Ante Nur. In fondo I Nur Cras venivano dalle loro coste e da loro formatisi.
Praeditus scesce giù dal colle del Situs Reticulum "Ah... Quante discussioni aperte tra i suoi portali, quanti Nur erano passati, amicizie, concordie, dissensi, sobbillatori, provocatori, rivoluzionari... Chi agogna alla virginea valle a Nord e chi ancora la teme. Come son variegate le schiatte dei Nur!"
Sceso dal colle attraversò il fiume al ponte tibetanur e si addentrò nel bosco di Fagus, dove si mise a controllare per terra alla ricerca di gustose prelibatezze.
Sul limitare del bosco raccolse numerosi mirtilli rossi che mise nella tipica cesta da primizie Halibosk. Abbassandosi accusò anche una forte fitta addominale, una sensazione di tensione crescente. Si accovacciò e con uno sforzoil vecchio riuscì a far uscire dalle sue natiche un poderoso peto. Un uccello Peplau volò via veloce tra le fronde.
-Espatium majori et fòra cah intrum- disse soddisfatto e sollevato.
Riempì l'halibosk di mirtilli rossi quindi si rialzò: -Ah, questi farranno bene alla mia vescia ed al mio pistillum!-
Proseguì addentrandosi tra le frasche e ai piedi di un Fagus millenario del quale non arrivava a scorgere la cima vide un cerchio delle streghe, famiglie di bianchi funghetti che crescevano in cerchio. Ringrazio la Dea Orum per quel magico incontro e si preparò per un rito magico. Cercò una pianta di Betula Alba e con il falcetto Robin ne tagliò un ramo albino, lo sramò per bene quindi tornò al cerchio delle streghe. Tracciò nello strame con sapienti tocchi le tre braccia spiraliformi di un triskell, il simbolo che rappresentava la ciclicità cosmica nel numero perfetto, i tre elementi Terra Aria e Acqua racchiusi nel cerchio del Fuoco

Fatto questo Praeditus prese da una sacca di cuoio legato a tracolla un pacchetto di lino nel quale erano contenute delle cialde: "Il miglior Kalium Alborellii di Loch Faetor! Grazie Sektor per avermene fatto dono". Se ne mise tre pizzichi sotto la lingua. Subito si sentì meglio e leggero.
A questo punto, con il triskell ben tracciato, si spogliò rimanendo con il solo ciripaum di lana di capra a coprire le parti intime e si mise a girargli intorno tre volte pregando. Ad ogni voluta del simbolo si soffermava enunciandone le virtù:
-Alba... Mezzogiorno...Tramonto.
Amore... Forza... Conoscenza.-
L'ultimo giro lo chiuse con: -Passato... Presente... Futuro.- Quindi entrò nel cerchio magico ed in piedi con i palmi delle mani rivolte verso l'alto chiuse gli occhi ed attese la divinazione.
Si senti girare la testa, avvertì il sollevarsi di una brezza che si insinuò tra le fronde degli alti Fagus e che gli accarezzò la nuda pelle. Senti un brivido scorrergli sotto il cuoio capelluto, si senti espanso, si senti immenso e d'un tratto vide.
Vide i viandanti sulla strada per il mar di ThanaNur e vide con loro una corraggiosa guerriera degli Auxxilii che li accompagnava, vide che seppur con qualche piccolo attrito la concordia tra loro reggeva, uniti dal comune obbiettivo. Vide Prudenzia in coda alla fila che estraeva una Sacca di Peri dai bastimenti del Griso e si abbeverava: "Cervogia...Non ascolti mai le mie raccomandazioni vecchio Ante Nur che non sei altro!" Sorrise con gli occhi chiusi.
Vide il cardo scelto, sul limitare del deserto dei Necensui.
Il grugnito di un maestoso cervo lo ridestò, aprì gli occhi e fece appena in tempo a vedere della polvere lucente che si ritirava nell'ombra della selva.
-Stanno procedendo molto bene, la giovane Auxxilia è di buon auspicio per il loro viaggio... Mi auguro però che non abbiano problemi con quelle tribù barbariche dei Necensui...-
Guardò a terra, il vento aveva spazzato lo stramee cancellato il triskell, i bianchi funghetti che prima erano roridi ora erano appassiti e già tendenti alla cianosi. Era stata una magia forte.
Uscì dal bosco saltellando come un leprotto, il Kalium lo faceva sentire ancora forte. Tornò sulla sponda del fiume ai piedi del situs reticulum da dove osservò ancora i ranuncoli falciati sulla sponda opposta. "Speriamo che i Nur Cras si sbrighino a sistemare la faccenda. Quel campo abbisogna di cure." pensò Praeditus.
Risalendo lungo la riva vide sull'altra sponda che qualcuno stava predicando ad un gruppo di Crisalidi. Si mise le mani nodose alle orecchie e cercò di sentire.
-...Dovete evitare di commettere errori, per esempio se usate come fertilizzante le "bagole" di capra pestate e sminuzzate sotto alle giovani piantine di peperoni queste ne avranno a soffrire perchè il terriccio si farebbe troppo alcalinum, e quand'anche la pianta riuscisse a produrre peperoni le loro pellicine risulterebbero troppo indigeste. Probabilmente nemmeno la cervogia al tripplo luppolo e genziana riuscirebbe a lenire il crampogastrium che verrebbe. Ma se vi succede di errare dovete immediatamente segnalarlo e cercare di rimuovere il prima possibile il concime affinchè i danni non risultino permanenti, quindi imparate dall'errore e trasmettete questa nuova conoscenza acquisita stilando agropiani basati sulla ricerca e sull'evidenza.....-
Praeditus riconobbe il maestro che incantava i suoi discenti con la sua oratio: -Gainah! Eccellente lavoro...-
Ma Praeditus sbiancò improvvisamente mentre fissava il terreno ai suoi piedi. Non poteva credere ai suoi occhi: tre ranuncoli avevano germogliato. I ranuncoli avevano cominciato ad attecchire anche di qua dal fiume, sulla terra degli Ante Nur.
Si commosse ed una lacrima gli rigò una guancia. Guardò a nord, oltre i contrafforti della fortezza di Polis. Oltre la spaccatura tra i monti dell'Alba e i monti di Polis. Oltre c'era la valle di De-Aliqua-Re e qualcuno da lassù, nonostante tutto, continuava a lasciare semi di ranuncolo alla benevolenza delle acque del fiume che per nome mai è lieto.
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L'ultima modifica di Rudy il Ven Set 22, 2006 11:47 pm, modificato 1 volta
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Rudy



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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 9:47 am    Oggetto: Rispondi citando

Questa un'altra mappa di NurLand ritrovata sotto il dolmen Nightingale...

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MessaggioInviato: Ven Set 22, 2006 4:00 am    Oggetto: Rispondi citando

DALLE OMBRE ALLA FIAMMA

Iride non aveva ancora innalzato le sue tenue luci a rischiarare la steppa, che Prudentia si svegliò di soprassalto. Un maledetto insetto si era intrufolato nel suo orecchio, facendolo imprecare di fastidio e di disgusto. Liberato che fu dell’immondo animale, saltellando in modo buffo e scotendo il capo di lato, incappò in una visione che lo fece ammutolire. In lontananza, presso la fonte di Eridanur, vide una sinuosa figura di donna stagliarsi in controluce. “Una ninfa dei boschi, quale visione soave. Non devo però avvicinarmi molto o rischierei una maledizione fino alla settima generazione”.



Il maturo Nur strabuzzò gli occhi, per meglio imprimere nel suo ricordo quella meravigliosa silhouette nuda, immersa nell’acqua fino alla cintola. Iniziò a indietreggiare, per poi voltarsi di scatto e galoppare fino all’accampamento. “Svegliatevi, glom….la ninfa, la ninfa…svegliatevi, ….corriamo a vederla, svegliatevi….” urlava eccitato. Intanto, uno dopo l’altro, si misero infastiditi a sedere. “Cosa hai da urlare, vecchia damigiaNur” disse con voce impastata Cabrach.
“Andiamo a vedere la ninfa, dai, tirati su Sector, anche tu Bru e anche tu My…..” dove era finita Myleena? Solo ora Prudentia se ne era reso conto!

“Sono qui, cosa c’è da gridare all’armi?” esclamò la giovane crisalide mentre si asciugava i lunghi capelli lisci come la seta, che le bagnavano il colletto della pesante tunica. “Ero alla fonte e non ho visto niente di preoccupante, perché strilli tanto?”, rinforzò.

A Prudentia cadde la mandibola ed ebbe solo la forza di biascicare uno stentato “e….…era uno scherzo….” per poi piombare in un mutismo innaturale, che lo fece tacere buona parte del resto della giornata.



Il sentiero che si snodava nella foresta dei Nurspheratu, era un continuo saliscendi da tormentate colline, ora irte e cespugliose, ora solcate da vallette adombrate da altissimi Picea Albies. Ogni tanto erano intervallati da allegri e fioriti Ulmus Minor, ma quello che caratterizzava il paesaggio erano le ombre. Ce n’erano di tutti i tipi: impenetrabili, velate di luce fioca, tempestate di scintille di luce calata dalle fronde. Sembravano uscite da un quadro di CezzanNur o ReNuroir.

Dallo stomaco di Bru arrivavano rumori come di tamburi da battaglia “signori, vi prego, mangiamo almeno qualche bacca” irruppe ad un certo punto.

“Fermiamoci, non sento più le gambe” disse Myleena. Alla parola “Gambe” Prudentia arrossì violentemente, come fosse stato punto da un milione di zanzaNur. Nessuno capiva cosa avesse il loro compagno di viaggio, di solito così loquace. Forse un malore dovuto alle troppe libagioni del giorno prima? “In tal caso, ben gli sta” pensò Sektor nel suo intimo.

Stavano ancora ripulendo i panieri della loro razione, quando sentirono un sommesso lamento provenire da dietro un albero secolare. Bru si avvicinò senza tradire la minima paura e fece cenno ai compagni di avvicinarsi. Un alto e bruno personaggio, se ne stava seduto con il capo nelle mani. “Attenzione a qualche trappola” ringhiò Sector. “Palesati, vogliamo udirti forte!” esclamò il capospedizione. “Io, Aversatus, chiedo voi scusa. Non potere reggere solitudine e disprezzo senza che la terra reclami mie lacrime” disse mettendosi in piedi. Era un lungo e scuro personaggio, in apparenza vestito da Nur. “Signori di Polis cercato noi in territorio di Oltremalga, con promessa di vita feconda. Noi stare poco bene di là, ma di qua non è bene. I signori vogliono noi solo sfruttare, approfittando di nostre difficoltà e di nostra fame”.

“Mendace!!!!” urlò Sektor, puntandogli l’indice contro. “A giudicare chi di voi è meritevole di venire da noi, è la migliore rappresentanza Nur”.

“Anche vostra gente ha voltato testa per non vedere, mentre qualcuno riempiva loro orecchie di bugie. Luber Anulus me lo ha detto”.

“Luber Anulus è stato qui?” chiese Cabrach. “Come mai si trovava da queste parti?”

“Chiesto noi aiuto per coltivare orti a nord di Loch, ma noi non cattivi. Noi volere solo lavorare terra per produrre frutti. Ma foresta non adatta e nessun Nur aiuta noi a capire come fare. Come io posso imparare lingua, abitudini, tecniche di coltivazione, se nessuno mi aiuta”.

“Calma amico mio, capisco che sei stato gabbato dai signori di Polis” disse con dolcezza Myleena, accarezzandogli i capelli “Capisco inoltre che il nostro atteggiamento, fino ad oggi, non vi ha aiutato a rendervi consapevoli. Quando sarete pronti, potrete lottare con noi per entrare in De-Aliqua-Re. Ma è indispensabile che vi applichiate nello studio delle tecniche e della lingua Nur, altrimenti rischiate di fraintendere e bruciare il terreno che coltivate”.

“Signora, io fare tutto ciò se tu aiutare me. Questo Nurspheratu desideroso di camminare con voi”.

Cabrach vide Sektor contrarsi. L’idea che i Nurspheratu potessero colonizzare le rive del Loch lo scandalizzavano. D’altronde serviva una guida per giungere in fretta alla meta agognata e, inghiottendo amaro, ammise al gruppo lo strano barbaro. “Il primo che sgarra lo butto nei flutti del ThanaNur” e si incamminò nervosamente alla testa della comitiva.

Cabrach, camminando nel folto della foresta, si compiaceva di aver incontrato una persona ragionevole, invece delle creature mostruose dei racconti alla taverna. Era proprio vero che per giudicare un altro individuo, anche se all’apparenza diversissimo, bisognava camminarci accanto. Piuttosto si stupiva del silenzio prolungato di Prudentia. Che fosse ammalato?

La sera mangiarono lumache e radici, perché le scorte (adatte a quattro persone) erano già finite. Il Griso approfittò delle briglie sciolte e fece una cavalcata fino alla fine della selva, fintanto un tenue baluginio di luce ancora permetteva di vedere ad un palmo dal naso. Giunto che fu alla radura a sud di EutaNur, prese a masticare una strana erba che cresceva negli orti più meridionali e fu colto da terribili allucinazioni. Si trovava aggiogato ad un aratro ed il suo padrone lo derideva. Esattamente il contrario di ciò che avveniva in realtà. Povero ronzino.

Il mattino successivo Cabrach era disperato. Per quanto indisponente il Griso era parte della famiglia e ora non si trovava. Nemmeno rispondeva all’irresistibile richiamo della biada. Furono costretti ad abbandonare il carico di cervogia nel bosco, ma Prudentia nemmeno cercò di opporsi. Probabilmente era malato grave, ebbe da pensare Cabrach.

Con lo stomaco vuoto e preoccupati per la sorte del cavallo di cabrach, i sei viaggiatori ripresero il cammino. “Quella è EutaNur” disse uscendo dalla boscaglia Sektor. “Vedete i campi coltivati?”.

“Bel borgo” esclamò Myleena “molto curato. Il Loch deve essere generoso, visti gli splendidi orti”

“Grazie milady. Se i Nur sapessero apprezzare tutti gli aspetti della vita, invece del disprezzo ci riserverebbero il rispetto”, concluse il “nero” e poi tranciò il discorso, quasi fosse troppo doloroso continuare.

Il Griso lo trovarono qualche ora dopo, estremamente debole e barcollante. Cabrach emise urla di gioia, tanto da venire richiamato dal capospedizione. “Taci! Stiamo lambendo la terra dei Necensui”.

Il silenzio calò sul gruppo. Mentre camminavano in fila indiana, potevano vedere le terre sterili ed i loro occupanti. Orde di persone senza meta e senza costrutto, attendevano il 27 di ogni mese per ritirare dai signori di Polis un ingiusto compenso. Parassiti senza vergogna consumavano le messi del cammino di mezzo senza restituire un solo frutto del loro sudore.

Prudentia sospirava in continuazione, preda di pensieri indecifrabili. Che fosse prossimo all’exitus? Cabrach oramai disperava di rivederlo allegro e ciarliero come un tempo. Almeno aveva il Griso che si faceva tirare per la cavezza. Questo stava a significare che era tornato come prima.

“Mareeeeeeeeeee, mareeeeeee” Bru ululava in maniera impressionante. Davanti a loro si apriva il passaggio per ThanaNur. Da un’altura potevano scorgere l’isola di RagNurock. Giunti al bagnasciuga si immersero tutti a rinfrescarsi. Come Prudentia toccò l’acqua, un’alta colonna di vapore lo avviluppò. Rinfrescato in questa maniera ritornò ad essere quello di prima. Ma chissà cosa aveva visto nel bosco, quella vecchia pelle di Nur, rimuginava Cabrach tra se e se.



La traversata fu relativamente semplice, grazie a pescatori di TonNur in partenza per il mare aperto. Un lasciapassare di Praeditus li convinse all’istante a trasportarli. Dopo mezza giornata passata a vomitare sul pontile, approdarono verdognoli e irriconoscibili davanti al faro Bacheca, sulla scarpata Azzurra. L’oracolo Centinna era una distinta signora, dai modi gentili e dalla parlata autorevole. Dopo averli fatti ripulire e sfamati li invitò a prendere un tè nel salone denominato Post.
Li guardò tutti e chiese: “cosa volete da me”.

“Risposte “ affermò Sektor “spiegazioni ai nostri dubbi”.

“Non le avete già avute?” rispose Centinna.

I sei si guardarono e parve loro di udirsi bene. Il viaggio aveva dato loro tutti gli elementi per riportare l’ordine nel sentiero di mezzo. Ma come fare a testimoniarlo a tutti i Nur? Sarebbero bastate le loro parole?

Come se avesse letto nei loro cuori, Centinna disse queste parole: “la concordia è possibile grazie alla comunicazione. Fate correre la verità e questa saprà ricompensare ognuno dei vostri popoli”.

“Ci proviamo, signora oracolare, ma è difficile radunare il popolo sotto i medesimi colori”

“Quello che vi serve è un segno tangibile del calore che sprigiona il credo Nur” affermò la signora “quello che dovete trovare è……………………….”

Cabrach.
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O Fortuna, velut Luna statu variabilis, semper crescis aut decrescis; vita detestabilis nunc obdurat et nunc curat ludo mentis aciem,egestatem potestatem dissolvit ut glaciem
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