NOTA METODOLOGICA

 

Giovannantonio Forabosco
Psicologo Psichiatrico, Dipartimento Salute Mentale Lugo-Faenza, Azienda USL Ravenna

Circa 20 anni fa, Cherniss scriveva: "Una ragione per cui la maggior parte dei programmi dei servizi socio-sanitari non dedica molta attenzione alla ricerca è la mistica che circonda la ‘ricerca’ . Molti professionisti nel campo dell’igiene mentale e in altri settori dei servizi socio-sanitari hanno avuto esperienze fugaci e molto negative di ricerca. I ricercatori che essi hanno incontrato avevano la tendenza a considerare la pratica con grande disdegno e avevano trasmesso il concetto che fare ricerca è estremamente difficile e richiede una speciale formazione e particolari capacità" (p. 181; ed. or. 1980).

A distanza di due decenni non sembra che l’immagine e la realtà della ricerca nell’ambito sanitario siano mutate di molto. E in questo senso, il lavoro che viene qui presentato costituisce una significativa eccezione. Tanto più interessante in quanto fare ricerca non è solo una modalità di acquisizione di conoscenza ma è anche indicato dagli studiosi dei fenomeni dello stress e del burn out come uno degli strumenti di prevenzione e gestione dei rischi del disagio e del break down lavorativo. Temi sui quali il divenire azienda della USL pone nuove opportunità e nuove insidie, e su cui anche il concetto di responsabilità si declina con contorni di nuovo conio (Forabosco, 1999).

Gli ideatori di questo lavoro hanno ritenuto di avvalersi di una collaborazione metodologica per il disegno dell’indagine, la stesura degli item del questionario, l’elaborazione dei dati. Ho offerto questa funzione di supporto con la soddisfacente percezione di partecipare a un’impresa impegnativa ma ricca di valenze e valori stimolanti. Alcune annotazioni vanno proposte per qualificare e delimitare questo lavoro.

In primo luogo si tratta di una ricerca esplorativa, che non si pone obiettivi sperimentali o di definizione di un fenomeno di portata generale. Mira a raccogliere informazioni essenzialmente autovalutative sulla realtà degli infermieri dei PS regionali (ER) in relazione all’area tematica avente a che fare con il concetto del burn out. Non si è proposta di misurare il grado di burn out quanto di tratteggiare la rappresentazione della condizione lavorativa con i suoi fattori di rischio e di protezione così come viene configurata dai diretti interessati .

I rispondenti sono stati in un numero che si può considerare elevato per questo genere di indagini. Naturalmente si pone l’annoso problema della generalizzazione: tutto quanto emerge dai dati si può in realtà applicare solo ai rispondenti stessi. Si possono sì porre ulteriori ipotesi e avanzare suggerimenti per l’insieme della popolazione degli infermieri dei PS regionali e nazionali, ma i dati descrivono essenzialmente quanto riportato dalla sottopopolazione costituita da coloro i quali hanno effettivamente compilato il questionario.

L’analisi degli items - del loro contenuto e della loro formulazione - mette in evidenza come sia stato preferito dare spazio all’estensione delle domande e ad una loro articolata strutturazione piuttosto che contenerne il numero e facilitarne la risposta. Questo naturalmente è un fattore che entra nel ‘pesare’ in modo contrapposto il rigore metodologico e la libertà della navigazione esplorativa.

Inoltre, in aggiunta a domande più propriamente "informative" sono state inserite anche domande a carattere più "suggestivo" (tipica di tale genere è la n. 32). Questo, naturalmente, non costituisce un problema, a condizione che chi interpreta i dati sia consapevole della valenza differenziata di quanto emerge dalle risposte a domande dell’uno o dell’altro tipo. E, a questa condizione, le domande "suggestive" diventano una positiva irruzione della metafora nel prosaico dispositivo di indagine; il disegno colorato sulla trama del tessuto.

Credo che la qualità migliore della ricerca qui presentata sia non tanto quella di costituire una fotografia completa e dettagliata di una realtà e di un fenomeno, quanto quella di offrirne scorci importanti e significativi, che spingono a cercare di vedere meglio, allargare l’orizzonte, e capire di più.


Cherniss C., La sindrome del burn-out. Lo stress lavorativo degli operatori dei servizi socio-sanitari, Centro Scientifico Torinese, Torino, 1983, ed. or. 1980.

Forabosco G., Dinamica della responsabilità, KOS, 160/161, gennaio-febbraio, 1999, 42-45.



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